MODENA CITY RAMBLERS, CHE SUCCESSO! ED ECCO LA FOTOGALLERY!


Dopo qualche giorno di attesa, finalmente è on line la fotogallery del concerto dei Modena City Ramblers a Casalbore, il 6 agosto 2008. Nel ringraziare la band emiliana, che si è mostrata disponibilissima in tutto e per tutto, rinnoviamo l’appuntamento all’anno prossimo con Dudu, Betty e tutta la ciurma! Certi che saranno in piazza IV novembre per un esclusivo, entusiasmante concerto a Montaguto, come ci hanno promesso! Di seguito, la cronaca della serata e l’intervista al cantante, Davide "Dudu" Morandi.

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Piazza Cesare Battisti è ancora vuota quando loro, i Mcr, passeggiano tra le bancarelle. Chi vende panini, chi dolciumi, chi ancora oggettistica etnica. Riconosciamo Davide Morandi, Francesco Moneti e Franco D’Aniello. Davide, per gli amici “Dudu”, ci riconosce a sua volta. Gli ricordiamo che a Roma, durante la notte bianca, ha girato uno slogan per il nostro portale. E lui, come punto da uno spillo, esclama: “Certo che mi ricordo… Montaguto.com! Ho appena rivisto il video su Youtube, qualche giorno fa. Dobbiamo assolutamente girarne uno nuovo! Appena finisce il concerto, dopo una birra e una ‘paglia’, tutti sudati, ne facciamo un altro!”
Ecco, questi sono i Modena City Ramblers. Di un’umiltà sconfinata.
Dopo un tour che li ha portati in giro per Italia ed Europa (Svizzera, Olanda, Germania, Inghilterra, Irlanda e Belgio), impegnati oltre che nei concerti anche nella promozione di “Bella Ciao – Italian Combat Folk For The Masses”, il loro primo progetto internazionale, i Mcr sono approdati ieri a Casalbore, piccolo comune dell’entroterra irpino a pochi passi dal Sannio. Un evento organizzato dall’Associazione Casalis Albulus, cui il gruppo emiliano ha preso parte con il consueto entusiasmo. Piazza vuota fino alle 23, quando all’improvviso, al termine di una manifestazione di danza, si è gremita di giovani e meno giovani, gruppi di ragazzi e famiglie, residenti e persone arrivate lì apposta per l’occasione. E dunque, quando Dudu ha intonato le parole de “I Cento Passi”, sotto il palco si è scatenato il delirio. “Questa è per Peppino Impastato, per Giovanni Falcone, per Paolo Borsellino”. Vittime della mafia. Personaggi caduti sotto il fuoco criminale. La canzone, tratta dal film di Marco Tullio Giordana, è da brividi. E chi non conosceva i Modena City Ramblers ha avuto modo di apprezzarli. Un primo biglietto da visita seguito a ruota da altri grandi successi come “In un giorno di pioggia”, “Ebano”, “Cent’anni di solitudine”, “Transamerika”, “El Presidente”, “Mia dolce rivoluzionaria”, “Bella Ciao”. C’è anche il tempo per “Figli dell’officina”, un brano quanto mai attuale che parla del fenomeno delle morti bianche.
A fine concerto, dopo numerose richieste del pubblico per la canzone “Contessa”, il trombettista Franco D’Aniello ha precisato: “Non la facciamo più da quando, otto anni fa a Genova, un ragazzo come voi è morto ammazzato”. Il riferimento, neanche troppo velato, è a Carlo Giuliani, caduto sotto il fuoco di un carabiniere a piazza Alimonia, durante il G8. “Diciamo basta alla violenza”. E giù, in un coro di approvazione e in un lungo applauso. Pian piano, la piazza inizia a svuotarsi e la gente va via alla spicciolata. Restano i cacciatori di autografi e di foto, e nessuno della band si sottrae. Anzi, la loro disponibilità è proverbiale. Aspettiamo pazienti anche noi, per girare un nuovo video in loro compagnia. Neanche ci vede, Davide ci convoca fuori il loro camerino. Nel giro di poco, si scatena l’entusiasmo. “Siamo di nuovo qui, dopo un anno, in compagnia degli amici di Montaguto… Montaguto.com, aiutateci a cambiare”. Questo lo slogan nuovo. Poi, comincia l’intervista.

Sul palco hai parlato delle morti bianche, che nel giro di un anno sono diventate più numerose degli omicidi di mafia…
“E’ una cosa tristissima. Durante tutto il tour, proporremo il brano ‘Figli dell’officina’. Dopo il nefasto avvenimento alla ThyssenKrupp il fenomeno è andato allargandosi a macchia d’olio. Il problema qui in Italia è che le leggi ci sono, ma non vengono rispettate. Basti guardare a quanti operai indossano il caschetto di protezione e rispettano le norme di sicurezza. Fino a qualche anno fa eravamo messi molto bene, in Europa. Adesso siamo agli ultimi posti”.

Siamo a Casalbore, un piccolo comune dell’entroterra irpino. Come si sa, piccoli comuni, mentalità chiusa. Come si può combattere?
“Questo non è del tutto negativo, perché in questo modo è più facile mantenere le tradizioni. Però è logico che non bisogna mai esagerare. Dev’esserci un’apertura verso la globalizzazione. Lo ‘straniero’ non porta solo cose negative. Certo, i deficienti sono dappertutto. Ma in generale le persone che vengono da fuori possono apportare anche elementi positivi. Noi, ad esempio, basiamo il nostro lavoro sulla diversità. Altrimenti, non saremmo potuti andare in giro per l’Europa”.

Il tour prosegue fino a fine settembre. Prossimi progetti?
“Inizieremo a lavorare al disco nuovo, che uscirà all’inizio del prossimo anno. Abbiamo tanto materiale da visionare. Poi in primavera inizieremo un nuovo tour e in autunno saremo in giro per i teatri”.

Una promessa per gli amici di Montaguto…
“Ci rivediamo in estate, ad agosto prossimo. E stavolta saremo noi a venire da voi. A Montaguto ci veniamo prima per suonare e poi per visitare il paese”.

E allora, arrivederci a tra un anno. Piazza IV Novembre vi aspetta…

2008-08-09 23:44:28

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