IRISBUS, SIT-IN AL QUIRINALE CON LE CARICHE DELLA POLIZIA


Sit-in davanti al Quirinale degli operai Irisbus. Una delegazione di Resistenza Operaia si è incatentata davanti al palazzo che ospita il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Con loro anche il primo cittadino di San Sossio Baronia, Francesco Garofalo, il vicesindaco di Flumeri e un assessore comunale di Castel Baronia. Le tute blu chiedono un incontro urgente con il Presidente della Repubblica.

Dalle notizie che arrivano, tre operai si sono cosparsi di benzina minacciando di darsi fuoco. Sul posto anche il segretario nazionale dell’Ugl, Giovanni Centrella. Massiccia la presenza di forze dell’ordine che hanno sequestrato le taniche di benzina.
Agli operai è stato offerto di essere ricevuti dal Prefetto di Roma perchè Napolitano è fuori sede. La tesione è altissima. Pochi minuti fa gli agenti del reparto mobile di Roma hanno caricato gli operai e smantellato il presidio con la forza. Una delle tute blu sarebbe stata colpita in pieno volto da un pugno. Una parte degli operai, tredici in tutto, è stata portata via a bordo di un mezzo delle forze dell’ordine diretto, con ogni probabilità, in questura, dove si è recato anche il segretario dell’Ugl. Nel frattempo gli amministratori sono a colloquio con il prefetto nel Palazzo dei servizi di sicurezza del Quirinale.
”Non e’ con la forza che si possono risolvere i problemi ne’ calmare gli animi di operai disperati per il loro presente e per il futuro”. Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, commentando la decisione di portare in Questura gli operai della Irisbus che stamattina si erano radunati davanti al Quirinale per protestare contro la chiusura della loro fabbrica.
Per Centrella ”si tratta comunque di persone senza alcuna prospettiva di uscita da una crisi industriale e territoriale, che stavano tra l’altro protestando pacificamente. Le istituzioni – conclude Centrella – devono poter trovare altre risposte di fronte ad un simile disagio soprattutto se, e speriamo ovviamente che non sara’ cosi’, si ripresenteranno casi identici a quello dell’unica fabbrica che in Italia produceva autobus”.
(Fonte: Canale 58)

2012-10-01 14:03:01

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