IL COMUNE DI MONTAGUTO | Lu cumun d Mundaut

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Montaguto (Mundaùtë in campano) è un comune italiano di 491 abitanti della provincia di Avellino in Campania. Confina con i comuni di: Savignano Irpino, Greci, Orsara di Puglia (FG) e Panni (FG). Dal 25 maggio 2014 il nuovo sindaco è Vincenzo Germano Iovino, della lista “Lavoriamo insieme per Montaguto”. Il comune conta circa 500 abitanti – ma solo circa 400 sono residenti – e si trova in Campania, in provincia di Avellino. Montaguto è situato in una zona collinare da cui si gode uno splendido panorama. Le origini del borgo sono molto antiche, anche se non vi sono testimonianze archeologiche che possano confermare una datazione. L’economia principale del borgo è tipicamente agricola. San Crescenzo, festeggiato ogni anno la seconda domenica di agosto, è il suo patrono.

MUNICIPIO: Corso Umberto I n. 3 – Montaguto
Email: comunedimontagutoav@virgilio.it
Tel. 0825-862014 – Sito www.comune.montaguto.av.it

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Il paese

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Veduta del paese da via Sorgenti

Piccolo centro della Valle del Cervaro, d’origine normanna, poi passato alla mensa vescovile di Bovino. Ha ospitato in passato una comunità di valdesi. Lungo la strada che conduce al paese s’incontra un bosco di querce. Nei pressi della Madonnina, piccola edicola votiva, sulla sinistra si sale al bosco, costituito da una bella pineta alternata ad un querceto, con un piccolo lago ed una fontana. L’area è ben attrezzata per il pic-nic. Immerso nel verde, Montaguto sembra il classico paese di Heidi. Montaguto prende il nome dalla sua conformazione naturale.

L’alto sperone roccioso ha condizionato la disposizione topografica dell’abitato: le case sono ordinate a schiera lungo strade perfettamente parallele e orientate seguendo la direzione orografica. Aria pulita, acqua limpida, cibi genuini e tutta la tranquillità di cui ormai in città è impossibile godere: tutto questo è Montaguto. Dal paese, poi, la visuale è stupenda: è possibile ammirare i monti del Partenio, del Taburno e del Matese, nonché il Tavoliere pugliese.

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Il simbolo del comune

Montaguto con la sua mescolanza di caratteri ambientali tipici della Valle dell’Ufita, con alcune varietà vegetative comuni nell’Alta Irpinia offre luoghi dove godere di piacevoli passeggiate nel verde, come il suggestivo ed esteso bosco comunale, lungo la strada che porta alla statale 90 “Delle Puglie”, oppure i sentieri che conducono alla cosiddetta Montagna (m. 1050), a nord-ovest del centro abitato. La pastorizia caratterizza buona parte delle attività dell’intera zona, in cui si producono ortofrutticoli, cereali, ma anche castagne di buona qualità, mentre è rinomata la lavorazione degli insaccati.

Sviluppata è anche l’apicoltura. La prima domenica di settembre si festeggia San Crescenzo, patrono del paese, la cui Chiesa Parrocchiale è del XIX secolo, mentre restano solo i ruderi dell’antico Palazzo Baronale. La stazione (Linea Benevento-Foggia) è a otto chilometri dal paese.

Breve storia

Dal latino, “terra Montis acuti” sembra abbia avuto il nome da una delle montagne più a picco di quella catena che s’innalza dal Cervaro al monte San Vito del Sub Appennino d’Italia. Oppure, i primi abitatori, risalendo dalla bassa contrata del sottostante Sambucèto (dialetto, Saucìto), sino allora abitata, alla cima più alta di questo monte, lo avranno chiamato “Monteàlto” (come dal dialetto: aùto per “alto” = Montàuto), nome che col tempo, per comodità di pronuncia, passò a parola piana ( = Montato), o Montaguto attuale.

Confini geografici e politici

foto paese 2Montaguto è alto sul livello del mare metri 730 e dista da Avellino, sua provincia, 79 chilometri. Mentre dista da Foggia, di cui ha fatto provincia fino al 1860, 44 chilometri. 25 chilometri lo separano da Ariano, suo Circondario ove risiedono anche gli Uffici d’Imposte, di Registro e di Giustizia. Bovino è sempre stata la sua Diocesi. Confina a nord con il Comune di Orsara, fino alla Montagna Spaccata (ex Tratturo della Trainiera), a Est con Bovino e il fiume Cervaro, a ovest con Greci e Svignano e a Sud con Panni. I suoi abitanti attuali sono 1.550 (1968).

Il suo clima è molto salubre e la sua aria è molto fine. I venti predominanti sono la BORA, con forza media 50 km/orari e il NORD/EST, con forza media di 30 km/orari, con rari giorni di calma. La temperatura media è di 22 gradi centigradi d’estate con punte massimali di 38 °C e d’inverno con media di -1 e minime di -16. Trenta sono le sue giornate di massima gelata e diciannove di nebbia permanente. Le sue precipitazioni annue sono di circa 510 mm. Le sue acque sono molto leggere e ci pervengono dalle numerose fonti. Il territorio del comune risulta compreso tra i 350 e i 931 metri sul livello del mare.

L’escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 581 metri.

La frana sulla SS90

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La frana di Montaguto

Dal 2006, una frana di oltre 3 km di lunghezza, una superficie di oltre 670.000 m² ed un volume superiore ai 10milioni di m³ di terra è scivolata da contrada Pannizza fino a raggiungere la SS90 – bloccandola diverse volte – e il binario, interrompendo la tratta ferroviaria Roma-Bari dal marzo al giugno 2010. Il fenomeno di frana di Montaguto si colloca nel sistema morfoevolutivo della media valle del torrente Cervaro ed in ambito più ampio in quello dell’appennino Dauno. In questo settore dell’Appennino, tipica è l’evoluzione dei versanti per frana con meccanismi cinematici per colate di terra caratterizzate da aree di alimentazione articolate e complesse generalmente con controllo strutturale.

Frequenti sono però anche i movimenti di tipo complesso e composito e le aree soggette a franosità diffusa. Secondo il quotidiano “Il Mattino” la frana di Montaguto preoccupava già da prima del 1763. Quell’anno gli ingegneri “camerali e tavolari” del Regno delle Due Sicilie, Giovanni Pollio e Francesco Varga, inviati da Carlo III di Spagna a verificare le condizioni dei dissesti esistenti lungo la strada Regia costruita da Filippo II alla fine del Cinquecento, si resero subito conto della necessità di intervenire a «Mont’Acuto» per evitare l’isolamento delle popolazioni. Ma soprattutto per non compromettere i collegamenti e i traffici commerciali tra la Campania e la Puglia. Più o meno quello che accade oggi.

Antonio Alterio descrive il sopralluogo dei tecnici dei Borboni in un volume di prossima pubblicazione che vuole essere un omaggio a Tommaso Vitale, il più importante storico di Ariano. Ma soprattutto fornisce i «profili acquerellati» realizzati dagli stessi tecnici. La frana di Montaguto, ovvero «la lama» che stava per danneggiare la carreggiata e compromettere il percorso del fiume Cervaro, andava affrontata in maniera decisa. Ovvero con un intervento direttamente nell’alveo del fiume e la realizzazione di un muro di sostegno lungo la strada. Quei lavori furono realizzati e la frana in qualche modo fu posta sotto controllo.

Le fontane

La fontana del Ponte di Sofia

La fontana del Ponte di Sofia

Il paese è ricco di fontane di ottima acqua; di queste le più antiche sono dette: DEL BASSO, della NOCE e poi la fontana VECCHIA, ricostruita e inaugurata il 10 maggio 1539 come da una antica scritta posta in loco e si distingue per la sua acqua freschissima anche d’estate.

LA FONTATA PREZIOSA sulla strada di Orsara e a circa 800 metri dal paese, detta “preziosa” perché così la chiamava la Principessa Cariati allorché si faceva portare a Napoli, da un barocciaio, sette barili alla settimana, di quell’acqua, che Lei diceva “preziosa”, bontà sua, per l’eccellenti qualità curative, poco dura e leggerissima.

LA FONTANA PAOLINA poco più lontana da questa, detta così per l’ingrato ricordo di un burbero pecoraio del posto (Paolino) che voleva tutta per il suo gregge le erbe circostanti quella sorgente e a chi contravveniva faceva assaggiare il suo nodoso bastone (parroccola) e sua ragione era la maledetta linguaggia, per cui i paesani la chiamavano: la fontana di Paolino (e in seguito, in senso dispregiativo, la fontana Paolina).

LA FONTANA DEL PONTE (delle fontanelle) fatta costruire dal sindaco Della Rovere l’anno 1875 a qualche chilometro dall’abitato su di una bella passeggiata verso il Bosco tra salici e ginestre profumate e quercie antiche; vi fu aggiunto dopo un lavatoio comunale.

LA FONTANA NUOVA costruita dal dott. Pepe l’anno 1876 presso il largo Fiera. L’attuale acquedotto ALTO CALORE E MOLISE, che danno le acque al paese, devono la loro realtà al sindaco Conte. Purtroppo nell’ultimo anno, l’acqua di tutte le fontane di Montaguto è stata dichiarata “non potabile”

Viabilità

Montaguto dista dalla sua stazione ferroviaria, per la mulattiera Km 3 e Km dalla Nazionale Napoli-Foggia. Tale via però è molto ripida, con il 70% di pendenza, per cui poco utile al traffico. Se ne tracciò un’altra: la strada nuova che, girando per il bosco, è molto panoramica e attualmente asfaltata e in ottime condizioni per la quale un autobus collega il paese alla stazione più volte al giorno. Non si creda, però, che questo tracciato sia stato sempre lo stesso da quello inaugurato allora, perché si sono avute rettifiche e correzioni numerose col passar del tempo. Per esempio: il vecchio tracciato rotabile del 1704 intersecava le contrade dette: Masseria di Pizzella, Serro De Luca, Fontanelle, Piano delle sorgenti, Fosso di Vito, Aia di Don Saverio e Mulino Vecchio.

Evoluzione demografica

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Dati

Coordinate 41°14′59″N 15°14′57″E

Altitudine 730 m s.l.m.

Superficie 18,21 km²

Abitanti 478 (31-12-2010)

Densità 26,25 ab./km²

Confini Greci, Orsara di Puglia (FG), Panni (FG), Savignano Irpino

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