LA LETTERA DI GIUSTO: ‘FRANA, MUOVIAMOCI!’


Angelo Giusto, Presidente della Commissione Sanità in Regione, punta i riflettori sull’emergenza frana a Montaguto. Lo fa scrivendo una lettere al Presidente Antonio Bassolino e ad altre cariche istituzionali campane tra cui il Presidente della Provincia, Cosimo Sibilia, e il Prefetto di Avellino, Ennio Blasco, l’Assessore Regionale, Oberdan Forlenza, Bruno Orrico, Capo della Protezione Civile della Campania. Nel documento Giusto manifesta la propria preoccupazione per quella che definisce senza mezzi termini la condizione di ‘agonia’ della Valle del Cervaro e di isolamento di Montaguto.

“Il movimento franoso a Montaguto è noto sin dalla metà degli anni ’50, quando fu segnalato per la prima volta. Diventa ‘problema’ regionale e nazionale nell’aprile 2006, quando la frana invade la statale 90 delle Puglie e quando questa lingua di terra e argilla ‘ballerina’ incrocia anche la ferrovia Roma – Bari. Un bel problema visto che la statale è l’unica che collega la Campania con la Puglia così come la ferrovia è l’unica tratta che collega il Tirreno con l’Adriatico”. Il Presidente della Commissione Sanità ripercorre velocemente la storia più recente dell’emergenza: “Il 15 luglio 2007 Romano Prodi dichiarò lo stato di emergenza, stanziando 2 milioni e mezzo di euro e nominando poi il presidente della Giunta Regionale Antonio Bassolino Commissario per la gestione dell’emergenza. La gestione commissariale aprì nell’agosto 2006 una bretella creando un varco che consentisse lo scorrimento del traffico”.
“Il 18 luglio 2006 – continua Giusto -scrissi un’allarmata nota al Presidente Commissario, Antonio Bassolino, per invitarlo a far presto e bene, augurandomi che la Comunità di Montaguto non fosse esposta oltre al danno della natura all’ incompetenza degli uomini e delle istituzioni. Ma già nel gennaio 2007 anche la bretella mostrò la sua “fragilità” e venne chiusa. Il 30 dicembre 2007 venne a scadenza il decreto di commissariamento ed entrò in campo la Protezione Civile. I fondi stanziati dal Governo Prodi si sono esauriti ma la frana resta ancora viva”.
Dopo il breve excursus Giusto arriva alla crisi attuale e denuncia la sostanziale incapacità delle Istituzioni nel fronteggiarla: “La frana ricompare il 3 luglio 2009, più forte e violenta di prima, inghiotte la bretella e rimette in crisi il sistema dei trasporti su gomma e su ferro, da nord a sud, da est ed ovest. In questo lembo di terra irpina si spacca ancora l’ Italia, ma l’ Italia non lo sa. Resta un problema di quella comunità, resta un problema non affrontato, resta un territorio orfano di classi dirigenti e di politica. Il perché al grido di allarme, alle segnalazioni di quel territorio, si risponda con tanta inadeguatezza, resta un mistero. Ciò che accade dovrebbe indignarci tutti, ciò che si registra è il totale disinteresse".
Poi Giusto lancia un appello prima a Forlenza – “Chiedo all’ Assessore Regionale ai Lavori Pubblici Forlenza, di prendere in mano la situazione e, di concerto con il Genio Civile e con la Protezione Civile che detiene la responsabilità degli interventi, di collaborare alla rimozione dei ritardi per aggredire la frana, in maniera strutturale e definitiva” – poi a Sibilia – “Chiedo al Presidente della Provincia, Cosimo Sibilia, che come me, nella seduta del Consiglio Regionale del 23 gennaio 2007 interrogava la Giunta Regionale per sapere quali attività erano state avviate per rimuovere i problemi della frana, di farsi “parte attiva” in questo territorio, con azioni ed iniziative che, insieme alla Regione ed agli Enti Locali del comprensorio, possano mettere la parola fine a questo increscioso problema” -.
Infine invoca l’intervento della Protezione Civile: “Chiedo all’Ing. Orrico, che credo agisca con poteri commissariali, di dar prova che la Protezione Civile, come in altri pezzi del Paese, agisca con efficienza e competenza, rimuovendo le cause strutturali della frana”.
“La Valle del Cervaro, Montaguto e Savignano – conclude – possono morire anche per distrazione. Nessuno di voi può distrarsi, nessuno di noi può continuare a far finta di non vedere. Si faccia presto, si faccia bene, per evitare di piangere domani su qualche altro disastro”.

(Fonte: Irpinianews)

2009-07-14 16:12:23

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