QUESTA MATTINA A SAVIGNANO INCONTRO TRA SINDACATI E DE BIASE. ECCO LE FOTO


“Per la prima volta, abbiamo dalla nostra delle organizzazioni sociali che si uniscono. Prima era soltanto una questione di separazione. Adesso ci sono le tre confederazioni sindacali, della Campania e della Puglia”. Si condensa in questa frase di Mario De Biase, l’incontro di questa mattina all’Auditorium di Savignano Irpino. Il Commissario per l’emergenza frane in Campania ha sottolineato l’importanza della coesione e dell’impegno globale per fronteggiare questo disastro che assume, di giorno in giorno, contorni sempre più drammatici. Rappresentanti regionali di Cigl, Cisl e Uil si sono dati appuntamento nel comune di fronte al mostro per lanciare un appello forte alle istituzioni e ai cittadini. “Vi saremo vicini”, asseriscono in coro…

 “Stiamo lavorando anche per voi”. Questa la sintesi di una mattinata impegnativa, che ha visto l’intervento in apertura di Oreste Ciasullo, sindaco di Savignano e Presidente della Comunità Montana dell’Ufita. Ciasullo ha introdotto la problematica parlando del territorio martoriato e delle comunità disagiate. “Questo è stato il triangolo dell’abbandono – ha commentato riferendosi a Montaguto, Savignano e Greci, i comuni della Valle del Cervaro –. L’unione dei sindacati ci dà ottimismo, ci fa ben sperare”. E via a illustrare sinteticamente quanto accaduto dal 2006 a oggi.
DE BIASE – Tutti gli interventi si sono focalizzati soprattutto sulla ferrovia, senza che nessuno si interessasse alla SS90. Cosa che ha fatto, invece, il Commissario De Biase, che ha sottolineato come “il 27 febbraio, quando fui chiamato a risolvere questa situazione, la frana fosse esclusivamente un problema di Montaguto e dei paesi limitrofi. Quando chiesi un incontro col Prefetto, questi verbalizzò che la decisione di chiudere la ferrovia fosse stata soltanto mia. Nessuno voleva prendersi questa responsabilità. E ora, dunque, siamo tutti qui proprio per questa problematica. Meglio così! (applauso dei presenti, ndr)”.
Il discorso di De Biase si sposta poi sulle due tipologie di danni cui stiamo assistendo: “C’è quasi una sorta di incompatibilità. Chi recrimina un abbandono del territorio e la chiusura delle attività che vivevano lungo la SS90, e chi invece si lamenta del mancato trasporto regionale. Prima, dunque, il problema non si conosceva. Adesso è ben noto”.
POTERI STRAORDINARI – A proposito dei poteri che domani, salvo sorprese, dovrebbero essergli conferiti: “Non sono quelli di Nembo Kid, è bene specificarlo. Bisognerà capire cosa prevederà lo stato d’emergenza. Purtroppo, l’Italia dovrebbe essere governata da un potere ordinario, e non straordinario. Il problema vero, comunque, riguarda i finanziamenti. Su 3 miliardi disponibili come fondi Fas, solo 38,2 milioni sono destinati alle emergenze frane in Campania, e sottolineo che serviranno anche per Ischia, Casamicciola e Nocera. Dunque, occorrerà delinearne una ripartizione e, soprattutto, lavorare in economia”.
I SINDACALISTI – Parola ai sindacalisti. In queste ore è in preparazione un documento congiunto alle istituzioni, con una richiesta di risorse per l’emergenza, sblocco dei fondi Fas, risarcimento ai cittadini e poteri straordinari al commissario. Enrico Ferrara, Segretario Regionale della Cisl Campania, con tono forte ha ribadito la richiesta di “risoluzione del problema da parte della classe politica. Al nord il problema sarebbe stato risolto in tempi brevi. Bisogna adesso recuperare il ritardo, che mostra chiaramente il gap che intercorre tra politica e territorio. Se il governo non interviene – ha concluso – noi sindacati daremo una risposta forte. Questa è una popolazione paziente e ha aspettato fin troppo”. Ha parlato invece di “silenzio assordante” il Segretario Regionale della Cigl Puglia, Giovanni Forte. “La Protezione Civile non si è fatta sentire per nulla. La cosa più allucinante è che abbiamo evitato una catastrofe, pensando anche a quello che è successo a Merano. Adesso stampa e istituzioni si sono accorti del problema. Questa tratta ferroviaria è determinante, perché l’asse dei trasporti si sta spostando sul versante tirrenico”. Il discorso poi si sposta sul territorio che, sempre secondo Forte, “va messo in sicurezza. Occorre un’azione costante e continua. Se tutto questo non dovesse accadere, penseremo a una manifestazione. In ultima analisi, concludo dicendo che il territorio non dev’essere colonizzato, senza atteggiamenti di prevaricazione”. Poi è stata la volta del sindaco di Montaguto, Giuseppe Andreano, che ha ringraziato i sindacati per l’incontro organizzato e ha parlato di “unire le forze e rafforzare il ‘braccio’ del commissario, fornendogli tutti gli ‘attrezzi da lavoro’. Domani il Governo deve decidere di erogarci fondi spendibili. Sono state fatte troppe promesse, in questi anni, con finanziamenti mai arrivati. Ieri abbiamo inoltrato una comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con alcune richieste da parte nostra, tra cui agevolazioni per le nostre attività che hanno chiuso i battenti. Adesso servono soldi, tanti soldi, decine di milioni di euro”.
L’intervento del Segretario Regionale Uil della Puglia, Aldo Pugliese, si è incentrato invece sul problema del dissesto idrogeologico, “che è una piaga della nostra nazione. Qui, in particolare, è uno scandalo. In cinque anni nessuno si è interessato di questa frana. E poi si parla del ponte sullo stretto di Messina! Il Consiglio dei Ministri di domani, che dichiarerà lo stato d’emergenza, sarà solo un punto di partenza. Servono gli strumenti, le risorse. E, se i tempi di ripristino fossero estremamente lunghi, occorre pensare a soluzioni alternative”.
INTERVENTI DA EFFETTUARE – Sugli interventi da portare a compimento, De Biase ha parlato di due fronti: “Il primo, immediato, servirà a evitare che la frana arrivi al Cervaro. Anch’io all’inizio credevo fosse inutile rimuovere la terra, visto che comunque la frana si sposta rapidamente, ma il Cervaro è in pericolo. In secondo luogo, occorrerà asciugare il corpo franoso, svuotando lentamente il lago a monte, profondo sette metri, con un’idropompa che attualmente lo tiene sotto controllo evitando tracimazioni, e convogliando le acque delle sorgenti e dei ruscelli a lato”.
SITUAZIONE ATTUALE – “Attualmente – ha proseguito De Biase – stiamo lavorando ‘a mano’. Il terreno argilloso è impregnato d’acqua, per cui i mezzi hanno difficoltà a spostarsi. Intanto, però, abbiamo effettuato già due voli per aggiornare il progetto definitivo, la cartografia e i sondaggi. Occorre proprio questo, cioè una progettazione forte per fare in modo che ai primi di giugno il cantiere sia operativo. Si dovrà lavorare nei mesi caldi, quando la terra sarà rocciosa. La cosa fondamentale, però, è che arrivino i soldi al più presto possibile”. Intanto, questo pomeriggio a Napoli si terrà la firma della convenzione tra il Commissariato per l’emergenza frane in Campania e la Fondazione Università di Salerno, per sancire ufficialmente la collaborazione tra i due enti.
Michele Pilla

2010-04-15 16:49:05

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