OSPEDALE DI ARIANO, MANCA IL NEUROPSICHIATRA. BIMBA RESTA SENZA CURE?


L’ospedale di Ariano Irpino avrà finalmente un nome. Sarà una decisione da prendere in consiglio comunale sabato mattina. Al vaglio e sicuramente più quotati sono i nomi di Giovanni Paolo II, Francesco Paolo Sgobbo, illustre precursore dell’elettroterapia, di origini arianesi e Sant’Ottone, patron della località irpina…

Niente da dire su questo, l’ospedale c’è e seppur con i suoi alti e bassi è una struttura funzionante e per questo non può rimanere nell’anonimato. Ciò che indigna buona parte della popolazione del distretto sanitario arianese sono episodi come quello che proponiamo qui di seguito. Ci è stato segnalato da chi altro non ha se non la possibilità di usare i mezzi di stampa per dar voce ai propri disagi. Una madre, una figlia e l’impossibilità di avere una visita neuropsichiatrica per prorogare la pratica di logopedia necessaria alla piccola per fronteggiare un lieve ritardo nel linguaggio. Non è l’unico caso. Si sa, oggigiorno molti ricorrono alla logopedia per correggere quei lievi disturbi del linguaggio che se fronteggiati in tempo eviteranno problemi più difficili, quali la dislessia, nell’immediato futuro di un bambino che comincerà il lungo percorso scolastico. Qualunque specialista è concorde su questo e qualunque genitore vuol dare il massimo per il proprio bambino. "La bambina ha cominciato la terapia un po’ di mesi fa ed ora la pratica sta per scadere. Abbiamo bisogno della visita di uno specialista dell’asl per avere la proroga, ma nel distretto di Ariano sembra chiedere l’assurdo", ci ha confidato la mamma della piccola. Già l’iter prevede una serie di passaggi burocratici. Prima l’impegnativa del pediatra prerogativa essenziale per la prenotazione della visita alla asl, l’attesa, il responso, la richiesta alla struttura convenzionata e la disponibilità della stessa per l’avvio della terapia. Se poi a questo si aggiunge l’assenza del medico abilitato al rilascio del certificato che attesta la diagnosi per la quale si necessita di una serie di sedute cicliche di recupero, allora le cose diventano molto più complicate e snervanti per chi deve affrontare il problema.
"Abbiamo posto il problema alla struttura nella quale la bambina ha cominciato la logopedia. Ci sono stati forniti dei numeri di telefono, abbiamo chiamato, appartenevano al distretto di Sant’Angelo e Montella non di competenza quindi di questa zona e per questo non obbligati a far visite e a rilasciare certificazioni".
Ora occorrerà attendere la risoluzione non facile della situazione. Potrebbero passare giorni o forse mesi e intanto le pratiche scadranno, si avrà non più la proroga ma le dimissioni del paziente e solo quando tutto sarà sistemato si potrà richiedere ex novo l’intervento di strutture convenzionate. Intanto i risultati ottenuti verranno vanificati, perché determinate patologie richiedono un intervento periodico e costante.

Monica De Mita

2011-02-03 20:09:51

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