MONTAGUTO 10-20 | Agosto 2016, ecco le foto della presentazione di ‘Emozioni’, raccolta di poesie dell’amico Luciano Cifaldi


Per la rubrica “Montaguto 10-20“, riproponiamo i momenti più belli, più brutti, più emozionanti, più caratteristici degli ultimi dieci anni del sito e del nostro paesello. Un modo, questo, per fare una sorta di amarcord di tutto ciò che abbiamo realizzato. A tal proposito, invitiamo anche voi utenti a segnalarci ciò che più vi ha colpito, mandandoci un’email all’indirizzo redazione@montaguto.com!

Martedì 16 agosto 2016, presso il salone di via Sorgenti, si è tenuta la presentazione della raccolta di poesie dell’amico Luciano Cifaldi, intitolata “Emozioni”. Una sala piena, quella che ha accolto il dibattito moderato da Antonio Curatolo e che ha visto i saluti introduttivi del sindaco Marcello Zecchino e gli interventi profondi e competenti del professor Vincenzo Iovino e del professore Antonio Angino.

Un evento che ha visto la partecipazione di tantissimi montagutesi che hanno affollato la sala di via Sorgenti e che hanno tanto apprezzato il lavoro dell’amico Luciano. Un libello che, in poche pagine, è riuscito a condensare le emozioni dell’autore, così legato alla sua terra, ai suoi cari, al suo lavoro, e trasmetterle al lettore. Un compito mica da poco, quello del poeta, come ha sottolineato il professor Iovino, secondo il quale “la poesia, grande o piccola, familiare, epica o di rievocazione, è come una pasta lievitata e che lievita sempre e ti sfugge continuamente dalle mani”.

“Emozioni” raccoglie versi di poesie dedicate a Panni, a Montaguto, alla madre, al lavoro: temi di attualità e viaggi mentali nei luoghi dove Luciano ha trascorso l’infanzia e la maturità. Viaggi che accompagnano il lettore in posti esistenti, ma anche immaginari, descritti con gli occhi del cuore, dell’anima. I ricordi sono un trade d’union, un collante che lega le parole, creano un filo rosso che tiene insieme il passato col presente.

Il professor Angino ha ricordato le origini in comune con Luciano Cifaldi, entrambi cresciuti in via Spinelli, «che con la pioggia si riempiva di fango e col sole era piena di polvere». Luciano ha abbandonato quella strada molto presto per andare alla ricerca di un lavoro.

Quel lavoro di artigiano che in realtà non è un manovale ma un artista: così come lavora il legno, Luciano è riuscito a modellare le parole, a manipolare versi, a intagliare sensazioni e a dispensare emozioni. Mai titolo di un opera fu più appropriato.

Vi mostriamo qualche immagine della presentazione. Il servizio video sarà disponibile nella prossima edizione del tg in dialetto “Cerase cerase… ognuno a la casa”, in onda qui su Montaguto.com a fine mese.

» LE FOTO DELLA PRESENTAZIONE

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