I LAVORI PROSEGUONO, C’E’ OTTIMISMO. LIBERATA LA STRADA A RIDOSSO DELLA CASA


Passeggiata sulla frana. Questo pomeriggio abbiamo percorso a piedi l’enorme massa di terra che si estende per oltre 400 metri dal bivio di Montaguto. La bella notizia è che è stata liberata la strada in prossimità della casa di Mario Perazzo. Adesso c’è un discreto margine di sicurezza, segno che l’asportazione della terra è servita realmente. In una settimana, gli uomini del Genio Civile e gli operai della ditta Eurocostruzioni hanno fatto uno sforzo enorme, sgomberando il tratto in prossimità del rudere… (CONTINUA ALL’INTERNO CON FOTO)

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Adesso c’è più “aria”. Come si evince dalle foto, adesso si può lavorare anche in condizioni nettamente migliori. Chiacchierando con militari e operai, emerge un sostanziale ottimismo. I lavori danno i frutti sperati e le operazioni di rimozione terra si stanno rivelando positive. Intanto, prosegue l’opera di drenaggio acque, mentre si lavora per effettuare pozzi di scolo. E mentre osserviamo operai delle Rfi lavorare sodo per sistemare i binari (oggi sono stati posti circa venti metri di linea ferrata) e impiantare le palangole, ci incamminiamo della massa di terra. Diverse crepe hanno attirato la nostra attenzione: di fatto, segni tangibili del movimento, che pare essere notevolmente rallentato. Le crepe sono fondamentali per interpretare le evoluzioni e la forza del movimento franoso. Prima, infatti, la frana scivolava: adesso, che si è notevolmente seccata, indurendosi, tende a spaccarsi e aprirsi lateralmente. I lavori attuali prevedono risagomature direttamente sul corpo centrale, mentre prima si lavorava sulle spinte secondarie. L’aggressione adesso sarà fatta a monte. Novità anche per i terrazzamenti, che adesso sono notevolmente più ampi e rendono più stabile il piede. Le terrazze hanno la loro importanza e anch’esse danno segnali importanti circa i movimenti: hanno un’inclinazione che varia tra i 45 e i 30 gradi e spesso accade che al mattino queste vengono ritrovate quasi verticali. Anche dalle inclinazioni, dunque, si capisce il movimento della terra. L’interpretazione è fondamentale per capire l’approccio e, magari, modificarlo in corso d’opera, a seconda della spinta franosa. E mentre andiamo via, lasciamo i mezzi cingolati che lavorano con la tecnica del passamano: un escavatore aggredisce la frana e deposita la terra dietro di sé, dove altri due mezzi la scaricano sui camion. In questo modo si “crea” la via per realizzare le terrazze.
Intanto, stasera alle 23.20 andrà in onda un servizio approfondito su Raiuno, all’interno del programma TvSette, curato dal collega Alessandro Gaeta. Non perdetelo!

Michele Pilla

2010-05-28 21:15:59

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