Montaguto, gli splendidi ricordi di Umberto Bruno


Il 30 aprile 2013 pubblicammo un ricordo dell’amico Umberto Bruno, inserito nel forum del sito. Un ricordo meraviglioso, che ci riporta indietro negli anni, cosa che un po’ tutti noi vorremmo fare… Lo riproponiamo oggi, a tre anni di distanza.

“Non sono Montagutese doc ma di padre. Però i ricordi più belli della mia vita sono lì e li rincorro continuamente, sognandoli e commuovendomi. Dal mese di giugno, ogni anno mi trasferivo dai nonni (Zi Ottavio e Zi Ninuccia) e ci stavo beatamente tutta l’estate. Sono felice ed orgoglioso di poter conservare questi ricordi.

I giochi per strada fino al tramonto con Fernanda con i suoi due treccioni lunghi, Maria sempre rotonda e con quei guancioni rossi, Minguccio che intagliava delle mazze che per me diventavano preziose spade, Geppino sempre esilarante e giocherellone, Nicoletta (Ferrara)… C’erano di fronte casa dei nonni Celestino e la moglie (l’Ussares’) e la figlia grande di cui non ricordo il nome con la mitica maglietta gialla con scritto “parlami d’amore Mariù” (canzone di Mal). Più avanti (salendo via Roma) quella che i nonni chiamavano la Vedova (Raffilucc?), che ogni giorno, appena mi vedeva mi rincorreva per tirarmi il… (ero piccolo) ed io scappavo terrorizzato.

Poi per farsi perdonare mi faceva fare un giro sulla sua ciuccia! E la ciuccia di Geppina, l’accesso alla stalla attraverso quella (per me) misteriosa botola nell’ingresso di casa a cui non mi è stato mai concesso di accedere. IIl negozio alla fine della strada dove appena ricevuto 5-10 lire, andavamo a comprare le gomme sul cui involucro c’era la figura di due dadi che se facevano 12 vincevi un altra gomma. C’era poco prima del negozio, sulla destra, un’altra vedova, zì Rucchinell, con la quale nonostante fossi un bimbo, passavo le ore in chiacchiere seduti sui due scalini per accedere alla sua casa. Potrei scrivere ore ed ore perché pur avendo 7-8 anni ricordo tanti dettagli come fossero vissuti solo ieri. Così… volevo rinnovare questi ricordi che porto sempre nel cuore.

Mio padre (Daniele Bruno) ha una casetta in Piano dell’Edera, vicino la masseria di Graziella, Eugenio e Fiorentino Macchia ed essendo in pensione si diletta con la coltivazione dei terreni: è tornato alla terra!

Minguccio, Geppino, Fernanda, Maria sarebbe bello abbracciarvi.

Non sono distante da Montaguto ma per varie “sfortune” non ci vado da anni. Ho appreso solo da pochissimo della scomparsa di Papà e mi è dispiaciuto molto; se posso… ho un ricordo molto bello che in verità è limitato alle ore serali, quando rientrava a casa dalla cava (se non sbaglio) dopo la solita durissima giornata di lavoro. Ero piccolo ma una sera, guardandolo, riflettevo su quanta energia avesse quell’uomo che partito all’alba, rientrava a casa di sera e sul’uscio, rompeva con forza incredibile un “ciocco” di legno per ricavarne pezzi da stufa o camino. Non so se commetto errori in questi ricordi.

Minguccio, di spade di legno, un pomeriggio me ne hai portata una bellissima con il manico intarsiato sulla corteccia con rombi e quadrati. Ero anche molto legato a Fernanda che aveva la mia età e con cui giocavo tanto.

Vi porto nel cuore come persone genuine, schiette, un po’ come tutti i Montagutesi dell’epoca”.

Minguccio Lu Cor ha risposto:

“Ogne tant arriv na sorpres! Sta vot proprij d’affianc cas. Lu Npot d’Zij Ottavio. Starano che io e mioo fratello Geppino che si trova qua in Canada stavamo parlando dei giorni passati l`altra sera e Zio Ottavio sie e` fatto presente nella conversazione. Umberto, benvenuto a Montaguto.com! I hope that you will share some more of your memories with us. Se mi vieni a trovare ti farò un’altra spada”.

30-04-2013

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