Savignano, nascita ed evoluzione piazza Umberto I e Corso Vittorio Emanuele


L’instancabile e preziosissimo amico Michele Savignano ha pubblicato, nel gruppo “Sabinianum: dagli albori all’eclisse“, la nascita e l’evoluzione di piazza Umberto I e Corso Vittorio Emanuele di Savignano Irpino, con meravigliose foto di repertorio.

Il nostro paese fu conosciuto con il nome di Savignano (ex Sabinianum) fino al 1862 quando, con delibera comunale del 22 agosto 1862, in seguito all’annessione del Sud, acquisì la specificazione “di Puglia” che servì a differenziarlo dagli omonimi Savignano di Romagna e Savignano sul Panaro.

Il decreto di ratifica avvenne il 12 ottobre 1862 a firma Vittorio Emanuele II re d’Italia. Peccato che quel Consiglio Comunale non abbia scelto di nominarsi direttamente Savignano Irpino visto che il paese già da un anno apparteneva alla provincia di Avellino e nell’errore seguì l’esempio di Ariano che anche lui si nominò “di Puglia” pur appartenendo ad Avellino.

– Il 18 marzo del 1863, sotto l’amministrazione di Crescenzo Mottola (1861-1867 e 1869-1870), la sede municipale viene spostata dagli edifici accanto alla chiesa Madre all’ex Hospitius pro Peregris costruito nel 1727 a spese del Papa Orsini, Benedetto XIII, come Ospizio per i Pellegrini.

Il centro del paese si sposta automaticamente dal rione Castello, alla via fuori Porta Grande che viene denominato Corso Vittorio Emanuele (1820 – 1878), lasciando alla via da Porta Grande alla Chiesa Madre il nome di Via Piazza.

– Nell’anno 1871, su progetto dell’Ing. Dovera, viene lastricato il corso con pietra lavica del Vesuvio, in seguito a delibera del Consiglio del 22 novembre 1871, sindaco D. Beniamino Albani (1870 -1887). Il Corso fu alberato con piante di acacia.

– Nel 1875, essendo stato costruito una ventina di anni prima il Palazzo Albani (attuale Pal. Squillante) avviene la sistemazione della zona della piazza antistante che allora “era un terreno scosceso sul quale crescevano cicuta, malva, camomilla, cetriolini selvatici” scriveva P.Enrico Lombardi. Avviene l’eliminazione della scoscesa verso il rione Fontana Vecchia costruendo un muraglione di contenimento e si crea un grande spazio ben lastricato denominato ufficialmente PIAZZA DELLA SAPIENZA in ossequio al pluridecorato Dott. Cavaliere Luigi Albani, morto appena l’anno prima il giorno 16 dicembre. Successivamente la piazza cambierà nome in Umberto I

Fu attrezzata con panche e alberi di acacia, e diviene il centro morale del paese con un grosso lampione che, acceso all’imbrunire rimaneva acceso tutta la notte, mentre gli antri 34 lampioni di cui era fornito il paese si accendevano all’imbrunire e si spegnevano alle due.

Come tale avrà cure e attenzioni sia nella manutenzione che nelle ristrutturazioni e gli viene aggiunta una piccola aiuola con al centro una fontana per pesciolini. Si vede su una cartolina d’epoca “la recinzione del giardinetto con vaschetta sempre asciutta, eccetto le sere delle feste,
con poche rose, giaggioli, e un nespolo giapponese” e per il popolo divenne “lu Giardinett” .

– Al civico n. 23 di Piazza della Sapienza (ora Piazza Umberto) “MORIVA IL 16 DIC. 1874

VITTIMA DELLA SCIENZA E DEL DOVERE il compianto CAV. LUIGI ALBANI medico savignanese di fama mondiale”.

– Fine 1800 si completò la scenografia con la costruzione del palazzo del dott. Russo, sulla chiave del portale è scolpita la data 1905.

– Nel 1926, durante altri lavori di sistemazione, come riportato da un manoscritto dell’epoca, vennero rintracciati dei resti che testimoniavano l’esistenza di un ponte elevatoio tra PORTA GRANDE e il piano inferiore della Piazza, da cui partiva la strada comunale che portava ai campi.

– Piazza Umberto I, oltre ad essere il centro morale diventa anche il principale centro commerciale del paese con negozi, botteghe, taverna, farmacia, ufficio postale. Ma per fare spazio alle manifestazioni, come palchi per concerti e comizi, negli anni ‘40 fu sacrificata l’aiuola centrale, e di “lu Giadinett” rimane solo il ricordo che si tramanda.

– Anche la pavimentazione avrà delle variazioni e il basolato subito dopo il ventennio fu sostituito da mattonelle rettangolari scure

– Con l’Amministrazione Magnatta, la Piazza e l’intero corso furono catramati e alla fine degli anni ’70 vengono ancora ristrutturati e pavimentati con sampietrini a festoni. Ad un lato della piazza viene costruita una moderna fontana che, per l’applauso alle autorità, funzionò benissimo il giorno della inaugurazione e per qualche giorno ancora (come quella di lu Giardinett). Poi l’impianto si bloccò e la vasca non diventò un cassonetto di immondizia solo perché i Savignanesi sono educati.

– Anno 2010 altra ristrutturazione del Corso e Piazza Umberto I: vengono tolti quei sampietrini che tante maledizioni si procacciarono dai tacchi delle signore perché si piantavano nella sabbia priva di un minimo di cemento, sparisce anche quella fontana installata appena qualche decennio prima. Infine dobbiamo rilevare che, purtroppo, causa il depauperamento demografico, durante gli ultimi anni sono spariti da questa bellissima piazza botteghe, negozi, ufficio postale, farmacia, ma rimane ancora come passaggio obbligato tra il Borgo Medioevale e il resto del paese e continua a fare bella mostra durante i concerti di musica classica, le serate da ballo durante l’estate e per comizi elettorali. Peccato che non si sia ancora attuato il previsto divieto di sosta visto che qualche ostinato non ha ancora appreso che a 50 metri c’è il “Parcheggio del Cervaro” appena inaugurato.

Peccato ancora per il degrado del Palazzo Squillante, che non ci fa onore.

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