LA COMUNITA’ MONTANA UFITA RISPONDE ALLE CRITICHE DEI SINDACATI


Riceviamo e pubblichiamo quanto segue: Apprendiamo con sdegno e riprovazione l’ennesima iniziativa delle organizzazioni sindacali del settore forestazione, utile solo a ritagliarsi un piccolo spazio sulla stampa locale. I segretari provinciali – primo tra tutti il firmatario del comunicato, Raffaele Tancredi della Fai Cisl – esulando dal ruolo di tutelare i lavoratori, immaginano di poter vincolare le scelte di un ente o, addirittura, sostituirsi ai vertici e definirne gli indirizzi programmatici…

Ancora una volta ci troviamo costretti a dover fornire chiarimenti rispetto ad un normale percorso amministrativo che in altri enti passa inosservato, o magari plaudito perché fornisce respiro temporaneo a problemi di carattere occupazionale. Nel caso della Comunità montana dell’Ufita, invece, diventa elemento ulteriore per attaccare l’ente e provare a mettere in difficoltà il Presidente Oreste Ciasullo ed il suo Esecutivo. Da qualche mese, sembra essere lo sport preferito di alcuni soggetti poco raccomandabili, dei quali evitiamo pure di ripetere i nomi perché rischieremo di attribuirgli troppa importanza. In questo caso, ci troviamo a dover fare i conti con sindacalisti che si mettono di traverso rispetto alla possibilità di offrire, ad alcuni giovani della zona, un minimo respiro occupazionale. Con questi signori, che cercano ogni pretesto per arrivare allo scontro ed alla rottura, il Presidente dell’ente Oreste Ciasullo e la Giunta hanno difficoltà a dialogare. I rapporti si potranno recuperare se e solo se i segretari del settore forestazione di Cgil, Cisl e Uil si porranno nei confronti dei vertici dell’ente con un atteggiamento diverso. Va da sé che, per sopraggiunti motivi, il confronto del prossimo 16 novembre con i sindacati è da ritenersi rinviato a nuova convocazione. Nella mattinata di domani il segretario generale Pio Di Minno invierà la comunicazione ufficiale. Quanto alla questione sollevata dalle organizzazioni di categoria, è bene far rilevare che l’Esecutivo dell’ente ha posto in essere un progetto – che, tra l’altro, si ripete annualmente in questo periodo – per la ripulitura e la salvaguardia delle aree boschive, onde prevenire la possibilità di incendi. Un servizio fondamentale per i comuni interessati. Il progetto si fonda su un’intesa definita tra l’ente e le amministrazioni di cinque comuni: Montaguto, Savignano, Greci, Vallata e Carife. Gli enti locali hanno affidato alla Comunità montana dell’Ufita il compito di ripulire e mettere in sicurezza le proprie aree boschive, impegnandosi a cedere il 90% – a differenza del 50% degli anni scorsi – del guadagno procurato dalla vendita della legna che sarà recuperata ripulendo il sottobosco. E’ bene pure specificare che nessun albero sarà tagliato. E’ proprio questo ricavato che i vertici della Comunità montana utilizzeranno per il pagamento dei venti giovani (in media quattro per ogni comune rientrante nella convenzione) per un periodo limitato. L’eventuale differenza necessaria sarà corrisposta attraverso un’anticipazione di cassa. L’ente montano conserva, infatti, ancora una minima risorsa che non consente, però, il pagamento dei lavoratori forestali storici e stagionali che, come evidenzia il sindacato, hanno ottenuto le retribuzioni fino allo scorso mese di luglio. I fondi ancora in cassa non consentono, infatti, nemmeno il pagamento di un quarto di una mensilità a tutti gli addetti. Ciò che, però, le organizzazioni di categoria dimenticano è che il mancato pagamento degli ultimi stipendi non scaturisce da una problematica esclusiva dell’ente, tantomeno da una cattiva gestione come il comunicato lascia pure intendere. Deriva, è bene sottolinearlo, da una difficoltà complessiva della Regione Campania che ha concesso, finora, solo meno del 30% dei fondi previsti dal piano di forestazione. In questo senso, è bene pure evidenziare che se si è riusciti a pagare gli stipendi fino al mese di luglio è merito – e nessuno potrà dire il contrario – della oculata gestione della Comunità montana dell’Ufita che ha permesso di accumulare un residuo di cassa tale da garantire le anticipazioni ai lavoratori del settore forestazione e ai dipendenti del comparto enti locali, la cui situazione è forse ancora peggiore. La problematica che fanno evidenziare i segretari è, dunque, del tutto infondata. Questi signori vorrebbero che, in attesa di pagare gli stipendi arretrati ai dipendenti, l’attività della Comunità montana si fermasse del tutto, magari per avere ulteriori appigli per portare avanti il compito che, ultimamente, gli sta riuscendo meglio: sparare a zero sull’ente ufitano con accuse che risultano prive di fondamento. A loro rispondiamo come già fatto, nel recente passato, con altri soggetti dello stesso calibro, restituendo pan per focaccia e illustrando, come in questo caso, la situazione per filo e per segno. Chi lavora senza secondi fini per il bene del territorio non ha nulla da nascondere. Ai soggetti in questione resta la magra figura rimediata per aver provato a porsi di traverso ad un’azione mirata esclusivamente a dare un’opportunità occupazionale a venti giovani delle zone interne.

2010-11-13 03:41:18

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