Il sindaco di Montaguto rende omaggio a don Federico: «Persona semplice e umile»

Si sono svolti ieri, 12 febbraio 2009, in mattinata, i funerali di don Federico Capobianco, scomparso il giorno 11 febbraio. Alle esequie, grandissima e commossa partecipazione del paese, delle istituzioni e del vescovo della diocesi di Ariano-Lacedonia, Giovanni D’Alise, in compagnia di altri sacerdoti.

Grazie alla nostra instancabile Monica De Mita, abbiamo raccolto la testimonianza, meravigliosa, del sindaco di Montaguto, Giuseppe Andreano: «La notizia della morte del nostro parroco ci è arrivata improvvisa ed inattesa. Nell’esprimere a tutti i suoi familiari, ed a sua eccellenza il vescovo ed al clero della diocesi di Ariano-Lacedonia le più vive condoglianze ed il segno palese del dolore di tutta la popolazione di montaguto, voglio ricordare gli aspetti caratteristici della personalità del nostro don Federico: la semplicità, l’umiltà, l’assenza di qualsiasi forma di benché minimo rancore, anche quando si aveva con lui una discussione animata e dura…

Egli non ha mai usato due pesi e due misure nei riguardi di chi frequentava la chiesa, e di chi era poco assiduo o non la frequentava affatto. Durante l’omelia era solito dire che era con il pensiero così concentrato nella parola di Dio che alla fine della messa non ricordava già più quelli che erano in chiesa, come per dire che per lui erano tutti figli di dio e questo gli bastava. Caro don Federico, ci hai lasciati in punta di piedi. Un versetto del profeta Isaia afferma che ‘si muore sempre come un fanciullo’. Perché si muore sempre, forse, con il desiderio di essere tenuti per mano, proprio come un bambino, per essere introdotti nel mistero della fine, laddove non si ha esperienza ma solo speranza, da qualcuno che ci ama. Ciao, don Federico…»

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