I GEOLOGI IN CORO: ‘LA FRANA AVANZA, VA FERMATA. TANTE RESPONSABILITA’!’


“Non c’è bisogno di cerotti, ma di interventi radicali”. E’ partito subito forte Francesco Russo, presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania. Si è tenuto oggi, infatti, il summit a Montaguto. Presenti il segretario regionale Giuseppe D’Oronzo, il tesoriere del consiglio nazionale, Egidio Grasso, il prof. Domenico Calcaterra, ordinario di ingegneria ambientale e del territorio che insegna Geologia applicata alla Federico II di Napoli, tutti consiglieri, i liberi professionisti della zona e l’infaticabile Tonino Membrino, voce storica del disagio del Cervaro… (CONTINUA ALL’INTERNO CON LE FOTO)

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Partenza alle ore 10.30 dallo scalo di Savignano, tour obbligato sulla Ciccotonno, da dove si è potuto ammirare la frana da tutte le sue angolature. Tappa forzata nei pressi del casolare della Protezione Civile e prime interviste con i media locali e nazionali accorsi per l’evento. “Questo è un territorio fragile – ha proseguito il presidente Russo – l’economia è disagiata. Bertolaso non ha bisogno di consigli. Però veniamo contattati sempre a disastri avvenuti. Qui serve un progetto definitivo, vi sono sempre state solo azioni tampone”. Nei giorni seguenti, i geologi appronteranno un documento da presentare alla Protezione Civile: “Debbo però dire che ci siamo sempre messi a disposizione”, ha concluso Russo.
A gamba tesa anche il professor Calcaterra: “Il ritardo è palese, è sotto gli occhi di tutti. Questa è una frana tipica, che i geologi conoscono. E’ una frana che si muove, seppur lentamente, e va fermata. Eppure, in quattro anni a stento si è delimitato il corpo di frana. I progetti esistenti sono lacunosi. In Italia si tende ad assumere sempre poteri straordinari. E invece, occorrerebbe dare responsabilità tecniche ai settori ordinari. In Campania non si investe nelle strutture geologiche”. Dalla ‘Mpaccata ci si è spostati al bivio di Montaguto, dove si è potuto osservare meglio il piede di frana. Poi, visita guidata su in cima, a monte, dove si è tenuta una piccola conferenza all’aperto. Il presidente Russo ha affermato che contatterà la Protezione Civile per richiedere un resoconto della situazione. Dunque, in sintesi, questo il motto dei geologi: “Per favore chiamateci prima, perché lo studio geologico è un vostro diritto”.
Il dibattito si è poi spostato all’auditorium di Savignano Irpino. “Il dissesto idrogeologico in Campania: la frana di Montaguto”, questo il nome dell’evento, che ha visto la partecipazione del vice presidente dell’ordine dei geologi campani, Francesco Peduto, del presidente dell’ordine della Puglia, Giovanni Calcagnì (un fedele utente del nostro portale), del consigliere Carmine De Cicco e del segretario Giuseppe D’Oronzo. L’occasione è stata propizia per consegnare anche il premio di laurea intitolato alla memoria del Professor G. Iaccarino, scomparso qualche anno fa. I geologi hanno tenuto un vero e proprio excursus delle frane in Italia e a Montaguto in particolare. Quasi una lectio magistralis, durante la quale sono state mostrate carte topografiche, immagini della frana nel corso del tempo e sono state spese parole importanti, anche durissime. Il professor Francesco Maria Guadagno è stato molto deciso: “In questi anni non è stato fatto nulla. Tutto quello che dissi si è verificato. Ha detto bene il professor Calcaterra: in questi anni non è mai stato fatto uno studio o una pubblicazione. E le carte topografiche sono chiuse negli uffici della Regione Campania”. Il professor Guadagno, dell’università di Benevento, nel 2006 fu nominato consulente della Protezione Civile Nazionale: “Il 27 aprile, ovvero 2 mesi dopo che la frana si era mostrata in tutto e per tutto, ancora non c’era nessuna carta e nessun volo era stato fatto. C’è stata molta superficialità. E forse è proprio perché non ci sono stati morti che qui non ci si è mossi per tempo…”

Michele Pilla

2010-05-05 14:17:29

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