‘IL SEGRETO DI MONTALDO’, PRESENTAZIONE RIUSCITA ANCHE AL CALAMANDREI


Oltre cento persone hanno assistito, ieri, alla presentazione de “Il segreto di Montaldo”, di Michele Pilla. Nell’aula polifunzionale del Liceo Polispecialistico “Piero Calamandrei” di Ponticelli (Na), alla presenza di diversi docenti, alunni ed ex alunni dell’istituto, oltre che in compagnia di amici e parenti, l’autore ha ripercorso le tappe della stesura della sua opera… (CONTINUA ALL’INTERNO, CON LE FOTO)

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Ad aprire il dibattito è stata la moderatrice, Chiara Cortese, studentessa del 4° Classico, classe che ha avuto il compito di curare nel dettaglio l’incontro. Chiara ha passato poi la parola al professor Luigi La Ragione, organizzatore dell’evento, che ha commentato l’attività con i percorsi di formazione gestiti dall’istituzione scolastica. La Ragione si è soffermato dunque sul cammino di studi di Pilla, ex alunno del Calamandrei: questa la motivazione di fondo per cui si è tenuta proprio qui la seconda presentazione, dopo quella di Montaguto, de “Il segreto di Montaldo”. Successivamente, parola alle note, con l’intermezzo musicale di Ciro Farro, studente e musicista, che ha suonato la Cavalleria Rusticana: un momento molto apprezzato dall’autore e dal pubblico. E’ intervenuto poi l’autore, che ha ringraziato i presenti e ha spiegato i motivi per cui ha scelto il Liceo Calamandrei come luogo per la prima presentazione partenopea del suo romanzo: “Questa scuola rappresenta un’isola felice in un territorio problematico come Ponticelli. Ringrazio pubblicamente la 4a Classico per l’organizzazione minuziosa dell’evento. Senza questi ragazzi, e senza il professor La Ragione, tutto questo non sarebbe riuscito così bene. E un grazie anche al Preside, professor Sebastiano Pesce, per avermi dato l’opportunità di tornare qui, nel luogo in cui sono cresciuto umanamente e professionalmente, che mi ha dato tanto dal punto di vista dell’educazione e dell’istruzione. E’ bello vedere che, in quasi dieci anni, questo istituto abbia fatto simili passi avanti. Una scuola aperta, una scuola gestita dagli alunni di concerto coi docenti è proprio quello che ci vuole. La scuola deve essere amata e vissuta”.
Particolarmente apprezzati gli interventi di Chiara Cortese, Alessandra Recchimurzo e Antonia Di Tuccio, altre due studentesse del 4° Classico. La prima ha descritto il romanzo nella sua globalità, tracciandone la trama, compiendo un excursus generale senza però svelare particolari utili a svelarne il finale. Alessandra Recchimurzo si è soffermata invece sulle ambientazioni thriller del romanzo e sullo stile, che “induce il lettore a pensare ‘Devo assolutamente sapere come va a finire’. L’autore introduce il lettore in un’atmosfera in cui inizialmente prevale la sensazione del ricordo – prosegue la Recchimurzo – ma che, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, si infittisce rendendo il tutto più cupo, più misterioso, fino a raggiungere un alto livello horror. Il titolo incita già a nutrire un particolare interesse nei confronti del romanzo: c’è da chiedersi che cosa possa mai essere questo ‘segreto’. Il protagonista, Matteo Parisi, farà quindi i conti con il suo passato e gli atavici ricordi seppelliti nella sua coscienza; affronterà il pericoloso presente nel quale potrebbe non trovare alcuna via d’uscita; temerà l’ignoto futuro, conseguenza della riuscita, o non, della sua missione”.
Antonia Di Tuccio si concentra invece sulla tematica sociale connessa al romanzo, in cui trovano spazio le tradizioni dei piccoli paesi, sempre dure a morire: “Conoscere l’ambientazione che fa da sfondo è molto importante per comprenderne la tematica di fondo. Il contesto paesano, con i suoi risvolti e le implicazioni, talora magiche, talora surreali, condizionano la lettura dell’appassionato.  Il paese non ti lascerà mai: ed ecco il tema dello spopolamento dei piccoli comuni, una realtà allarmante ma sempre più frequente nel nostro Paese. La perdita di abitanti provoca inevitabilmente la perdita dell’identità culturale del paese, la fine di antiche tradizioni e la scomparsa dei valori. Ed è un problema legato anche ai trasferimenti forzati dal meridione al centro, e dal centro al nord: chi vuole affermarsi è costretto a trasferirsi, a rinunciare alle sue radici e alle sue tradizioni in nome di un successo che ha tutto il diritto di raggiungere nel proprio paese”.
Allacciandosi a questo discorso, l’autore ha concluso il dibattito spendendo qualche parola sulle problematiche di Montaguto (questo il nome reale del paese che ha ispirato il romanzo), dove da oltre quattro anni vi è la frana più estesa d’Europa. Nessuno ne ha parlato finora, ma da quando sono interrotti i collegamenti ferroviari sulla tratta Roma-Bari-Lecce si è mobilitata l’Italia intera. “E nessuno ha mai mosso un dito per arginare questo disastro. Adesso, in nome di interessi economici, qualcosa si sta facendo. Potete seguire l’evolversi della vicenda su Montaguto.com, il sito del paese che porto avanti insieme ad alcuni amici del posto”. Perché Montaldo è un tesoro da difendere.

2010-04-27 16:03:29

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