L’AQUILA, DUE ANNI FA IL TERREMOTO LA SOLIDARIETA’ DI MONTAGUTO


Il 6 aprile 2009 l’Italia si svegliò con gli occhi gonfi di lacrime. L’Aquila cadde a pezzi. Un devastante terremoto sventrò il capoluogo abruzzese, causando 309 morti, più di duemila feriti e sedicimila edifici distrutti o danneggiati. Alle 3,32 l’orologio biologico della città che contava oltre 80mila persone si fermò. 37mila persone, a oggi, sono gli assistiti dallo stato: 23mila sono negli alloggi antisismici, 13mila godono del contributo di autonoma sistemazione, altri sono ospitati in alberghi della costa e dell’entroterra.

Per far rinascere L’Aquila si è stimato che occorreranno almeno dieci anni. Ecco come, la mattina del 6 aprile, Montaguto.com descrisse la catastrofe (LEGGI), recependo l’idea di Tina Garofalo di offrire la propria abitazione a chiunque ne avesse bisogno. Anche il comune e la Pro Loco si misero a disposizione, ma per forza di cose non se ne fece nulla. Troppo ampia la distanza dal capoluogo abruzzese.
"Una tragedia immane. Catastrofe. Nessun giro di parole. Numeri che fanno paura. Oltre 230 i morti accertati, ma il numero è destinato a salire. 1000 i feriti, 17mila gli sfollati. Case crollate, venute giù come panetti di burro. Macerie ovunque. E là sotto, corpi in attesa di essere tirati fuori. Si è già detto e scritto di tutto, ma il registro purtroppo segnalerà ancora  lugubri aggiornamenti. L’Aquila si è svegliata, stanotte, devastata, sventrata. Un centro storico che non c’è più. Lacrime, dolore, rabbia. E impotenza. L’eterna partita dell’uomo contro la natura ha visto ancora una volta trionfare la seconda. Una partita drammatica. Si poteva fare di più? Si poteva fare qualcosa? Gli interrogativi portano con sè solo eco inquietanti. Sequenze impazzite di terrore e polvere si susseguono.
Si poteva prevenire? Impossibile dirlo. La macchina dei soccorsi si è messa in moto, ma le difficoltà sono enormi. La storia non si fa con i "se" e con i "ma". Tutti gli sfollati saranno accompagnati allo stadio comunale. In tanti, troppi, hanno perso tutto. E allora, l’idea. Tina Garofalo lancia una proposta. "Ho una casa a disposizione, a Montaguto. Può sembrare nulla, di fronte a questo disastro, eppure…"
Eppure, si DEVE tentare.
Anche il sindaco, Giuseppe Andreano, non si tira indietro: "Siamo molto lontani dal luogo della tragedia – ci ha raccontato – ma comunque siamo a disposizione. Se servisse, siamo pronti a ospitare gli sfollati”. In numero esiguo, ovvio. Ma Montaguto vuol mobilitarsi lo stesso. In paese, tante strutture vuote o abbandonate. Un paese piccolo, è vero, che offre poco. Ma anche quel poco può essere qualcosa per chi ha perso tutto. E allora, lanciamo la proposta: la nostra ospitalità. Poca roba, di fronte alle cifre spaventose che provengono dall’Abruzzo. Ma vogliamo provarci. "Posso ospitare una decina di persone – conclude Tina – ma con un adeguato passaparola, l’idea potrebbe coinvolgere anche altre persone. Anche noi, nell’80, fummo colpiti da una simile tragedia e aiutati. Adesso è il momento di fare qualcosa noi per gli altri". Sono diversi i locali a Montaguto disponibili. Ad esempio, il Salone di via Sorgenti, oppure la sede della Pro Loco.
E allora, recepiamo l’idea. Rilanciamo?"
Qualche giorno dopo, il 15 aprile, sempre da Tina Garofalo partì un’altra proposta (LEGGI):
"Tina Garofalo e Raffaele Bruno rilanciano. In concomitanza con la Pasqua, giorno che per tanti ha un valore particolare, i nostri amici chiedono ancora una volta un gesto, un cenno. Obiettivo: aiutare gli sfollati di L’Aquila. Che ne direste dell’idea di adottare una famiglia del più piccolo paesino colpito dal sisma, alla quale andrebbero non solo i fondi raccolti ma anche beni di cui avesse necessità? Con essa e tra i due paesini si instaurerebbe una relazione che potrebbe anche andare al di là del contingente e portare ad un possibile gemellaggio. L’ amministrazione comunale andrebbe coinvolta sia nella raccolta fondi che nella individuazione della famiglia da fare su suggerimento del sindaco del luogo. Se l’iniziativa dovesse concretizzarsi siamo dei vostri".
Con stima, Tina e Raffaele Bruno

2011-04-06 13:33:21

0

Commenti

comments

Lascia un commento