Nel ’93 non paga un centesimo all’Inps, ora deve 105 euro


Il portale Cittadiariano porta alla ribalta una storia che ha dell’assurdo. Una storia come questa difficilmente passa inosservata. Dove, al pagamento dei contributi all’Inps, un centesimo non pagato nel 1993 si trasforma in un debito di 105,02 euro. Facendo quindi lievitare la cifra iniziale di oltre diecimila volte.

Il protagonista della beffa (oltre al danno al portafoglio, si capisce), frutto del macchinoso sistema burocratico italiano, è Gabriele Bello, arianese, titolare di un’officina del Soccorso Stradale ACI.

La scoperta arriva nel momento in cui si rivolge all’Inps per richiedere il DURC (il Documento Unico di Regolarità Contributiva). La risposta da parte dell’Inps è negativa: “Si comunica – si legge nella lettera dell’Inps – che nel corso dell’istruttoria per la definizione della sua richiesta sonostate rilevate irregolarità contributive”

Non è un evasore: i contributi li ha sempre pagati. Ecco perché l’avventura gli è indigesta e ha deciso di portare la sua storia alla ribalta nazionale.

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