LETTERA APERTA PER UN AUTOBUS DI LINEA PER IL CALAGGIO


di Michele Frascione
Lettera aperta per un autobus di linea inviata al presidente e all’assessore ai Trasporti della Provincia di Avellino, ai sindaci dei comuni di Bisaccia, Lacedonia, Aquilonia e Andretta. "Per arrivare al fondovalle Calaggio non c’è neanche un autobus. Eppure è lì l’autostrada Napoli-Bari e l’area industriale Calaggio, da lì si parte e si ritorna da e per Roma e il nord e il mondo, per Napoli, Foggia e Benevento, per la Fiat di Grotta e l’area del Melfese.
Lì passano e sostano le autolinee Marozzi, Di Maio, CLP. Vi arrivano, ancora oggi, quegli operai che restano di quell’area industriale, tutti gli studenti che vanno verso alle università. Code giornaliere di automobili private per accompagnare, un andirivieni per singoli, assurdo e noioso, dipendente e costoso, impegna familiari, amici, parenti, per chi la macchina la ha e chi non ce l’ha.
La Provincia di Avellino ha funzioni e compiti di programmazione e amministrazione del trasporto pubblico provinciale. Potrebbe magari meglio ricordare che anche questi comuni sono della Provincia di Avellino. E’ interesse diretto dei Comuni di Bisaccia, Lacedonia, Andretta, Aquilonia. Molti vi aggiungono un argomentato purtroppo.
E’ possibile una concertazione di questi Soggetti Istituzionali per un’autobus di linea?
Un pullmann ordinario che interessi in forma “circolare” più volte al giorno i 4 comuni suddetti? Non si comprende perché ci vadano pullman di linea giornalmente per Guardia, Sant’angelo, Vallata, ecc. da e tra i quattro comuni suddetti, e invece non ci debba essere un pullman, ugualmente di linea, per il punto di “nostro” traffico (il Calaggio) molto più importante e più vitale.
E’ possibile ipotizzare un pullman di linea che interessi in forma “circolare” più volte al giorno questi quattro comuni? Forse basterebbe semplicemente programmare meglio il traffico e gli orari degli esistenti pullmann di linea della zona e includere il Calaggio. Con una mini-soluzione tutta e solo a suo carico ci provò, anni fa, il Comune di Bisaccia. Tentò questa via ma non andò al di là di un servizio parziale, carente e impossibile, perché supportato dal solo comune, uno solo, e mentre occorrerebbero più corse circolari al giorno. L’esperimento comunale di Bisaccia, difatti, presto abortì.
Diamo una spinta all’autobus, poi si potrebbero chiedere sponsor agli altri soggetti privati operanti su quel territorio, magari per metterci là anche uno "punto di attesa", con qualcuno che dentro potrebbe gestirvi un posto di servizio, di ritrovo e di ristoro , insomma un baretto, una biglietteria, qualche giornale e, bene sarebbe, qualche panino.
Questi, come ogni altro servizio, o sono intercomunali e provinciale o non si arriva a niente e di solido, possibile e permanente. Prima che una somma o una delibera è una iniziativa politica di chiara programmazione che ha senso e può contare.

2012-10-03 13:08:39

1

Commenti

comments

Lascia un commento