Presentato ieri il libro “Il destino della luna sul fiume”

Montaguto e la scrittura. Anche quest’anno, la letteratura montagutese si arricchisce di un nuovo volume. Si è tenuta ieri, infatti, la presentazione del romanzo-rivelazione “Il destino della luna sul fiume”. L’autore, Vito Lorenzo Dioguardi, nato a Foggia ma figlio di Domenico e Lalia, montagutesi, è laureato in lettere e scienze storiche e insegna a Brescia. Sempre in tema di presentazioni, domani sarà la volta di “Quando in America si parlava montagutese”, di Antonio Schiavone.

La presentazione de “Il destino della luna sul fiume” ha avuto un parterre d’eccezione: la meticolosa e sempre precisa moderazione di Antonio Curatolo e i pregevoli interventi della professoressa e amica Maria Staffieri, regista teatrale della compagnia Enarché di Foggia, e del professor Antonio Angino.

Si tratta di un romanzo storico che prende ispirazione da una storia vera, particolare e coinvolgente. Narra le vicende di tre generazioni di una famiglia di emigranti italiani tra il 19esimo ed il 20esimo secolo. Carlo, nome fittizio del protagonista e lontano parente dell’autore, da semplice contadino meridionale riesce con senso di sopravvivenza prima, sacrificio e dedizione al lavoro poi a cercare la fortuna. Si tratta di una famiglia emigrata da Montaguto, che oggi appartiene alla provincia di Avellino, ma che all’epoca dei fatti era parte del territorio di Foggia. Essa si è imbarcata alla volta dell’America. La storia è vera e si riferisce al 1896, anno della sconfitta di Adua. E’ la storia della famiglia Carchia e di Michele, ingegnere di Boston ucciso dalla mafia (notizia scoperta in tempi relativamente recenti).

Dunque, vengono descritte le vicissitudini di un Mezzogiorno tra splendore e miseria. “Perché se non c’era lavoro ma fame e povertà – si legge sul sito dell’autore -, se non c’era fiducia in un re lontano e “straniero” ma chiusura mentale ed ideologica e consenso attorno a figure locali dalla moralità poco cristallina, allora è a questo mancato dialogo tra Nord e Sud, tra invasori piemontesi e ignoranti cafoni meridionali che si deve l’emigrazione di ieri e la mancanza di pace e di sviluppo di oggi. L’emigrazione, dunque, è stata per l’Italia un problema irrisolto. Si emigrava nell’Ottocento come nel primo Novecento o sotto il fascismo o dopo la guerra e fino ai nostri giorni. Si emigrava all’estero o in Italia stessa. I Veneti portati a Latina dal fascismo o i meridionali che lavoravano nelle industrie del Settentrione negli anni ’50, sono il frutto di questa esigenza di vivere che è il lavoro e la volontà di avventura, che fa la differenza tra gli ipocriti o i sedentari e gli eroi che, senza nulla in mano che non una lettura sacra per alcuni o la rabbia della fame per altri, sono andati nel mondo a fare meraviglie e, in molti casi, fare emergere il proprio carattere cercando la propria fortuna e il proprio destino sotto i raggi della luna di qualche altro emisfero”.

» L’AUTORE

Vito Lorenzo Dioguardi nasce a Foggia il 18 Novembre 1980, figlio di Domenico e Lalia. Ha un fratello, Michele. Si laurea in Lettere a Bari nel luglio 2004 discutendo una tesi in Storia del Risorgimento. In seguito a Roma frequenta un master  in Storia e Storografia Multimediale. Sempre a Roma si laurea in Scienze Storiche nel 2008. Infine, lavora dal 2006 a Brescia come insegnante.

» PREMI

Nel 2010 si è classificato al terzo posto al Premio Nazionale di Narrativa “Valerio Gentile” con il racconto Sotto casa si prostituiscono.

Nel 2011 si è classificato al secondo posto al Premio Nazionale di Poesia di Panni con la lirica Il cuore di bronzo di Garibaldi.

» PUBBLICAZIONI

Nel 2006 è coautore del volume I nonni di Roma raccontano la storia edito per conto del Comune di Roma e del Master in Storia e Storiografia Multimediale di Roma Tre.

» OPERE

Nel 2011 pubblica il suo primo romanzo Il destino della luna sul fiume (La Caravella Editrice) e la raccolta di racconti a tema sociale Sotto casa si prostituiscono (Boopen Editore) contenente il racconto premiato e altre storie.

2011-08-11 00:12:14

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