IN RICORDO DI DON FEDERICO A UN ANNO DALLA MORTE – EDITORIALE DI TINA GAROFALO


Pubblichiamo, colpevolmente con un po’ di ritardo (assolutamente non voluto, causa impegni di ognuno di noi) una toccante testimonianza della nostra Tina Garofalo, che a margine del suo intervento scrive qualcosa che ci lascia basiti e su cui indagheremo. Ecco il testo:
"Don Federico carissimo,
ci piace immaginarti indaffarato e preso, come sempre, da mille cose da fare; il tempo però per guardare a noi, siamo certi, che lo trovi sempre.
Oggi, quando hai buttato l’occhio da lassù sul nostro paesello, certamente ti sei chiesto cosa mai stesse accadendo: Sua Eccellenza il Vescovo, tanti sacerdoti, è stato messo su addirittura un coro, con Michele che ci fa dono della sua musica, la tua vecchia Chiesa tutta in movimento… insomma, un’aria da giornata particolare.
Non ci crederai, ma noi tutti siamo qui per te. Sorpreso? Invece è proprio così.
Ad un anno dalla tua assenza abbiamo sentito il bisogno di “portarti” in qualche modo ancora una volta tra noi e di stringerci attorno a te… (CONTINUA ALL’INTERNO)

Ti immaginiamo imbarazzato e nello stesso tempo commosso per questa manifestazione di affetto e riconoscenza, a testimonianza che avevi seminato più di quanto tu pensassi e sperassi. Sai, Emily Dickinson – una grande poetessa americana – ha scritto che “l’acqua la insegna la sete”. Ed è proprio così anche per le persone. Spesso ci accorgiamo di quanto siano state importanti per noi quando non ci sono più e allora facciamo posto ai rimpianti ed ai rimorsi. Una parola giusta e di conforto non detta in un momento delicato, o addirittura parole sbagliate che hanno offeso e ferito.
Non sempre la comunicazione funziona tra noi uomini, non sempre le parole hanno lo stesso significato per tutti; questione di sfumature, di tono, di fiducia nell’altro, di capacità di ascolto senza pregiudizi e riserve mentali. Purtroppo questo è accaduto anche tra noi.
Avevi pudore di mettere in parola le tue fragilità e paure e le mascheravi con un attivismo frenetico che ti portava a fare e qualche volta a strafare. Non era sempre facile starti dietro e condividere le tue scelte; forse siamo stati miopi e spesso non abbiamo capito o abbiamo frainteso le tue iniziative. Ora che il tempo è passato e non sei più con noi, vogliamo ricordare di te gli aspetti più belli: l’entusiasmo e l’ingenuità fanciullesca, l’onestà, la capacità di accoglienza dei bisognosi e dei diversi, la semplicità e la generosità che ti portava a spenderti per gli altri oltre le  tue possibilità fisiche e psichiche e la tua insistenza ad ancorarci ai veri valori del Vangelo. Alla luce di quello che sta accadendo nella nostra bella Italia, avevi ragione da vendere e, ora che puoi, da lassù ti chiediamo, vigilando su di noi, di aiutarci:
a vivere serenamente;
a guardarci con rispetto;
a vedere nell’altro un fratello, un amico su cui contare piuttosto che un nemico da cui difenderci;
a saper sorridere e ridere dei nostri difetti;
a dare speranza a questa collinetta che il Signore ci ha donato e che le calamità naturali minacciano così da vicino;
a credere nella nostra piccola bella comunità perché se non scommettiamo su di lei noi che l’amiamo  e ci viviamo non ci potrà essere un futuro né per lei né per noi.
Siamo certi che vorrai essere il nostro Angelo Custode perché ci hai amato, hai sofferto per noi e continui a provare  per noi gli stessi sentimenti. Noi per quel poco che sappiamo e possiamo continueremo a ricordarti nelle nostre preghiere perché comunque abbiamo percorso insieme un pezzo di strada della nostra vita.
Alla luce di ciò forse dovrai essere felice perché non solo il Padre Eterno ti vuole bene ma anche il tuo complicato gregge  montagutese.
Un grandissimo abbraccio da noi tutti.

Tina Garofalo

P.S. Per arcani motivi ne è stata vietata la lettura a termine della Messa in suffragio".

2010-03-04 13:06:53

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