‘MONTAGUTO A 360 GRADI’, FOTO E INTERVISTA A MARIANNA


Grande successo, sabato 13 e domenica 14 agosto, per la mostra fotografica "Montaguto a 360 gradi", organizzata dalle nostre iperattive Marianna e Monica De Mita. Un’esposizione davvero ricca, con 40 immagini grandi e 20 più piccole scattate da Marianna, che raccontano il nostro amato paesello in tutti i suoi aspetti. L’evento si è svolto in un luogo suggestivo, lo splendido lavatoio della piazza – dove ancora oggi le signore di Montaguto lavano i propri panni.

 MOSTRA FOTO "MONTAGUTO A 360 GRADI"

Tantissimi i curiosi venuti a osservare gli scatti dell’ottima Marianna, che hanno fatto breccia tra i visitatori. L’evento è stato apprezzato anche dall’amministrazione comunale, che si è complimentata con Marianna per l’ottima iniziativa. Iniziativa che ha avuto successo e si è ripetuta anche domenica sera, durante il concerto di Luisa Corna. Oltre ad ascoltare musica, gli ospiti hanno potuto anche ammirare scatti di vita montagutese. Un’altra manifestazione d’interesse per un paese che mostra il meglio di sé nell’ambito fotografico.
Di seguito, una breve intervista a Marianna De Mita, la realizzatrice della mostra.
 Quando è nata la passione per le foto?
“La fotografia è una passione che ho sempre avuto sin da piccola – spiega Marianna -, almeno questo è ciò che mi hanno sempre raccontato chi mi ha visto crescere. Con l’avvento del digitale ed uno dei miei primi stipendi ho comprato la mia prima compatta. Iniziando la collaborazione con il nostro sito, nonché Montaguto.com, ho iniziato a sentirmi soddisfatta, perché sapevo di rendermi utile con la mia passione.  Da qualche tempo sono passata all’utilizzo della reflex, dietro consiglio di un amico”.
 Com’è nata l’idea della mostra?
“L’idea  era in pentola già da un po’ di tempo, ma non ero sicura del mio materiale, perché la mia è una passione senza alcuna base o corsi fotografici. Un giorno portando a sviluppare alcune foto da un fotografo che conosco, dopo aver visto questi primi scatti mi ha chiesto se poteva visionare altri. Dopo l’osservazione mi ha gratificata e parlando mi ha convinta ad esporre il materiale.  Il disegno era in progettazione da diverso tempo, sia nella mia mente che in quella di mia sorella Monica. Quest’ultima, presenziando alla stesura del programma Montagutestate, ha avuto la possibilità di proporre questo mio desiderio e, conseguentemente per mia sorella l’opportunità di esaudire un desiderio, rendendomi felice. Beh non sempre si ha bisogno di una lampada e di un genio!”
 Hai avuto vita facile per organizzarla?
“Assolutamente sì. Per questo piano alcuni consiglieri di Montaguto hanno dato la loro disponibilità, ben vista anche dal primo cittadino. Il progetto doveva rientrare proprio nel programma, ma purtroppo per problemi lavorativi non sono riuscita a stabilire una data certa. Data decisa solamente dopo la prima settimana di agosto, quando ormai il programma era già stato ufficializzato, e per questo motivo abbiamo dovuto valutare anche le iniziative in programma”.
 Come è nata questa raccolta di foto esposte?
“Si tratta della sintesi di circa quattromila fotografie, più di sei anni di raccolta. Mi capita spesso che quando mi reco al paesello, impugno sempre la mia inseparabile fotocamera. Mi piace cercare e catturare qualcosa che a parere mio è un qualcosa  di semplicemente straordinario, un piccolo dettaglio, colori che solo la natura riesce a regalarci, dei capelli al vento, il sorriso e lo sguardo puro di un bambino, le foglie rese gialle con l’avvento dell’autunno, le ginestre che fioriscono nel mese di maggio, dettagli di alcuni eventi religiosi, insomma senza tralasciare nulla e poi Montaguto mi riesce ad ispirare”.
 Quali sono i tuoi scatti preferiti?
“Quelli avvolte da colori caldi,  o con elevati contrasti. Mi diverto con la modalità ‘macro’ fotografando fiori, animali ed insetti, anche se comunque sinceramente non saprei dire con precisione per quale opterei. Dire che preferisco una all’altra è come chiedere ad una mamma quale dei suoi figli è il preferito”.
 E sulla scelta dei materiali?
“Beh, ho impiegato qualche settimana. Sono arrivata a limitare la scelta ad un centinaio di immagini, purtroppo erano ancora troppo. Così ho ricorso all’impatto e alle sensazioni che determinate foto evocavano a mia madre e a mio fratello Michele, restringendo ulteriormente il cerchio. Ancora una volta il compito più arduo è toccato alla sottoscritta, scegliere quale tra le “fortunate” sarebbero arrivate sul podio e quali invece gettare dalla torre. Un lavoraccio che ha portato alla fine una bella soddisfazione. Durante la mostra ho avuto tantissimi complimenti non solo per la qualità  delle foto, apprezzamenti avuti anche  da chi di fotografia se ne intende, ma per la lodevole iniziativa. In molti sono rimasti esterrefatti in  quanto numerosi dettagli che spesso non si vedono ad occhio nudo a causa della fretta o per la mancanza di osservazione, sono stati ben visibili nell’immagine catturata”.
 Che tipo di visitatori ci sono stati, alla mostra?
“Ho avuto visitatori di ogni età, infatti mi ha commosso tanto la visita di un ragazzino che è rimasto completamente innamorato di alcune immagini, pieno di entusiasmo è tornato con la sua mamma per renderla partecipe di ciò che tanto l’aveva colpito. Oppure quando i miei nipotini mi hanno chiesto se potevano avere due foto che a loro piacciono tanto, nella loro spontaneità volevano utilizzare i loro risparmi, per ottenere le foto rimborsandomi le spese sostenute. Ovviamente a fine mostra ho donato loro le foto per metterle nella loro camera”.
 Vuoi ringraziare qualcuno?
Non da meno è stata la collaborazione e la pazienza di chi mi ha aiutato, Monica per ciò che già tutti sappiamo ed abbiamo visto, Angelo per l’allestimento luci, i miei nipotini Giuseppe ed Angelica che euforici sono stati con noi altri. Per chi da dietro le quinte ha contribuito come Concetta che mi ha aiutato con l’applicazione dei cartoncini alle foto. Michele per consigli ed idee in merito al logo della locandina. Alessandro per le sue idee imprenditoriali. E, infine, Rita e i suoi momenti filosofici!”.
Michele Pilla

2011-08-18 13:06:27

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