L’ASSOCIAZIONE U.N.A. SAVIGNANO: ‘I CANI DELL’ASSESSORE AL CANILE’


Savignano Irpino – Pochi giorni fa sono stati accalappiati nel Comune di Savignano quattro cani e spediti al canile di Luogosano. L’Associazione U.N.A. (Uomo-Natura-Animali) di Savignano Irpino che da anni opera sul territorio a difesa di animali e ambiente e che gestisce il rifugio comunale per cani abbandonati, quasi totalmente a proprie spese, non è stata nemmeno contattata, nonostante due di questi cani stazionassero nei pressi della casa di un assessore comunale più volte da noi sollecitato per far fronte al problema del randagismo.

Da anni i pochi volontari dell’Associazione svolgono giornalmente tutte quelle mansioni che dovrebbero rientrare nei compiti del Comune da assolvere con propri dipendenti. Non solo. Provvedendo quest’ultimo soltanto al mantenimento dei cani con la fornitura di mangime per una parte dell’anno, i volontari sono costretti a inventarsi diverse iniziative per reperire fondi privati per mandare avanti il rifugio comunale. Tutte le attività vengono svolte con piacere dai volontari, ma anche con grande sacrificio, visto che il tutto richiede l’impiego di tempo ed energie non commisurate all’esiguo numero di volontari. Il piacere di fare attività sociale nei confronti di animali, ma anche dell’uomo che spesso non convive pacificamente con il resto della natura di cui fa parte compreso gli animali, viene vanificato dalla mortificazione di non essere gratificati moralmente nemmeno dall’ente per il quale svolgiamo il servizio. Alla mortificazione si aggiunge la mancanza di considerazione che spesse volte viene riservata non a noi, ma al nostro impegno. Sono sette mesi che abbiamo fatto formale richiesta di incontro, tramite lettera raccomandata al Sindaco e ancora oggi non abbiamo ricevuto una risposta. Abbiamo pazientemente aspettato e fiduciosi aspettiamo, sentendoci nello stesso tempo un po’ ridicolizzati dalle rassicurazioni verbali di Sindaco e qualche Assessore sull’incontro della prossima settimana. Ma di quale mese e anno? Quando abbiamo chiesto un colloquio con Sindaci di altri Comuni per risolvere alcune questioni sul loro territorio non è stato così difficoltoso fissare la data dell’incontro. Quello che semplicemente volevamo concordare con il Sindaco, i Vigili Urbani, l’Amministrazione e magari anche la ASL era una linea comune di intervento quando si presentano delle emergenze, visto che noi giornalmente le tamponiamo o meglio le risolviamo, adoperandoci con catture con mezzi personali, adozioni, accordi con ASL per la sterilizzazione, il trasporto, le cure durante la degenza e successive adozioni. Insomma facciamo tutto ciò che è necessario per evitare disagi a persone e animali e per evitare che questi ultimi finiscano in un canile con evidenti sofferenze per loro e per le finanze comunali. Quella del canile dovrebbe essere l’ultima soluzione. Da prendere in considerazione solo quando non è possibile fare altrimenti. E questa è la nostra linea d’azione. Ma se sempre ci saranno emergenze, mancanza di dialogo, come possiamo continuare a lavorare in tranquillità? Come possiamo attivarci per trovare una sistemazione ai cani ospiti del rifugio comunale? Cosa si è risolto mandando i cani al canile di Luogosano? Oggi ne sono stati inviati quattro, domani altri quattro e ben presto avremo nel bilancio comunale una spesa di € 60.000 all’anno per mantenere a vita circa 50 cani. Di sicuro il Comune e quindi i cittadini dovranno pagare giornalmente una retta salata e si vanifica l’Attività di un’Associazione che si adopera per evitare tutto questo, ma crediamo che lei Sindaco non sappia veramente quello che noi tutti i giorni, da dieci anni, facciamo. Quelle poche volte che è stato possibile discutere con Lei per pochi minuti ci è sembrato che non vedesse l’ora di liquidarci. Oggi non è addirittura possibile discutere, anzi veniamo evitati abilmente, non salutati per strada quasi avessimo chiesto soldi o qualcosa di indecente. Lei sa che quando veniamo contattati la prima cosa che facciamo è cercare una sistemazione per gli animali togliendola da ogni responsabilità quando il cane viene affidato? Contattati per tempo avremmo potuto trovare, anche in questo caso una sistemazione migliore della gabbia ben pagata. Ora ci chiediamo perché sono stati inviati lì quando sul territorio esiste un rifugio comunale gestito volontariamente e quasi totalmente a proprie spese dall’Associazione U.N.A.? Chi è responsabile di questo? Possibile che il Comune sul quale svolgiamo quasi totalmente la nostra attività sembra infastidito dalla nostra presenza quando invece la nostra opera viene apprezzata in qualunque altro luogo? Non possiamo credere che l’amministrazione non voglia fare gli interessi del Comune, ma togliersi i pensieri nel più breve tempo possibile invece di dialogare. C’è qualcosa che non torna! Ci chiediamo come mai la maggior parte delle volte ci troviamo a dover risolvere casi che riguardano cani padronali, ma che non sono registrati, quando per legge i cani devono essere muniti di microchip? Di chi è il compito di controllare e far si che la legge sia rispettata?  A questo punto ci sembra che basti dichiarare che il cane tenuto per dieci anni circa nella propria casa e poi sbattuto fuori per fargli trascorrere la vecchiaia, non è proprio, che scatta l’arresto per la povera bestiola. Quando si comincerà, ci chiediamo, a far si che i cittadini registrino i propri animali visto che è obbligatorio? Allo stato attuale, chiunque voglia disfarsi di un animale, può dichiarare semplicemente che non è il suo e mandarlo a spese del Comune in qualche canile. Per un mese la ASL è stata presente sul territorio e le abbiamo chiesto di emettere un ordinanza in cui si sarebbe dovuto intimavano i cittadini a recarsi presso il rifugio comunale ad anagrafare i propri animali. La semplice comunicazione da Lei fatta è rimasta esposta soltanto nella bacheca del Comune e per non più di tre giorni, per lasciare poi spazio a qualche manifesto non ricordiamo di quale festa. Il Comune quindi si preoccupa di incassare soldi per buttarli poi senza alcun criterio? Evitare il problema, quello del randagismo, che più che un problema possiamo definirlo una vera e propria piaga della società (incivile) moderna, può far solo credere di averlo risolto e di certo non lo risolverà con manovre che portano all’aumento delle spese per il Comune.  Da domani Sindaco potrebbe recarsi al rifugio a fare un po’ di volontariato per la gioia dei suoi cani. Non le può fare altro che bene! Di certo ne beneficierà il suo spirito più di preoccuparsi di appaltare alberghi, grandi parcheggi, nemmeno fossimo una metropoli! E vogliamo parlare della discarica di Pustarza? E’ più di un anno che abbiamo segnalato la drammatica situazione degli animali (sicuramente tutti padronali) che si riuniscono in discarica attirati dagli odori nauseabondi. Ma perché, ci chiediamo, non è ben recintata evitando che animali vaganti entrino ed escano alimentando il pericolo di malattie?  Una volta catturati i più di venti cani ormai randagi che popolano la zona che fine faranno? Dopo questo di problema se ne presenterà di sicuro un altro e poi un altro ancora, come del resto è stato constatato da noi in questi anni di attività. Tocca a Lei, visto che rifiuta il nostro aiuto, provvedere alla soluzione dei problemi.
 
Auguri di Buon Anno                                               
 
L’Associazione U.N.A.

2012-01-07 12:40:47

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