«La mia infanzia a Montaguto»: Donatella Andreano si racconta

Riprendiamo la rubrica “Infanzia a Montaguto”. Questa volta voliamo in Australia, dalla mitica Donatella Andreano, che ci ha scritto alcuni episodi relativi a quando veniva in paese da piccola. Ovviamente, tutto in doppia lingua. Gustateveli! “Quando avevo nove anni venivamo a Montaguto e stavamo con mia nonna allo scalo. Si chiamava Elizetta De Prospo, era anziana ed era stata operata all’anca. Aveva una casa molto piccola e tutti noi dormivamo in una stanza da letto…
Ciò che ricordo quando stavamo lì è che faceva molto freddo e sembrava di vivere in una fattoria. Avevano le stalle accanto e non c’era l’acqua corrente o il bagno così era così strano per me stare in un posto senza queste “comodità”. Dovevamo andare nel bosco per andare al bagno e quando bevevo il mio latte non era dalla bottiglia che mia mamma comprava al negozio. La mucca dava il latte al mattino e non avevo neanche bisogno che si scaldasse.

Avevo persino imparato come mungere una mucca, cosa che era molto strana per me. Mangiavamo anche uova fresche ed erano così squisite. Una volta che stavo guardando come mungere una mucca ricordo che mio zio Leonardo mi schizzò il latte in faccia e non riuscivo a smettere di ridere.

Mio zio Leonardo era così divertente, come il pifferaio magico, e vorrei rivedere tutte le sue nipoti e i nipoti saltare sul retro del suo camion e andare alla taverna per un gelato: il mio preferito era quello con il biscotto fuori.
Quando vivevamo a Montaguto stavano sia con mia nonna che con mia zia Giovina e zio Emidio. Amavo zio Emidio, che era il carpentiere locale ed era sempre indaffarato. Era uno zio così divertente e amava i bambini. Quando stavo con loro mi ammalai ed ebbi una malattia chiamata “la tosse cattiva”. Zio Emidio mi svegliava tutte le mattine molto presto e mi portava sulle montagne così che potessi respirare quella bell’arietta fresca. Mi raccontava tante storie e mi parlava dell’uccellino cooko, e non ho mai saputo se se lo fosse inventato o se esistesse davvero un simile uccello. Il mio ricordo di Montaguto oggi è che ho perso l’aria che respiravo e quanto fosse fresca. Amavo il pane e il provolone che mia zia Carmela mi faceva. Amavo mangiare la squisita pasta fatta in casa e specialmente il prosciutto e le salsicce che i miei zii tiravano fuori nelle occasioni speciali
Amavo anche prendere il treno da Montaguto Scalo a Foggia, era un avventura meravigliosa ogni volta. Quando stavamo da mia nonna, lei non aveva una lavatrice così andavamo a lavarli in riva al Cervaro e lavavamo I nostri vestiti nel fiume. Amavo scenderci come facevano I miei cugini e I miei amici e giocare nel fiume ed esplorare e bagnarci e finire nei guai per esserci bagnati I vestiti. La vita era piena di avventure e divertimento e non mi annoiavo mai quando venivo a Montaguto. Questi sono alcuni dei miei più affettuosi ricordi della mia infanzia a Montaguto.
ENGLISH VERSION
When I was about 9 years old we came to Montaguto and stayed with my grandmother at Montaguto Scalo. Her name was Elizetta De Prospo. She was elderly and she had just recovered from a hip operation She had a very small home and we all slept in the 1 bedroom. What I remember about staying there it was very cold and it was like living on a farm. They had the stables next door and no running water or a toilet so it was very strange for me coming to a place that didn’t have theses facilities.
We had to go into the “bosco” to go to the toilet and when I drank my milk it didn’t come out of a bottle that my mum purchased from the local store. The cow got milked in the morning and I didn’t even need to heat it up. I was even taught how to milk a cow which was very strange for me. We also ate fresh eggs and they were so yummy. I remember when I was being shown how to milk the cow my Zio Leonardo squirted the milk in my face and I couldn’t stop laughing.
My Uncle Zio Leonardo was so much fun he was like the pied piper and would have all his nieces and nephews jump on the back of his truck and take us all up to “La Taverna” for an ice cream “gelato” my favorite was the one that was like a biscotto on the outside. YUMMMM
When we lived in Montaguto we stayed either with my Nonna or with my Zia Giovina and Zio Emidio, I loved Zio Emidio he use to be the local carpenter and was always making things he was such a fun happy uncle and he loved kids.
When I was staying with them I got sick and I had this sickness called “la tossa cattiva” Zio Emidio would wake me up in the mornings very early and take me to the mountains so I could breath the beautiful fresh air. He would tell me lots of stories and he would talk to me about the cooko bird I never really found out whether he was just making it up or whether there was such a bird.
My memories of Montaguto today is that I miss the air I breathed and how fresh it is. I loved the bread and the provolone my Zia Carmela would make. I loved eating the beautiful home made pasta and especially the proscuitto and sausages my Zii would bring out on special occasions.
I also loved catching the train to Foggia from Montaguto Scalo it was like we were on an adventure all the time.When we stayed at my Nonna’s place she didn’t have a washing machine to wash the clothes so we would have to take the wash board over the Cervaro River and wash our clothes in the river I loved going down there as my cousins and friends would go and play in the river and explore and get wet then get into trouble for getting our clothes wet.
Life was full of adventures and fun and it was never boring when I visited Montaguto. These are just some of my fondest memories of my childhood at Montaguto.
Donatella Andreano

2011-03-29 15:30:37

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