INTERVISTA ALLE MAESTRE DELL’ASILO: “POCHI ALUNNI, MA SONO COME UNA FAMIGLIA”


Tre aule ampie, un accogliente ingresso, luminosi bagni adeguati all’età dei bambini, un’insegnante di sezione, un’insegnante di religione e un collaboratore scolastico. Il tutto, accolto in un’ala dell’edificio del municipio, nuovo e moderno, dove fino a due anni fa era presente anche la scuola primaria con una pluriclasse. Benvenuti alla scuola di Montaguto. Più precisamente, la scuola materna. Le insegnanti Marisa Rossetti e Cinzia Ferrara mi accolgono con un sorriso luminoso. I bambini mi salutano agitando le manine, senza timidezza, con la dolcezza tipica che li contraddistingue…

Ilaria, Marica, Daniele e Mattias giocano (mentre Tonia è assente), parlottano tra loro e coi peluches, mi guardano con curiosità e si sentono fieri dei complimenti che rivolge loro la maestra Marisa. Prende i loro quaderni e mi illustra la loro capacità di leggere e scrivere. “Il numero dei frequentanti è molto ridotto, non per mancanza dei bambini ma per la precisa volontà di alcune famiglie, che preferiscono iscriverle nelle scuole dei paesi limitrofi”. Il sorriso di Marisa va scemando. Purtroppo, da qualche anno la scuola elementare non esiste più. Dopo la pensione della maestra Giovanna Strollo, ci sono stati dissapori e polemiche con un’altra maestra. Dunque, dopo la chiusura forzata della scuola media (che era situata in via Spinelli), adesso è rimasto solo l’asilo. “Le famiglie dei frequentanti, però, sono molto interessate al benessere dei bambini e al buon funzionamento della scuola e perciò collaborano molto con noi insegnanti. Per noi questa classe è come una famiglia”.
La chiacchierata con Marisa e Cinzia, rispettivamente insegnante di sezione e di religione, è piacevole e ricca di spunti. La scuola dell’infanzia è composta da un’unica sezione eterogenea con bambini rispettivamente di tre, quattro e cinque anni. L’orario giornaliero è di cinque ore, dal lunedì al venerdì. “Il mio compito di educatrice è quello di guidare il lavoro dei bambini per elevarne la qualità – prosegue Marisa –. Ricordo una massima del famoso priore, Barbiana, citata dal capo di istituto: ‘La scuola è l’unica differenza tra l’uomo e gli animali. Il maestro dà al ragazzo tutto quello in cui crede, che ama e che spera. Il ragazzo, crescendo, ci aggiunge qualcosa e così l’umanità va avanti’ ”. Marisa è di Grottaminarda, e ogni giorno fa la pendolare. Montaguto è un paese che ha imparato a conoscere durante i suoi quattro anni di lavoro: “E’ un paese attento alle problematiche, e nonostante non occupi una posizione geografica ottimale, i cittadini sanno farsi valere. L’interesse per la politica è molto forte”. Ma questo può essere un’arma a doppio taglio: “Il fatto che la scuola sia ubicata all’interno del Municipio crea qualche imbarazzo. C’è qualcuno che non porta i propri figli qui per questo motivo. Ma a mio avviso è sbagliato, perché in questo modo pagano i bambini. Credo che sia importante farli vivere nel proprio paese di appartenenza e, in tal senso, la scuola crea un legame fortissimo con la propria terra”. Montaguto, per Marisa, è un paese molto ospitale: “Mi sono sentita subito a mio agio. Il mio rapporto è prevalentemente con le famiglie”. I problemi, però, non mancano: “Oltre all’isolamento, c’è questa situazione causata dalla frana, che nei primi tempi ha creato forti disagi. Adesso si può circolare, ma bisogna sempre stare sul chi va là”.
La maestra Cinzia, di Ariano, viene una sola volta alla settimana: “Anche se conosco molto meno il paese, ho capito che ci sono molti rapporti conflittuali. C’è mancanza di apertura. In questo, credo che la chiesa possa aiutare molto. Conosco benissimo il nuovo parroco, padre Giorgio, ed è stata una scelta felicissima. Apparentemente sembra poco comunicativa, poi però entra nel profondo delle persone. Ed è molto ricco culturalmente. Ha vissuto, e racconterà, esperienze straordinarie in Africa e in altri paesi disagiati per davvero. Entra in tutte le dinamiche e gli argomenti. E’ una persona che potrà dare molto a questo paese”. Per quanto concerne la classe: “I bambini sono speciali. Il problema è che qui mancano di stimoli. Quando sono in pochi, è un problema. Portarli fuori, però, causa una perdita di identità”.
La chiacchierata si conclude con una bella foto di classe con le maestre, che ringraziamo, il collaboratore Camillo Mascolo, meglio conosciuto come Giuseppe, da oltre trentacinque anni in servizio e che dunque conosce tutte le dinamiche scolastiche, e i bambini. Venerdì mattina si va in gita al Regio Tratturo di Camporeale. Quando vado via, mi salutano con un sorriso prima di tornare a giocare coi loro peluches. Benvenuti nella scuola materna di Montaguto. L’unica che è rimasta.

Michele Pilla

2009-05-27 14:13:30

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