>> REGISTRATI
>> CONTATTACI
>> INVIA ARTICOLO
OGG STIM
A LU
MONTAGUTO
 
MOTORADUNO
 
U.S. FOGGIA
 
TORNEO
 
INTERVISTE


Ecco le interviste esclusive sulla frana: i racconti dei protagonisti che rivivono attimo per attimo i momenti più drammatici vissuti "coi piedi nel fango"

CASCINI
GIOVINO
DE BIASE
TUZZOLO
 
Area Utenti
Hello Anonimo
Registered
Non ci conosciamo ancora? Registrati gratuitamente Qui

Nickname:
Password:
Login:

Password dimenticata?

Iscrizione
In Attesa: 0
Ultimi 5 Registered:
Trevisan2 rxzwdifq cikapasa kati riky 
News di oggi: 0
News di ieri: 1
Complessivo: 885

Persone Online
Visitatori: 15
Iscritti: 0
Totale: 15


pagine viste dal
Settembre 2006
 
  primopiano: ESCLUSIVA, CASCINI: "LAVORI INIZIATI TARDI, ECCO PERCHE' SI E' ARRIVATI A QUESTO
 
 

Postato il Tuesday, 27 July @ W. Europe Daylight Time di mikey
Ecco la seconda intervista esclusiva di Montaguto.com. Dopo quella all'ingegner Giancarlo Giovino (LEGGI QUI), il nostro percorso a ritroso nel tempo, per capirne di più in questo Affaire-Frana, prosegue con un incontro col professor Leonardo Cascini, ordinario di Geotecnica all'Università di Fisciano, colui che ha seguito molto da vicino la vicenda della frana di Montaguto. E' stato uno dei principali artefici del progetto approvato il 5 agosto 2009, poi presentato ufficialmente alla Conferenza dei Servizi tenutasi il 24 agosto alla Regione Campania alla presenza di sindaci e tecnici... (CONTINUA ALL'INTERNO CON LA RELAZIONE DETTAGLIATA)



Progetto sul quale, di fatto, si sono basati i lavori di sistemazione della frana. E, ancora in esclusiva, Montaguto.com vi propone la relazione integrale presentata dal prof. Cascini e dal prof. Di Nocera.
Tutto iniziò tre anni fa. Ordinanza n.41 del 26 aprile 2007. Il professor Leonardo Cascini, ordinario di Geotecnica all’Università di Fisciano, congiuntamente con altri docenti universitari, veniva contattato dalla Protezione Civile campana, ai tempi di Michele Palmieri come subcommissario delegato da Antonio Bassolino. E’ così che si legge nell’introduzione dello studio, effettuato in 35 giorni, partorito tra giugno e luglio del 2009. Il professor Leonardo Cascini, insieme al professor Silvio Di Nocera e ad altri professionisti, è stato l’autore dello studio completo dal quale è scaturito il progetto redatto e consegnato alla Protezione Civile della Campania il 13 agosto 2009. Di fatto, il primo, vero (e unico) studio omogeneo realizzato sulla frana di Montaguto. Approvato lo scorso 5 agosto negli uffici della Protezione Civile Campania e poi presentato ufficialmente alla Conferenza dei Servizi tenutasi il 24 agosto alla Regione Campania alla presenza di sindaci e tecnici. Risagomatura del cumulo, canalizzazione delle acque a monte e svuotamento del lago in superficie: questi i punti fondamentali. “Tali operazioni erano da ultimare entro ottobre perché quando in quella zona arriva l'inverno lavorare diventa improponibile”, dichiarò il professor Cascini, in un'intervista che realizzammo lo scorso 12 marzo.
Da novembre in poi, naturalmente, la situazione si fece assai più difficile: pioggia e neve hanno “risvegliato” il mostro e accelerato ulteriormente il suo percorso a valle. “Il problema, dunque, è che i lavori iniziarono tardi. Si disse anche che non ci fosse un progetto organico. E invece fu realizzato, sulla base dello studio sviluppato da me e dal professor Di Nocera. I lavori furono avviati ma assolutamente non ultimati” Fu perso diverso tempo per gli appalti, per cui la ditta Eurocostruzioni si ritrovò all'opera soltanto dal 1 novembre, quando la stagione invernale era entrata nel pieno. “Per motivi che non conosco, i lavori furono consegnati molto tardi con le inevitabili conseguenze causate dal maltempo che, in quella zona, è veramente inclemente nel corso dei mesi invernali”. Abbiamo ascoltato nuovamente il professor Leonardo Cascini, col quale abbiamo fatto una piacevole e interessante chiacchierata, che vi riportiamo integralmente.

- Professore, quando ha sentito parlare per la prima volta della frana di Montaguto?
“Alcuni anni orsono, quando fui chiamato dalla Protezione Civile regionale che all'epoca era coordinata dal dr. Palmieri”.

- Che cosa Le fu chiesto dal dr. Palmieri?
“Da un punto di vista sostanziale di dare un contributo alla risoluzione del problema; dal punto di vista formale di firmare una convenzione”.

- Quale fu il suo contributo all'epoca?
“In realtà molto limitato sia dal punto di vista sostanziale e sia formale. Fui invitato, infatti, ad alcune riunioni, produssi alcune brevi relazioni, non mi fu fatta firmare alcuna convenzione”.

- Come mai?
“Questo  non lo so. Sinceramente questa domanda andrebbe rivolta al dr. Palmieri che all'epoca aveva la responsabilità della frana di Montaguto e con il quale avevo buoni rapporti”.

- Ed il suo coinvolgimento successivo quando è avvenuto?
“Il 30 giugno 2009, il nuovo responsabile della Protezione Civile regionale, ing. Orrico, mi diede l'incarico di svolgere, insieme al prof. Di Nocera, uno studio e di individuare gli interventi di somma urgenza”.

- Come andarono le cose?
“Lo studio fu consegnato la prima settimana di agosto. Grazie alla completezza delle indagini e delle analisi svolte, il progetto fu completato dai professionisti incaricati alcuni giorni prima di ferragosto e, sempre nel mese di agosto, approvato in sede di conferenza dei servizi”.

- Cosa prevedevano i lavori?
“Interventi di somma urgenza da completare prima dell'inizio della stagione delle piogge, altrimenti si sarebbe andato incontro a ciò che poi in realtà è successo. Infatti, i mesi di lavoro nella zona sono quelli che vanno da luglio ad i primi di novembre. Dopo diventa tutto molto più complicato”.

- Come mai i lavori iniziarono soltanto quando dovevano essere in realtà finiti?
“Ancora una volta non so dare una risposta perchè non conosco gli aspetti amministrativi”.

- Quando è stato per la prima volta a Montaguto che impressione le ha fatto la frana? E' realmente la frana attiva più estesa d'Europa?
“Dire che sia la frana più estesa di Europa è sinceramente una esagerazione. Dire, tuttavia, che sia una frana di grandi dimensioni, molto complessa e sicuramente una delle frane in Italia che attualmente richiedono la maggiore attenzione è sicuramente più appropriato”.

- Un suo parere, dall'interno, della complessità del fenomeno.
“La complessità nasce dalla molteplicità di fattori che alimentano il canale di frana e che, in buona sostanza, sono alla base della continua evoluzione sia delle zone di valle e sia di quelle di monte”.

- Lo studio effettuato prevedeva di arginare tali fattori con opere definitive?
“Questo sicuramente no, in quanto in 35 giorni si può anche comprendere cosa determina un fenomeno complesso, ma le opere vanno sempre oggettivate con dati sperimentali sicuri e mai improvvisate. Da questo punto di vista erano indicate in dettaglio tutte le indagini da eseguire per dimensionare ingegneristicamente le opere definitive. In definitiva si indicavano le opere da realizzare prima dell'inverno per evitare quello che è successo e gli elementi da acquisire  per la individuazione delle successive opere definitive”.

- Gli interventi di somma urgenza da effettuare quali erano?
“Risagomatura del cumulo di valle, procedendo tuttavia da monte e non da valle come si era sempre fatto nella zona; prosciugamento del lago di monte; canalizzazione delle acque che inesorabilmente imbibiscono il cumulo causando quello che è  sotto gli occhi di tutti. In questo caso con canali laterali e non trasversali al canale di frana”.

- Scusi, perchè laterali e non trasversali?
“Perché le zone interne sono mobili e finiscono per rompere le opere di canalizzazione che, a loro, volta, finiscono per concentrare l'acqua all'interno del corpo di frana che si rammollisce propagandosi più rapidamente verso valle”.

- Secondo lei la Protezione Civile Nazionale ha fatto tutto quanto si doveva fare?
“Leggendo i giornali mi pare di capire che fino ad adesso ha mantenuto tutti gli impegni assunti. In merito a quello che ha realizzato, sinceramente non so rispondere, ma credo che se si chiede di visionare gli atti tecnici a supporto di ciò che hanno fatto e che dovrà essere fatto nel futuro, daranno tutte le delucidazioni necessarie”.

- Ma, quindi, non si può considerare tutto finito?
“Pur non conoscendo ciò che è stato fatto, è del tutto impossibile che la frana sia stata definitivamente stabilizzata. Molto rimane da fare, ovviamente su solide basi tecnico-scientifiche come sanno bene gli addetti ai lavori”.

- Lei crede che si arriverà ad un lieto fine?
“Studiando e lavorando bene, da una parte, e condividendo il percorso tecnico-gestionale con quanti subiscono le conseguenze della frana, dall'altro, si potrà arrivare ad un lieto fine. Tutto questo, però, dovrà necessariamente essere  condito da una piena consapevolezza della complessità del problema che ci trova di fronte”.
Michele Pilla

 
 
Links Correlati
· Inoltre Esclusive
· News by mikey


Articolo più letto relativo a Esclusive:
GIUSY E CASSANDRA, AUTOGRAFI PER MONTAGUTO.COM!

 
Voto articolo
Vota articolo: 0
Voti: 0

Dai un voto a questo articolo:

Excellent
Very Good
Good
Regular
Bad

 
Opzioni

 Pagina Stampabile Pagina Stampabile

 
I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.

Commenti NON Abilitati per gli Anonimi, registrati