MONTAGUTO 10-20 | Frana: SS90 riaperta, una liberazione! Ecco altre foto del 10 luglio 2010


Per la rubrica “Montaguto 10-20“, riproponiamo i momenti più belli, più brutti, più emozionanti, più caratteristici degli ultimi dieci anni del sito e del nostro paesello. Un modo, questo, per fare una sorta di amarcord di tutto ciò che abbiamo realizzato. A tal proposito, invitiamo anche voi utenti a segnalarci ciò che più vi ha colpito, mandandoci un’email all’indirizzo redazione@montaguto.com!

Torniamo a 10 anni fa, ancora al 10 luglio 2010.

Questa mattina i montagutesi si sono risvegliati da un incubo durato sei mesi. Mai era infatti capitato che la SS90 fosse chiusa per così tanto tempo. Dieci chiusure in quattro anni, con quel maledetto semaforo a regolarne il transito di marcia (e il rosso durava oltre cinque minuti). Niente in confronto che percorrere la Ciccotonno, che grazie a Dio nel gennaio 2009 venne messa a posto. Prima, sembrava davvero di trovarsi nel bel mezzo di un rally. Poi, grazie soprattutto alla spinta del commissariato ai rifiuti, ad aprile qualcosa si mosse (LEGGI QUI). Già da ieri, comunque, non sembrava vero di arrivare giù al bivio di Montaguto e poter girare a destra, facendo attenzione al transito di auto e camion. Questa mattina è stato ancor più bello. I primi commenti dei cittadini sono decisamente entusiasti, com’era logico attendersi.

Chi lavora, chi va a scuola e chi semplicemente deve recarsi ad Ariano Irpino o all’autostrada A16, potrà finalmente farlo senza esser costretto a circumnavigare l’intera valle. C’è però un’altra storia, che racconteremo domani, che fa capire l’importanza reale di questo tratto di strada. Intanto, oggi, ci limitiamo a raccogliere i frutti di quanto è stato fatto finora, ringraziando ancora una volta tutti i soggetti che sono scesi in campo perchè ciò potesse essere realizzato. Ci piace partire da colui che presero in mano la situazione lo scorso luglio, vale a dire l’ingegner Giancarlo Giovino, nominato direttore dei lavori dal secondo sub commissario, Bruno Orrico. L’ingegner Giovino è stato il primo a mettere realmente i piedi nel fango, nonostante le mille difficoltà burocratiche.

Poi, finalmente, a novembre si è iniziato a lavorare seriamente, con la ditta Eurocostruzioni. E qui vi è il secondo ringraziamento, a Eugenio Pancione e al geomentra Giuseppe Lanzotti, che hanno realizzato per primi le canalizzazioni a monte, come richiesto dal professor Leonardo Cascini, altra persona che ci preme ringraziare. Il periodo più duro è stato a dicembre, quando le tante piogge hanno reso la frana una poltiglia. Era impossibile lavorare coi mezzi, come ci testimoniarono gli operai. E, difatti, a gennaio tutto ciò ha costretto alla chiusura della statale, il giorno 21.

Da allora, è stata una corsa contro il tempo, ma la terra ha avuto la meglio. A fine febbraio è arrivato Mario De Biase come commissario nominato dal Governo, che ha sostituito Bruno Orrico e ha messo le cose in chiaro: “Ora si fa sul serio. E voglio che la gente sappia cosa si sta facendo”. Chiedeva fondi, De Biase, ma non è stato ascoltato. E così, il 12 marzo, il cielo ha voluto che la frana invadesse la ferrovia. E proprio De Biase firmò il decreto di chiusura della tratta Roma-Lecce, causando il finimondo. Le proteste del mondo politico pugliese (e non campano, giova qui ricordarlo), hanno messo in moto la macchina della Protezione Civile: il 17 aprile Guido Bertolaso è tornato a Montaguto 4 anni dopo.

Con lui, l’esercito: gli uomini dell’Undicesimo Reggimento Genio Guastatori di Foggia, che ringraziamo insieme al comandante, colonnello Ezio Bottoni, ci hanno dato dentro senza sosta, lavorando H24 (e anche il 1 maggio,  e il 2 giugno, insieme all’Eurocostruzioni e alle Ferrovie.

Successivamente, la Protezione Civile ha preso il comando delle operazioni, rescindendo il contratto con la ditta e con l’ex commissario De Biase – diventato nel frattempo soggetto attuatore del versante Greci-Savignano. Si è preferito lasciar lavorare solo i militari: “Era un passaggio di consegne già definito, è più semplice lavorare così”. Le parole sono dell’ingegner Angelo Pepe che, insieme al dottor Nicola Dell’Acqua (che ringraziamo entrambi, insieme a tutti gli operatori della Protezione Civile nazionale) hanno coordinato l’intera operazione.

Il 7 giugno riapre, come promesso, la ferrovia, con Bertolaso che promette: “Entro un mese riapriremo anche la statale”. Detto, fatto. La Protezione Civile affida i lavori alla ditta Tre Erre Costruzioni di Ariano Irpino per un importo di 200mila euro. In tre settimane, viene realizzato un miracolo. E anche la ditta Tre Erre è destinataria dei nostri ringraziamenti. Basti guardare com’era la situazione il 26 giugno.

E così, arriviamo a questi giorni, al 9 luglio e alla firma dell’ordinanza dell’Anas, che conferma la riapertura del 10 luglio 2010. Sono passati 170 giorni dal 21 gennaio, sei mesi. Mai una chiusura era durata tanto. Noi di Montaguto.com siamo al lavoro, impegnati nella ricostruzione cronologica di tutta la vicenda. Nel frattempo, vi abbiamo offerto una piccola anticipazione del periodo più importante. Coi ringraziamenti, doverosi, a tutti i soggetti scesi in campo per la realizzazione di questo miracolo.

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