MONTAGUTESI LONTANI | Storico: la vita dei “paesani” emigrati in USA su due articoli di quotidiani statunitensi di qualche anno fa

L’amica Heidi Bertelli da Washington, D.C., ci ha inviato questi due meravigliosi articoli tratti da giornali americani, che parlano dei montagutesi che emigrarono a inizio secolo scorso negli Stati Uniti, a Youngstown.

Abbiamo tradotto gli articoli per tutti voi, e sono davvero bellissimi. Ancora grazie all’amica Heidi per queste strepitose testimonianze!

I discendenti montagutesi mantengono la loro eredità

di Nancy Beeghly

Il sole stava sorgendo sugli oltre 350 discendenti di Montaguto domenica nella zona picnic del Briarwood Acres. Quattro generazioni, connesse da un paesino montano in italia, si sono raccolti lì per celebrare la loro versione della storia americana.

Pizza e pasta erano abbondanti quanto l’orgoglio e lo spirito delle famiglie festanti ammiravano gli ultimi arrivati.

Chi c’era: generazione di Schiavone, Anzivino, Labbruzzo, Bruno, Andio (Andreano, ndr), Napoli, Cifaldi, Ferrara e Ditullio, tra gli altri, sono venuti da posti lontani come Massachussets e Florida e vicini come Canfield. Loro sarebbero venuti per apprezzare la loro eredità e ravvivare la tradizione del picnic annuale tra famiglie iniziato dalla prima generazione di giovani italiani più di 70 anni fa.

Dottori, avvocati, barbieri, impresari di pompe funebri, droghieri, insegnanti, atlenti, attrezzisti, preti, madri, padri, zii, zie, nipoti, nonni e nonne, tra gli altri, sono venuti per collegare la loro storia al passato e tramandare la storia ai loro figli e nipoli.

Storia: Agli inizi del 900, 19 giovani uomini, uno per uno, lasciarono il loro paese di Montaguto, Italia, per raggiungere Youngstown, Ohio, per trovare le loro opportunità in una terra che ne offriva molte. Figli di contadini con poche prospettive, lasciarono il paese che amavano così il futuro della loro prole un giorno sarebbe potuto prosperare in una terra prosperosa.

Lavorando duro per paghe basse, forse qualche volta si saranno chiesti se non avessero fatto la cosa giusta. Sospetto che i loro cuori dolevano quando ricordavano la bellezza delle loro amate montagne, gli appennini. A volte, credo che volessero abbandonare tutto e tornare ai loro tranquilli paesi dove dalle fontane sgorgava acqua fresca di sorgente.

All’inizio, la vita era solitaria e difficile per questi immigrati che parlavano male l’inglese e che non erano sempre i benvenuti nelle città dai cittadini residenti.

Nostalgici per le loro famiglie, i paesani di Montaguto trovarono forza e conforto nel farsi compagnia a vicenda. Costituirono una loggia, la Società Unione Montagutese, per supportarsi gliu uni con gli altri in quei primi giorni nel loro nuovo paese.

La famiglia-loggia presto diventò la loro famiglia estesa e il punto di incontro delle attività per una comunità in crescita fatta di amici e parenti che attraversavano l’Atlantico stabilendosi a Youngstown.

I membri celebravano i momenti più belli come matrimoni, cresime e nascite tutti insieme e supportavano quelli che stavano giù. Appena gli immigrati da Montaguto furono benvenuti nel gruppo, ben presto dimenticarono la loro nostalgia.

Dimenticato, ricordato: L’importanza della loggia, creata per necessità, si dissolse quando i 19 membri originali divennero anziani e morirono. Per più di 20 anni, i picnic estivi si sono interrotti e la loggia fu completamente dimenticata.

Quattro anni fa, Don Labbruzzo e Ralph Anzivino e un comitato di 11 discendenti, che non volevano che il loro passato fosse dimenticato, hanno ricreato la tradizione del picnic.
Per più di 90 anni, ha brillato una buona stella sui paesani di Montaguto e i loro discendenti, cittadini americani produttivi che sono una parte vitale della storia americana.

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Dall’Italia a Youngstown, un gruppo celebra le loro radici

di John Goodall su The Vindycator

Erano 19 di loro e sono giunti da un paesino di una terra molto lontana.

Youngstown, la loro destinazione agli inizi del 900, ha offerto lavori in fabbrica e la speranza di un futuro migliore.

Il lavoro poteva essere trovato, ma nell’inflessibile aspetto della città, gli umili agricoltori non furono visti di buon occhio per la loro lingua e le loro tradizioni.

Gli uomini erano giovani e nostalgici. Avevano bisogno di qualcosa per rafforzare la loro decisione, qualcosa che impedisse loro di tornare a Montaguto, Italia, cancellando le loro speranze.

Nel 1922 gli immigrati formarono una loggia, Società Unione Montagutese. Essa sigillava il loro legame di “paesani” – condividevano un luogo di origine – e offriva loro conforto, assistenza e un assaggio di casa.

In quegli anni ciò servì come base per una società in crescita come amici e parenti che avevano attraversato l’Atlantico. Matrimoni e nascite e le attività nei nuovi genitori erano incentrati su quest’ente.

Ma la loggia declinò appena i figli dei “paesani” divennero adulti e indipendenti, e finalmente lasciarono la sicurezza della loro famiglia estesa per andare a combattere nella Seconda Guerra Mondiale e imbarcarsi.

La Società Unione Montagutese è rimasta morta per più di due decadi.

Tuttavia, più il tempo passava, più i nuovi membri della loggia si mantenevano in contatto. Le cravatte sfilacciate furono rinnovate ai matrimoni, funerali e in altre occasioni.

Ma appena diventarono genitori e nonni, crebbe un sentimento di sconforto come se un pezzo delle loro vite fosse andato perso.

“Lo scorso ottobre eravamo al centesimo compleanno di un paesano e vedemmo tanti giovani che non conoscevamo e che non si conoscevano l’un l’altro”, disse Ralph Anzivino, 66 anni.

Lui, Donald Labbruzzo e Tony Schiavone ricordano la loggia e l’influenza che ha avuto nella loro vita da adulto. Decisero che i loro bambini sarebbero state vittime se fossero rimasti e se avessero permesso alla loggia di sparire dalla memoria.

I paesani erano molto orientati alla famiglia”, disse Anzivino. “La famiglia era il centro di tutto. Oggi la gente non ce l’ha e questo è il problema. Noi immaginavamo, lasciamo che le cose ricomincino così i nostri bambini conoscerebbero le loro radici”.

Il 6 agosto, la prole dei nativi del piccolo villaggio agricolo di circa 2,500 persone si riunirà per un picnic al Briarwood Acres in Canfield. Gli organizzatori dicono di attendere circa 350-500

persone.

“Penso che sarà grande”, disse Schiavone. “Rivedere vecchi amici, con i nostri figli che incontreranno i loro… Non possono essere cugini o altro, ma sono molto legati”.

Gli organizzatori dicono che vogliono che i loro figli capiscano che discendono da persone che hanno avuto il coraggio di affrontare straordinarie possibilità alla ricerca di una vita migliore.

Vogliono che i loro bambini capiscano il valore del duro lavoro e la determinazione, valori che i loro antenati gli hanno instillato.

“Il duro lavoro era tutto ciò che conoscevano”, dice Anzivino. “Era l’unico modo che conoscevano per fare i conti con la fame.”

Molti dei membri della loggia sono entrati in fabbrica. Hanno lavorato e risparmiato finché hanno messo insieme abbastanza denaro da portare i loro parenti in America e iniziare a fare affari insieme a loro.

Molti divennero droghieri o calzolai. Protessero gli uni con gli altri i loro negozi e le loro botteghe.

I figli dei paesani sono orgogliosi del trascorso dei loro padri, sottolineando che hanno sempre evitato problemi e non sono mai stati incarcerati per nessun crimine.

“I paesani” hanno forgiato il loro carattere, l’onore e la morale sul loro paese”, dice Joe Schiavone.

I loro discendenti, fortificati dal loro background, eccellevano in diversi campi.

Anzivino lavora in un negozio di specialità a Boardman Plaza. Tony Schiavone, che ora si è ritirato, ha lavorato con i suoi partner al 15 di Sparkle Market come due dei suoi figli.

Joe Schiavone possiede un’agenzia di pompe funebri e Joe Anzivino è stato membro esecutivo degli Harlem Globetrotters. Labbruzzo, amministratore di una lega di baseball minore, è stato dirigente dell’anno secondo Sporting News nel 1972, e Joe Malmisur è il direttore degli atleti alla Youngstown State University.

San Schiavone aveva lavorato, fino alla sua morte nel 1985, al Glenwood Sparkle market. Sua moglie, Minnie, è partner della Columbiana and Salem Sparkles. Emil schiavone è il distributore esclusivo di vini Gallo in tutta la Florida e possiede distributori di birra in Gainesville, Florida, e Sant’Augustine.

Jim Andio (Andreano, ndr) aveva un’impresa di scavatori e Nick Andreano fu un imprenditore di successo

Oscar Schiavone era un e il dottor Guido Schiavone un dentista.

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