LA FRANA DI MONTAGUTO | La frana de Mundaute


La frana di Montaguto è stata una frana di colamento avvenuta fra il 2006 e il 2011 nel settore nord dell’Irpinia, in territorio comunale di Montaguto. Una situazione di rischio idro-geologico per la valle del Cervaro è attestata fin dal 1763, tanto che in quell’anno re Carlo III di Borbone dovette inviare sul posto una squadra di ingegneri per risolvere le difficili condizioni di transitabilità dell’appena costruita strada regia delle Puglie che, all’epoca, costituiva l’unica via di collegamento tra Napoli, capitale del Regno, e la Puglia. Tuttavia, a partire dagli inizi del 2006, in quello stesso punto si è verificato uno smottamento di dimensioni enormemente più vaste (oltre 3 km di lunghezza, oltre 670.000 m² di superficie e circa 10 milioni di m³ di volume). L’enorme colata di fango è scivolata da località Pannizza fino a raggiungere e superare la strada statale 90 delle Puglie, rimasta chiusa al traffico per oltre un anno.

A marzo del 2010, a causa di una fase di piogge incessanti, la frana si è riacutizzata vanificando tutti gli interventi posti in atto fino a quel momento e portando alla chiusura, oltre che della strada statale delle Puglie, anche della sottostante ferrovia Roma-Bari che corre parallela al fiume Cervaro. Il 25 maggio, dopo 75 giorni, la ferrovia poté riaprire al transito mentre la vecchia strada statale venne definitivamente abbandonata e by-passata da una bretella, appositamente costruita, della lunghezza di 480 metri e larga quasi 8 metri. Al fine di evitare rischio futuri si è ritenuto opportuno deviare il corso del Rio Nocella allo scopo di allontanarlo dall’area di frana. Tali lavori si conclusero nell’estate del 2011 mentre l’anno successivo l’emergenza è stata dichiarata chiusa.

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