QUESTIONE SANITA’, LETTERA DI GALLICCHIO AI PARLAMENTARI CAMPANI


di Pasquale Gallicchio*

Egregi parlamentari della Campania, richiamo la Vostra attenzione su una questione delicata come quella della sanità, che rischia di diventare critica e irreversibile, se a breve non saranno adottate soluzioni concrete e praticabili. Senza esercitare uno sforzo di memoria affermo con certezza che in molte province della nostra regione è in forse l’effettiva soddisfazione del diritto alla salute, e a causa della crisi sociale ed economica è sempre più crescente il numero di persone, non solo anziane, che rinunciano a curarsi.

Non è una novità che le famiglie costrette a risparmiare riducano anche le visite specialistiche. Del resto le Aziende Sanitarie Locali, proprio in questo settore, registrano un calo della domanda di prestazioni del 5-10 per cento. Diminuiscono le vaccinazioni e i bambini con malattie croniche o rare sono in difficoltà. E come non prendere in considerazione coloro che sono stati espulsi dal sistema sanitario pubblico per i ticket diventati troppo onerosi. Un peso destinato ad aumentare in quanto la manovra Berlusconi nel 2011 ha previsto che dal 2014 le Regioni si devono accollare altri 2 miliardi di euro da recuperare attraverso la compartecipazione dei pazienti alle spese sanitarie. Per essere intelligenti pragmatici sappiamo bene che la sanità, pur essendo materia delegata alle Regioni, coinvolge per alcuni passaggi fondamentali anche il Governo centrale soprattutto per quanto concerne risorse e autorizzazioni in particolare riferite al personale. Proprio come prima questione intendo sottoporre a tutti Voi il caso dello sblocco definitivo del turn over, autorizzato in parte in sede ministeriale. Manca soltanto l’ok del Consiglio dei Ministri, dopo che la struttura commissariale della Campania ha dimostrato che la spesa prevista di 23 milioni di euro, per un totale di 384 nuove assunzioni, non sforerà il Piano di Rientro che ha portato a chiudere il bilancio 2012 con un attivo di 60 milioni di euro. Sappiamo molto bene, che la sanità in regione Campania è da sempre alle prese con la quadratura dei conti economici. Il Piano di Rientro stipulato il 13 marzo 2007 tra Regione Campania e Ministero dell’Economia e Finanze e della Salute, e la delibera del Consiglio dei Ministri del 28 luglio 2009 che ha sottoposto a gestione commissariale la nostra sanità, con un Commissario ad Acta che è lo stesso presidente della Giunta regionale, hanno rappresentato per i cittadini campani un vero e proprio salasso accentuato dall’aumento di addizionali Irap, Irpef e altre tasse. Abbiamo assistito a tagli orizzontali con conseguenze drammatiche che hanno inciso soprattutto in questi settori: il Riassetto della rete ospedaliera e territoriale; Ridefinizione dell’Assistenza sanitaria da erogatori privati accreditati ed altri interventi di razionalizzazione assistenziale; Farmaceutica ospedaliera e convenzionata; Manovre sul Personale; Centralizzazione degli acquisti; Adozione di nuovi procedimenti contabili e amministrativi; Documenti Programmatici Aziendali. Altro punto fondamentale dell’azione messa in campo dalla Giunta del Presidente Stefano Caldoro è stato il decreto n. 49 del 27 settembre 2010, inerente al riassetto della rete ospedaliera e territoriale, con adeguati interventi per la dismissione / riconversione / riorganizzazione dei presidi non in grado di assicurare adeguati profili di efficienza e di efficacia; analisi del fabbisogno e verifica dell’appropriatezza; conseguente revoca degli accreditamenti per le corrispondenti strutture private accreditate; conseguente modifica del Piano Ospedaliero regionale in coerenza con il piano di rientro. Non Vi nascondo che tutto ciò è costato molto a tanti territori e comunità, privati di ospedali e altri servizi con conseguenze dolorose senza ricevere in cambio nuovi e più efficaci servizi, pur previsti nei documenti di riprogrammazione sanitaria. La seconda questione si collega a quanto affermato in precedenza. In merito alle conseguenze di questi tagli e all’operato dei direttori generali siamo di fronte ad una mappa regionale non uniforme che evidenzia Aziende Sanitarie Locali e Aziende Ospedaliere virtuose e altre no. Mi permetto di segnalare la situazione dell’Asl di Avellino, unica in Campania, che negli ultimi due anni ha chiuso con un avanzo di amministrazione di 57 milioni di euro. Risorse che non potranno essere utilizzate, se non in minima parte circa il 5%, dal direttore generale Sergio Florio mentre il resto andrà a ripianare il deficit delle Aziende Sanitarie Locali del resto della Campania con i conti in rosso. Una condizione che non ci può vedere indifferenti. Perciò, chiedo un Vostro intervento che possa creare le condizioni per un tavolo di confronto tra i Ministeri competenti e la struttura Commissariale della Regione Campania, affinché, perseguendo una giusta politica di equità, si possa permettere che le risorse risparmiate siano spese sul territorio che genera virtuosità. Facciamo presto, perché se prima l’acqua ci arrivava alla gola adesso ci arriva alla bocca. Cerchiamo di non annegare. Distinti saluti.
* Esecutivo provinciale Pd Avellino
Consigliere comunale di Bisaccia (AV)

2013-06-03 13:15:08

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