“NON E’ DOMATA, MA E’ DOMABILE”. GIRO SULLA FRANA INSIEME A DELL’ACQUA E PEPE


"Non l’abbiamo ancora domata, ma è domabile". Nicola Dell’Acqua, direttore dei Grandi rischi della Protezione civile, ne è certo. "Non si metterà mai il punto finale, ma provvederemo a regimentarla e governarla ogni anno". Durante la passeggiata sulla frana insieme a lui e all’ingegner Angelo Pepe, siamo ritornati a quota 500 metri, laddove poco più di una settimana fa il sottobosco era fittissimo. Adesso invece il paesaggio è completamente cambiato, grazie anche all’opera degli uomini della forestale, voluti fortemente proprio da Dell’Acqua… (CONTINUA ALL’INTERNO CON FOTO – Nella foto in alto, una delle  cascate emerse dopo la pulitura del sottobosco)

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Il canneto, che bloccava il corso delle acque che poi andavano a confluire nella frana, è sparito. Operazione importante, quella della pulitura del sottobosco, che aiuta molto anche per quanto concerne proprio la regimentazione delle acque. Inoltre, sono emerse alcune cascatelle che, opportunamente sistemate, offrono un bello spettacolo, come si può evincere dalle immagini.
Il vallone Fiengo, una volta impluvio naturale, fa paura con tutto il corpaccione della frana che si stende per oltre tre chilometri, partendo dagli 850 metri della montagna di Montaguto e scendendo giù fino alla valle del Cervaro a 400 metri di altitudine. "La frana si è abbassata di tre metri in 40 giorni, il che vuol dire che ha perso acqua – spiega il dottor Dell’Acqua -. Vi sono dieci sorgenti a sinistra idraulica del lago e una, ma più importante, alla destra". Sia Dell’Acqua che Pepe sono sono convinti che la frana si possa controllare. "E’ domabile", sottolinea il primo. Niente paura per il futuro quindi. Neanche in inverno la frana arriverà più ai binari. Anche se… "Non si potrà mai mettere il punto finale, va regimentata e governata ogni anno, come tutte le frane. Diventerà come le sorelline europee, si muoverà solo tre-quattro centimetri al giorno". Dell’Acqua è un agronomo ed è convinto che per evitare che la montagna venga giù tutta intera occorra salvaguardare la salute dell’intero vallone, compreso un bosco sul lato sinistro della frana, ricco di sorgenti e ruscelletti. "E’ necessario tornare all’equilibrio di un tempo, anche il tratturo laterale va ripristinato. Potrebbe essere molto antico".
Il livello della frana, nella parte medio-alta, dai 600 ai 750 metri, è sceso di tre metri, ma c’è ancora tanta acqua che sta continuando a venire giù. I militari del Genio di Foggia hanno lavorato sodo per aiutare il ruscellamento ed evitare la penetrazione nel corpo della frana. Gli operai della forestale, dice Dell’Acqua, hanno fatto un buon lavoro pulendo il sottobosco e aiutando così il movimento ordinato dei canaletti idrici.
A MONTE – La parte più preoccupante è la testa, dove c’è il "lago maggiore", alimentato da una serie di sorgenti, la più importante delle quali è un ruscello che scende da un canalone. Il lago maggiore è ormai prosciugato come anche gli altri più piccoli incluso il lago delle rane, a 500 metri, che ha dato tanti problemi. "Da qui, dalla parte alta – dice Dell’Acqua –  provengono le acque che favoriscono la frana. Bisogna intercettarle prima che arrivino al lago e convogliarle velocemente evitando il ristagno. Mi preoccupa molto, qui non va bene, non deve stagnare. Il materiale è diverso, non è argilla ma ghiaia. Per questo stiamo preparando un progetto. A settembre faremo la gara d’appalto. L’errore fatto in passato è aver pensato solo a togliere terra giù senza preoccuparsi di quello che avveniva nella parte alta".
CENTRO DOCUMENTAZIONE – E intanto, proprio noi di Montaguto.com, consci che la frana continuerà a far parlare di sé, abbiamo deciso di realizzare un centro di documentazione per sistemare e organizzare tutto il materiale che abbiamo raccolto nel corso di questi anni.

Michele Pilla

Da sinistra, l’ingegner Angelo Pepe e il dottor Nicola Dell’Acqua

Ecco il sottobosco a quota 500 metri come appare oggi…

…ed cco come appariva dieci giorni fa

2010-06-09 12:25:37

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