QUANT’E’ DIFFICILE PROVARE A FARE QUALCOSA IN QUESTO PAESE…


di Michele Pilla
Tornare a Montaguto è sempre bello, specialmente nel periodo dei morti. Quell’atmosfera prenatalizia con gente che ritorna al suo paese natio è indescrivibile, soprattutto quando stai lontano dal paesello almeno un paio di mesi. Specialmente dopo un paio di mesi vissuti nel caos di una grande città. Poi, però, come al solito arriva qualcosa a disturbare la tua visita. E arriva da qualcuno da cui non te lo aspetteresti.
Premessa: sappiamo di avere qualche nemico, purtroppo è sempre così quando ti prendi la briga di dire le cose come stanno. Ma i nemici sono ovunque. E così, capita una chiacchierata che ti rovina la giornata e ti fa dire: "Ma chi me lo fa fare?"
Santo Dante Alighieri, che nel Canto III dell’Inferno, al verso 51, incontra i cosiddetti "ignavi", "coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo". E così, il sommo, scrisse:
«Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa».
Perfettamente aderente all’episodio di cui sto per raccontarvi. Sembra infatti che non a tutti sia andata giù la petizione popolare che abbiamo indetto in merito alla chiusura della Guardia medica. Sembra addirittura che alcuni montagutesi si sentano "umiliati". Perché? Perché il sottoscritto, secondo loro, sostiene che essi – i montagutesi – non facciano nulla per il proprio paese. Al di là del fatto che il sottoscritto si è sempre riferito a chi ha il dovere – nei confronti dei cittadini che hanno espresso il proprio voto a loro favore – di fare qualcosa per il paese. In secondo luogo, perché nessuno ancora si era attivato? Io ho semplicemente fatto qualcosa che credevo giusto, tutto qui. Perché la Guardia medica ad aprile chiuderà, non ci son santi. 
Alla Asl di Ariano, subito dopo la pubblicazione del nostro articolo, c’è stata fibrillazione. Addirittura, mi hanno riferito che non è previsto nessun riordino di guardie mediche. Perfetto, perché quella che c’è a Montaguto è semplicemente temporanea. Nessun riordino. Ad aprile chiude e basta. Ma come sia e come non sia, a ogni buon conto, è possibile che ogni minimo tentativo di interessamento per il paese debba esser visto come un attacco personale a chicchessia? Gli unici attacchi – se così si può parlare – sono rivolti agli amministratori. Sono loro che hanno il dovere di portare avanti queste questioni. E di certo noi abbiamo tutto il diritto di parlare e dire la nostra. Anche perché, nel 2009, fummo fautori di una sorta di campagna elettorale sul web per questo esecutivo.
Ma il culmine si è raggiunto quando, a discussione accesa, la persona in questione ha detto al sottoscritto: "Tu nun abbit qua, che ne vuò sapè? Abbit qua e poij m faij sapé". Questa è il cavallo di battaglia preferito da molti. Embé, scusatemi: ma se io sono di fuori e cerco di fare qualcosa di buono per il paese, in un mondo normale questa sarebbe una nota di merito.
Ah, quel Dante Alighieri…
PS: non mi sto giustificando con nessuno. Se un giorno decidessi di chiudere il sito, ora sapete il perché. Detto che non succederà mai, perché significherebbe darla vinta a certi modi di pensare. E poi, lo sapete: mi piace creare il dibattito (e più è vivace, più è meglio!)
Il vostro adorato (e sempre polemico) direttore

2011-11-02 12:19:57

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