LA SITUAZIONE: A PUSTARZA LAVORI NEL SITO, ECCO I PRIMI CAMION


Stamane l’arrivo a Pustarza dei primi tir carichi di rifiuti di Napoli. Solo due, al momento, quelli che sono riusciti a conferire l’immondizia nella discarica irpina. I due compattatori erano in coda insieme a quelli provenienti dalla provincia di Avellino e della provincia di Salerno. I due mezzi napoletani, il cui carico arriva dal cdr di Tufino, sono stati sottoposti a rigidi controlli. Non sarebbero emerse anomalie. Si parla di un conferimento di di circa 60 tonnellate. E intanto anche le province di Caserta e Benevento si sono viste riconosciute dal Tar del Lazio l’impossibilità a sversare oltre martedì prossimo.

Ieri a Pustarza non sono arrivati i compattatori del Napoletano. Neanche uno. E come se non bastasse, anche da Salerno sono arrivati meno rifiuti. In pratica sono state abbancate poco più di 330 tonnellate di rifiuti, buona parte delle quali provenienti dai comuni irpini. A determinare l’imprevista situazione sarebbero state due circostanze: la minaccia dell’Ibi, la società che gestisce lo sversatoio di Pustarza, di non poter abbancare più di 400 tonnellate al giorno, se non dopo aver provveduto a potenziare entro 48 ore i suoi servizi e, in secondo luogo, la protesta, di cui solo adesso si ha notizia, di diversi autotrasportatori napoletani di non voler seguire i percorsi obbligati dalla Regione per raggiungere Savignano
In pratica risulterebbe troppo stressante percorrere, dopo l’autostrada, la Ss 90 bis fino a Savignano Scalo e successivamente la strada di Ciccotonno. Il mancato arrivo in discarica dei rifiuti del Napoletano ha sorpreso, dunque, non poco i gestori dell’impianto e ovviamente il sindaco di Savignano, Oreste Ciasullo, e l’assessore provinciale all’Ambiente, Domenico Gambacorta. Da Napoli non è stata inviata, infatti, alcuna comunicazione. Sicchè solo oggi si potrà capire cosa sia realmente accaduto, anche a causa del clima di guerriglia che si registra a Terzigno. «Come per il primo giorno di attivazione dell’ordinanza Caldoro – spiega Ciasullo- ci siamo organizzati per effettuare i controlli. Faremo fino in fondo il nostro dovere nel monitorare i rifiuti che arrivano in discarica». «Devo immaginare – sostiene, invece, l’assessore Gambacorta – che a Napoli non sapessero che qui arrivavano già 200 tonnellate di rifiuti al giorno da Salerno e che l’impianto fosse dimensionato, con il personale e con i mezzi, per lavorare 400 tonnellate al giorno. L’Ibi, nel frattempo, ha provveduto a mettere a disposizione più mezzi e più uomini e quindi può sicuramente smaltire da oggi le quantità di rifiuti previsti dall’ordinanza Caldoro. Certo, per noi rimane il limite delle quantità e dei giorni indicati nel provvedimento che non può essere reiterato dopo la decisione del Tar Lazio. Questa discarica deve poter assolvere solo alla funzione di discarica provinciale, con l’impegno da parte di tutti di bonificarla dopo il 2013». Intanto ieri ad Ariano si sono registrate importanti novità sul fronte giudiziario, sempre sul versante rifiuti. Difesa Grande, Pustarza e Cervaro: unificare i fascicoli delle tre inchieste, dando una certa priorità. É l’impegno istituzionale assunto in prima persona dal Procuratore capo presso la Procura della Repubblica di Ariano, Luciano D’Emmanuele, al termine dell’incontro svoltosi con il leader di «Ariano in movimento» Giovanni Maraia. Tanti anni di attesa per la bonifica di Difesa Grande, troppi dubbi sull’idoneità del sito di Pustarza, troppe incertezze sullo stato di salute del fiume Cervaro. Tra dieci giorni primo riscontro sulle azioni avviate. Maraia s’incontrerà con il sostituto procuratore Arturo De Stefano per fare il punto della situazione. D’Emmanuele seguirà in prima persona la vicenda. Per Difesa Grande c’è il problema del mancato risanamento nonostante il finanziamento di cinque milioni di euro e la richiesta di svuotamento dei 30 milioni di kg di fanghi tossici provenienti dal Codiso di Solofra (procedimento giudiziario in atto). Da Difesa Grande a Pustarza il passo è breve. Gli esposti alla Procura e le continue sollecitazione di «Ariano in movimento» avevano puntato l’indice contro l’inidoneità della discarica di Savignano Irpino. "Quel sito – sostieneMaraia – non è idoneo poiché è stata accertata la presenza di acqua in abbondanza nel sottosuolo". E poi prim’ancora di realizzare la nuova discarica bisognava bonificare quella preesistente. Ma c’è di più. A che punto è il procedimento legato alla denuncia presentata da alcuni contadini della zona ai carabinieri della locale stazione in merito all’interramento di fusti pieni di sostanze di dubbia natura e provenienza? Infine la questione del fiume Cervaro, con l’annessa procedura di bonifica della Smae.

Nicola Diluiso e Maria Elena Grasso – Il Mattino

2010-10-22 15:10:34

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