NICOLA, ALTRA VITTIMA DELLA CRISI: DRAMMA CHE NON CONOSCE FINE


di Lucia Cafazzo
"Vi chiedo scusa e perdono per il mio gesto; ma io non sono più in grado di sopportare il peso di questa situazione". In una lettera, le parole di Nicola Pegna, il giovane imprenditore di Savignano Irpino che chiede scusa ai familiari, ultima vittima di una crisi che uccide. E don Salvatore Olivieri, che ha celebrato il rito funebre, si rivolge così ai politici "Siate più attenti, ai bisogni della gente e al bene comune".

Una vittima che va ad aggiungersi al lungo elenco dei suicidi per mancanza della dignità del lavoro, alle tantissime persone schiacciate dalle difficoltà economiche che decidono di farla finita. Un dramma che non conosce fine: qualche giorno fa Savignano, a Salerno, poi a Pisa, a Genova.
Recente è anche la notizia del suicidio della coppia di Civitanova Marche e del fratello di lei. Una famiglia intera sterminata dalla crisi. Vittime su vittime. L’ultima a Savignano, oggi chissà dove! In pochi giorni, in poche ore troppi suicidi, "suicidi di stato", non resta che definirli così.
Per non parlare di Equitalia, il cancro che non fa sconti a nessuno stritolando aziende, imprenditori, pensionati, lavoratori dipendenti, una vera usura di stato, una forma di strozzinaggio legalizzato. Uno stillicidio quotidiano che segue un’escalation e ancora non riesce a sbloccare del tutto (con urgenza supersonica) delle vere azioni di governo.
Si continua a discutere di tutti: cittadinanza agli stranieri nati casualmente in Italia, di matrimoni omosessuali, di svuotamento delle carceri per il troppo affollamento, di dare le case ai Rom e tutti i senza tetto stranieri che si trovano in Italia per accattonaggio. Insomma, le persone hanno ormai perso il senno e coloro che siedono in Parlamento, ieri come oggi, continuano ad avere le idee annebbiate. E intanto le persone continuano a suicidarsi…

2013-05-13 16:59:45

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