SERATA DI APPROFONDIMENTO ASTRONOMICO ECCO LE FOTO DI MONTAGUTO.COM!


E’ andato bene il primo incontro ufficiale dell’associazione astrofili M13, fortemente voluta da Emanuele Marrone e ben accolta dai Montagutesi. Quella di ieri è stata una serata di approccio alla materia. Ospiti d’eccezione Angelo Gentile, astrofotografo di Manfredonia e l’avvocato Claudio Vantaggiato, foggiano, esperto di costellazioni e mitologia ad esse correlata. E’ stato quest’ultimo a dare il via all’incontro, dopo il breve saluto ed emozionato ringraziamento di Emanuele ai presenti.

“Montaguto è una delle poche zone italiane dove l’inquinamento luminoso è minimo e la visuale che si può avere del cielo e delle sue costellazioni è di enorme valore”. Così ha esordito il dottor Vantaggiato che, dopo aver fatto spegnere le luci e nel buio più completo, ha azionato il planetario e ha illustrato la via lattea, la nostra galassia, con le sue diverse costellazioni. “Pensate che già Seneca – ha proseguito – era dell’opinione che se le stelle fossero state ben visibili in un solo punto della terra, tutti si sarebbero dovuti recare in quel luogo per non perdere l’occasione di vedere uno spettacolo così stupefacente”.
E’ stata una lezione fra il reale e il mitologico. Osservare le stelle è come viaggiare nel tempo se si tiene presente che le migliaia di puntini luminosi che oggi vediamo in cielo in realtà si sono formati nella notte dei secoli e che esse sono così lontane dalla terra tanto da dover misurare convenzionalmente la loro distanza in anni luce. La luce impiega un anno a fare il giro della terra e quindi a percorrere 9500 miliardi di chilometri. Se si vuole quantificare quindi in chilometri la distanza ad esempio della costellazione di Orione, che in anni luce è pari a 1.260, bisognerebbe moltiplicare la stessa per 9500 miliardi di chilometri e si avrebbero numeri immensi. Interessante è stata la scoperta della nascita mitologica di alcune delle costellazioni principali della nostra galassia. Così ad esempio l’Orsa Maggiore I è identificata in Callisto, giovane donna greca, di cui si era innamorato Zeus e per questo tramutata in orsa da Era perché gelosa del marito. Il dio la riparò in cielo per salvarla dal figlio Arcade che, durante una battuta di caccia, erroneamente la stava uccidendo sconoscendone la vera identità. Il nome probabilmente deriva dal greco Arctòs, che significa orso. Oppure Andromeda, che rappresenta la figlia di Cefeo e Cassiopeia, destinata in sacrificio al mostro marino inviato dal dio Nettuno. La giovane, mentre aspettava la sua triste fine legata ad una roccia, fu improvvisamente salvata dall’arrivo di Perseo che la liberò sconfiggendo poi la terribile belva. A poca distanza dalla stessa, figurativamente parlando, troviamo infatti la costellazione della Balena che raffigura il mostro marino al quale era stata sacrificata Andromeda e quella di Perseo, suo salvatore. Abbiamo avuto il piacere di scoprire che la costellazione dei Gemelli viene identificata secondo i greci ai due fratelli gemelli Castore e Polluce figli di Zeus, detti Dioscuri, nati da una relazione adulterina del dio con la regina di Sparta, Leda. Erano anche i fratelli della famosa Elena di Troia. Danno il nome alle due stelle principali della costellazione e furono molto amati a Roma tanto che i romani eressero un tempio in loro onore e li assimilarono ai leggendari fondatori della città Romolo e Remo. Con il tempo esiguo a disposizione Claudio non ha sicuramente illustrato tutte le costellazioni della nostra galassia ma per quel che ha potuto ha regalato un fantastico viaggio immaginario nell’Olimpo degli Dei.
Angelo Gentile ha avuto poi l’arduo compito di spiegare nel modo più semplice possibile la strumentazione propria di un astrofilo, messa a disposizione da Emanuele. Un vero e proprio armamentario, un vero tesoro. Per chi comincia con questa passione l’ideale sarebbero un binocolo astronomico e un rifrattore o telescopio semplice. Man mano che si ha più dimestichezza con la materia ci si può attrezzare di un telescopio più sofisticato. E’ il caso ad esempio del telescopio Celestron C11, il vero gioiellino della serata astrofila di ieri. Un telescopio con puntamento automatico che ha comunque bisogno di una buona impostazione da parte dell’appassionato del cielo, che non è più un dilettante ma un esperto in questo campo. Vero è infatti che se da una parte è lo strumento stesso che punta l’oggetto da esaminare, dall’altra deve essere l’astrofilo a dare le coordinate giuste e ha provvedere all’allineamento dello stesso alla stella polare, costellazione intorno alla quale ruotano le altre. Caratteristica poi di un siffatto strumento è la capacità di ruotare insieme alla rotazione dell’asse terrestre tanto da eliminare il movimento apparente (perché non è l’astro a girare ma è la terra che compie una rotazione intorno al proprio asse terrestre) degli oggetti in esame. Tanti gli accessori da collegare a questo telescopio per rendere ancora più interessante l’osservazione. Ad esso si può infatti collegare anche una webcam o una macchina fotografica reflex per immortalare in video amatoriali o scatti la propria passione. Così come Angelo Gentile che ha mostrato ai presenti i video effettuati in mattinata di alcune macchie solari e le foto di alcuni crateri lunari, di Giove e di alcuni ammassi stellari. Ed è stato proprio con l’osservazione dell’ammasso stellare nella costellazione di Orione che è giunto al termine l’interessante primo appuntamento dell’associazione astrofila M13.

Monica De Mita

2011-03-13 17:53:26

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