IRISBUS, DOMANI INCONTRO A ROMA. STAMANE ALTRA PROTESTA


Una situazione sempre più drammatica, quella dei 700 operai dell’Irisbus-Iveco di Valle Ufita, a Flumeri, Avellino. Drammatica ma dignitosa. Già, perché per quanto la tensione per la probabile chiusura dello stabilimento sia alle stelle, se i lavoratori stanno protestando ancora una volta in maniera pacifica. Niente scene di violenza, come di costume per il popolo irpino, fedele a saldi principi. Si fa sentire, ma con rispetto. E con rispetto andrebbe trattato.

In attesa dell’incontro in programma domani presso il ministero dello Sviluppo economico, i lavoratori sono nuovamente scesi in strada per l’ennesima clamorosa protesta. Ieri 500 di essi avevano occupato la Statale 90 ‘‘delle Puglie’’ tra Ariano Irpino e Grottaminarda, bloccando il traffico per oltre tre ore, paralizzandolo completamente con una lunghissima coda di mezzi pesanti che hanno intasato l’intera rete provinciale e autostradale. Poi sono tornati davanti ai cancelli dello stabilimento, mantenendo presidio davanti all’ingresso della fabbrica con una serie di assemblee per preparare l’incontro di Roma.
«Se il governo non sarà rappresentato da autorevoli interlocutori politici – spiegano le Rsu di fabbrica – non parteciperemo ad un tavolo che non è in grado di dare risposte e assumere impegni».
Nel caso il vertice di domani tra sindacati, Fiat e Governo dovesse concludersi con un nulla di fatto, i lavoratori di Irisbus sono pronti ad alzare il livello della protesta: tra le iniziative ipotizzate, quella di trasferire un cospicuo numero di operai per l’intero mese di agosto a Roma, per presidiare il Parlamento insieme a quella di occupare lo stabilimento come atto estremo di “legittima difesa”. Proprio come proposto anche da Ciriaco De Mita qualche giorno fa.
Questa mattina, nuova clamorosa protesta: in auto gli operai hanno formato un corteo partito dal casello autostradale di Grottaminarda per raggiungere la sede di Confindustria ad Avellino. Non sono mancati momenti di tensione. La carovana, blindata dalle forze dell’ordine, ha marciato a passo d’uomo lungo la Strada Nazionale delle Puglie, bloccando i punti nevralgici del percorso stradale, tra cui: la Variante e lo svincolo Avellino-Salerno. Poi il corteo, capeggiato dal segretario della Fim Cisl Giuseppe Zaolino, ha raggiunto la sede degli Industriali in via Palatucci. Il messaggio è chiaro: fare pressione su Fiat affinché sospenda la cessione dello stabilimento di Valle Ufita e consenta al governo di reperire i fondi necessari per il rifinanziamento del piano trasporti. Le uniche risposte – speriamo positive – potranno arrivare solo domani da Roma.
Michele Pilla

2011-08-02 17:19:26

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