LA FRANA AVANZA, MA I LAVORI PROCEDONO. ESERCITO IN CAMPO A TUTTA FORZA


(AGGIORNAMENTO DELLE 18.00) I lavori procedono in modo spedito. Dopo una nottata di stand by forzato a causa delle forti piogge di ieri, oggi i lavori sono ripresi a pieno regime. Gli scavatori dei militari, sul versante di Montaguto, sono all’opera dalle prime ore della giornata e il via vai di camion testimonia la ripresa delle operazioni. Diversi i mezzi impegnati nella rimozione della terra, tra cui anche uno scavatore della ditta Eurocostruzioni che, essendo più leggero di quelli militari, riesce ad agire dall’alto. Nonostante questa sia friabile, i militari si stanno dimostrando abilissimi nel governare i mezzi a propria disposizione. Su tutti, il più importante è uno scavatore a 4 braccia, uno dei quali di 15 metri. Questo consente, dall’esterno, di arrivare all’interno della frana e creare incisioni per lasciar scorrere l’acqua, cosa impossibile con scavatori normali… (CONTINUA ALL’INTERNO CON LE FOTO SCATTATE QUESTO POMERIGGIO DA MASSIMO DI PASQUALE)

Dunque, la frana sta subendo un duro attacco. Nella notte, il movimento franoso è avanzato di oltre sei metri. Il rischio è sempre quello che la terra travolga le abitazioni a ridosso della frana. Questa notte, ci hanno spiegato, è stato impossibile lavorare non solo per l’inagibilità del cantiere a causa dell’ammorbidimento della terra, ma anche perché impossibile arrivare al sito di stoccaggio del terreno. Gli uomini del colonnello Ezio Bottoni, attentissimo alla loro sicurezza, monitorano la situazione quotidianamente, con foto scattate periodicamente nello stesso punto per effettuare rilievi sullo spostamento del terreno.
Anche sull’altro versante la nottata è stata infausta. Le ferrovie sono state costrette a fermarsi, mentre gli unici a continuare il lavoro, sebbene con difficoltà, sono stati gli uomini della ditta impegnati dal lato Greci-Savignano. Questa mattina è stato sistemato del pietrisco per creare percorsi agibili per i mezzi. Non solo: è stato creato un terrazzamento per alleggerire la spinta della frana, asciugare il materiale e stabilizzarlo.
A monte, sono state effettuate delle ricognizioni e pare che il livello del lago sia sceso sensibilmente. Questo ha spinto gli ingegneri a spostare il tubo di aspirazione dell’idropompa, appunto perché si era abbassato il livello dell’acqua.
Intanto, si aspetta una definizione chiara dei ruoli, che dovrebbe arrivare con un’OPCM o con un Decreto del Dipartimento di Protezione Civile. A oggi, comunque, quest’ultimo svolge il ruolo di coordinamento, mentre Esercito, Rfi e Commissariato sono soggetti attuatori.

Michele Pilla

Lo scavatore della ditta Eurocostruzioni, che supporta i militari

Le case a rischio proprio a ridosso della frana

La situazione di ieri sul versante di Greci

La SS90 illuminata dalla torre-faro: stanotte i lavori sono stati sospesi a causa
dell’inagibilità del cantiere per la pioggia incessante

2010-04-24 13:48:48

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