Ieri a Montaguto interessante incontro di astrofotografia


di Michele Pilla

Ieri sera, in località Sorgenti, nei pressi del Fisher Park, si è tenuta un’altra serata di Astrofotografia a Montaguto, a cura dell’Associazione astrofili M13 diretta da Emanuele Marrone. Un evento di grande portata e lustro, per un paesino che conta quasi 400 abitanti, che ha visto una folta partecipazione di pubblico. Un pubblico che ha apprezzato e, incuriosito, ha rivolto domande agli organizzatori.

» È NATA L’ASSOCIAZIONE M13

Oltre a Emanuele, erano presenti la dottoressa Giusy Anzivino, fisico presso l’università di Perugia e il Cern di Ginevra, e l’ingegner Enrico Iadarola, presidente dell’associazione Astrocassini di Mirabella Eclano, con cui l’associazione M13 realizza questi eventi. Per l’osservazione degli astri e delle nebulose, c’erano un telescopio C11 collegato a un proiettore per l’astrofotografia e con un altro telescopio montato sopra per la stella guida, poi un telescopio C9, una sorta di “fratello minore”, e un altro C11, senza astrofotografia. Emanuele ed Enrico hanno mostrato ai presenti diverse nebulose, M8, M13 (da cui prende il nome l’associazione, e che dista circa 23.500 anni luce da noi), la M20, la M27, la M51 e la M57, oltre poi ad Albireo, Deneb e  Vega (l’astro che tra circa 23mila anni segnerà il Nord al posto della Stella Polare a causa dello spostamento dell’asse terrestre).

La lettera M con cui questi oggetti astronomici sono classificati sta per Messier, Charles Messier, un cacciatore di comete che nella seconda metà del 700 ha catalogato 110 astri (contenuti ne “Il Catalogo di Messier”, il primo catalogo astronomico di oggetti celesti diversi dalle stelle).

Emanuele ha spiegato i meccanismi basilari coi quali fotografa le stelle grazie al suo gioiellino: “Non è un’operazione semplicissima – afferma -. Per immortalare un astro tutto dipende dall’astro stesso. Posso impiegarci una notte, due, tre. Ad esempio, la Nebulosa Gufo è un po’ particolare, e per avere un buon dettaglio ci vogliono due notti, con trenta pose da 20 minuti ognuna, mentre la M8 è più semplice e in una nottata riesci a fare 30 pose da 10 minuti. Anche M51 è semplice da definire, mentre le tre galassie che sono nel leone hanno bisogno di più pose e non è possibile farlo in una notte”. Dunque, per ottenere un singolo scatto con la foto di un astro di buona qualità occorre scattare almeno una trentina di foto, ognuna delle quali può superare i venti minuti di tempo. Poi si inseriscono tutti gli scatti in un software che elabora una sola immagine.

Per la serata astrofotografica di ieri, il cielo perfetto ha aiutato moltissimo: “E’ forse il migliore tra quelli dove abbiamo puntato i nostri telescopi – conferma Emanuele -. Il cielo di Montaguto è pulitissimo e non ha inquinamento luminoso. I nostri telescopi sono molto sensibili alla luce, e persino ai movimenti. Stasera (ieri, ndr) abbiamo osservato Albireo, una stella doppia situata su un estremo del braccio più lungo della croce che costituisce la struttura della costellazione del Cigno, e l’altro suo estremo, Deneb”.

Una serata, quella di ieri, che ha dunque confermato la straordinarietà del lavoro di Emanuele Marrone, dell’ingegner Enrico Iadarola e delle Associazioni M13 di Montaguto e Astrocassini di Mirabella. E hanno dimostrato come, a volte, stare con la testa fra le stelle possa essere molto istruttivo e dare lustro a un paese intero.

2012-08-20 02:45:30

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