MARTEDI’ LA MESSA DI CONGEDO DELLA VISITA DI MONSIGNOR D’ALISE


di Monica de Mita
Ultima giornata, per Monsignor Giovanni D’Alise a Montaguto. Martedi’ si è infatti celebrata la messa di congedo del vescovo della diocesi Ariano-Lacedonia, in visita pastorale nel nostro paese da domenica 16 settembre. Alle 11.30 si è tenuto l’incontro con i bambini della Scuola dell’Infanzia e alle 18.00 ha avuto luogo la Solenne Celebrazione Eucaristica a chiusura della Visita Pastorale.
Martedi’ monsignor Giovanni D’Alise ha incontrato le coppie del paese. Il prelato ha esordito dicendo di non credere che le coppie che vogliono sposarsi diano la giusta importanza a questo sacramento. Da un sondaggio risulta infatti che l’80% delle coppie in fase di divorzio danno importanza pari a zero al matrimonio celebrato in chiesa. Quasi nessuno infatti ha ripensamenti sul divorzio o sulla separazione per il sol fatto di aver celebrato il matrimonio in chiesa. Questo, ha proseguito il vescovo, perché quando ci si sposa si è presi dall’euforia del momento, dall’innamoramento che magari in quel momento c’è, dalla festa, dai preparativi.
Ovvio che di base ci sia un sentimento, ma quel sentimento con il tempo potrebbe affievolirsi.
Per capire se un matrimonio è saldo bisogna rispondere a tre sì, non solo al solito sì che siamo abituati a sentir pronunciare in chiesa. Quello è il primo, e ha indubbiamente un significato profondo. Il secondo sì lo si pronuncia a Cristo, nel senso che bisogna credere nel sacramento del matrimonio ed essere CONVINTI che quello sia il progetto del Signore nei nostri confronti. Il terzo è con la chiesa e l’intera comunità cristiana. Il matrimonio è di fatto l’anello che unisce il Signore alla comunità cristiana.
Tra l’altro, oggi il rito recita "Accolgo te come mio sposo", e non più "Prendo te come mio sposo". Accogliere l’altro così com’è, con la sua storia e la sua storia è anche la sua famiglia.
Monsignor D’Alise ha poi parlato dei sacerdoti che troppo facilmente acconsentono a sposare mentre invece dovrebbero capire bene se è ciò ke veramente vuole la coppia, ed è per questo che la chiesa cerca di aiutare le coppie prossime al matrimonio attraverso i cosiddetti "corsi prematrimoniali", che molti sottovalutano. Quando ci si sposa, ha continuato il prelato, per accogliere bisogna avere il cuore libero da qualsiasi altra cosa, bisogna aprirsi totalmente all’altro, in toto e per sempre. Poi ci sono altri due sì di uguale importanza ma che sono i veri capisaldi del matrimonio. La maggior parte dei matrimoni, ha concluso monsignor D’Alise, è in qualche modo disturbato da incomprensioni con i componenti della famiglia dell’uno e dell’altro.

2012-09-19 15:39:57

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