Ultim’ora: il dottor Giovanni Damiani nominato commissario prefettizio. Domani l’insediamento


Il Prefetto di Avellino, S.E. Carlo Sessa, ha nominato il dottor Giovanni Damiani quale commissario prefettizio del Comune di Montaguto a seguito delle dimissioni dell’ex sindaco Vincenzo Iovino. Il dottor Damiani, funzionario economico-finanziario della Prefettura di Avellino e già sub-commissario in vari comuni irpini, tra cui quello di Mercogliano nel febbraio 2014, s’insedierà ufficialmente nella mattinata di domani. A lui saranno demandati compiti di ordinaria amministrazione.

Prossimo passo, le elezioni di primavera.

Approfondimento

Il commissario, di solito un funzionario della carriera prefettizia, è nominato a seguito dello scioglimento del consiglio comunale o provinciale con lo stesso decreto di scioglimento, adottato dal Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’interno, in esito ad una procedura avviata dal prefetto competente per territorio. Peraltro, iniziata la procedura ed in attesa del decreto di scioglimento, il Prefetto, per motivi di grave e urgente necessità, può sospendere, per un periodo comunque non superiore a novanta giorni, il consiglio e nominare un commissario per la provvisoria amministrazione dell’ente.

Lo scioglimento del consiglio può essere disposto, ai sensi dell’art. 141 del D.Lgs. 267/2000:
» quando abbia compiuto atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico;
» quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi per le seguenti cause:
– impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del sindaco o del presidente della provincia (in tal caso, tuttavia, non si fa luogo alla nomina del commissario – perché al sindaco o presidente subentra, fino alle nuove elezioni, il vicesindaco o vicepresidente della provincia);
– dimissioni del sindaco o del presidente della provincia;
– cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo dell’ente, della metà più uno dei – membri assegnati (non computando a tal fine il sindaco o il presidente della provincia);
– riduzione del consiglio, per impossibilità di surroga, alla metà dei suoi componenti;
– quando non sia approvato nei termini il bilancio;
– quando l’ente, con più di mille abitanti, sia sprovvisto dei relativi strumenti urbanistici generali e questi non siano adottati entro diciotto mesi dalla data di elezione degli organi (in questo caso, il decreto di scioglimento è adottato su proposta del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti).

Il commissario ha il compito di amministrare l’ente fino all’elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco, da tenersi nel primo turno elettorale utile previsto dalla legge (di solito in primavera).
Durante il periodo di scioglimento, il commissario esercita le attribuzioni conferitegli con il decreto che lo ha nominato; normalmente unisce in sé tutti i poteri degli organi del comune o provincia: sindaco o presidente, giunta e consiglio. In virtù di tali poteri può compiere qualunque atto, sia di ordinaria che di straordinaria amministrazione; tuttavia, non dovendo rispondere agli elettori, difficilmente assume decisioni di portata strategica.

» CLICCA E LEGGI: DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267

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