Savignano Scalo, un po’ di storia e straordinarie foto d’epoca


Continua il percorso di ricerca, fantastico, dell’amico Michele Savignano, che non ringrazieremo mai abbastanza.

Oggi parliamo dello scalo di Savignano, tra storia e straordinarie foto d’epoca.

Aggiunta: Innico de Guevara +1602 Nel 1597 Provvede a costruire due grandi «TAVERNE» sulla strada regia per il cambio dei cavalli e per comodità dei viaggiatori che dalle Puglie si recavano in diligenza alla Capitale, l’una in territorio di Bovino – là dove più tardi fu eretto il ponte e l’altra in agro di Savignano (l’ex mobilificio Ciletti)- Per tali taverne il Duca prese a mutuo ducati 6.200 da Benedetto Giustiniani con due istrumenti pel Notar de Cotiis da Panni, in data rispettivamente 17 giugno e 7 agosto 1597.

 

La stazione di Savignano – Nel passato ha contato su un buon traffico sia viaggiatori che merci, grazie anche al fatto di trovarsi all’incrocio fra diverse strade di collegamento con i paesi vicini. Avevano fermata qui anche alcuni treni a lunga percorrenza fino agli anni ’80, come ad esempio l’espresso diurno Napoli-Bari e l’espresso notturno Roma – Lecce. Con gli anni ’90 è iniziato il declino con la soppressione dello scalo merci prima e l’impresenziamento della stazione poi. In tal modo il traffico viaggiatori si è notevolmente ridotto anche a causa delle scarse corse di treni (3 coppie giornaliere di regionali fra Benevento e Foggia, solo nei giorni feriali) che da dicembre 2010 sono state sostituite da autobus. Pertanto oggi nessun treno effettua più fermata in questa stazione.

La stazione era dotata di quattro binari passanti (di cui tre destinati al servizio passeggeri e serviti da marciapiede) e di quattro tronchi lato Foggia per lo scalo merci: attualmente è utilizzato il solo il primo binario, mentre tutti gli altri sono stati soppressi da agosto 2014 nel quadro della semplificazione delle infrastrutture.

Poche centinaia di metri oltre la stazione, lato Benevento, è presente una sottostazione elettrica per la linea ferroviaria, raccordata in piena linea.

La stazione ripresa dall’alto in una cartolina degli anni settanta: è ben visibile lo scalo merci ancora in piena attività e diversi rotabili in sosta

Sul lato sinistro in alto, il ponte Pecotraro che fungeva da confine

 

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