Diocesi Ariano-Lacedonia, i sindaci dei 24 comuni vogliono intervenire presso Papa Bergoglio


I sindaci dei 24 comuni della Diocesi Ariano Irpino-Lacedonia hanno concordato di intervenire istituzionalmente presso sua Santità Papa Bergoglio perché possa valutare le preoccupazioni delle nostre popolazioni e decidere per tenere in vita la Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia.

È dal 20 maggio 2014, data del trasferimento di Monsignor Giovanni D’Alise nella diocesi di Caserta, che la diocesi irpina è vacante. Il gruppo di sindaci esprime, con apposite delibere, il disagio delle popolazioni della Diocesi per l’assenza del Vescovo. Il comitato pro-Vescovo si è fatto promotore dell’iniziativa in difesa della diocesi e della sua cattedra rimasta vacante. Membri di associazioni e amministratori si sono riuniti per dar vita a un gruppo che faccia sentire pacificamente la sua voce negli ambienti del Vaticano. Sede episcopale arianese rimasta vacante dal 20 maggio 2014.

In quell’occasione si riunì il Collegio dei consultori per procedere all’elezione dell’Amministratore diocesano, Monsignor Antonio Blundo, già vicario generale della diocesi, che da allora è stato chiamato a reggere ad interim la sede.

Striscione esposto a Piazza San Pietro ad aprile
Striscione esposto a Piazza San Pietro ad aprile

Il Papa ha chiesto ai vescovi di ridurre un po’ il numero delle diocesi, seguendo come criteri il numero di abitanti, l’estensione territoriale e le particolari tradizioni di radicamento religiosa. La diocesi Ariano-Lacedonia non sembra inclusa nell’elenco delle strutture da sopprimere, ma a oggi è ancora vacante nonostante ci siano stati incontri in Vaticano tra l’Amministrazione Diocesana e il Prefetto della Congregazione dei Vescovi.

Questa la missiva inviata al Vaticano: “Ormai, da circa un anno, la nostra Diocesi attende la nomina del Vescovo dopo che S. E. Mons. Giovanni D’Alise è stato assegnato da Sua Santità alla Diocesi di Caserta. Vorremmo farle giungere il forte disagio che cresce giorno dopo giorno. Nelle nostre popolazioni l’attesa si sta trasformando in sofferenza, sentimento che noi cogliamo per la immediatezza dei rapporti consolidati tra noi Amministratori e le Comunità. La nostra gente ha sempre avuto con il Vescovo un rapporto diretto e interattivo, II Vescovo è stato sempre sentito come Padre e i fedeli hanno sempre vissuto il percorso di fede con fiducia e docilità. Il sospetto e il timore che la nostra Diocesi debba improvvisamente essere cancellata con un accorpamento ad altra Diocesi e che il Vescovo, di conseguenza, non potrà coltivare che rapporti unicamente istituzionali addolora le collettività e noi. Perciò, Santo Padre, noi Sindaci ci facciamo interpreti e latori della sofferenza sempre più acuta dei nostri cittadini. La preghiamo di guardare con preoccupazione di Pastore Supremo anche alla nostra “periferia” e decidere per il tenere in vita la nostra Diocesi”.

Ci si augura che Monsignor D’Alise non resti l’ultimo vescovo della storia della Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia. Per tali ragioni, i Sindaci dei 24 comuni della Diocesi, a seguito di diversi incontri, hanno deciso di intervenire. Di seguito, la delibera del Consiglio Comunale di Montaguto.

(Foto Cittadiariano.it)

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