SOLITE CHIACCHIERE DA BAR DA PARTE DI CHI NON HA ALTRO DA FARE


Prendete un paese, di poche anime, dove non arriva l’adsl. Metteteci un sito che, da cinque anni cinque, è il più aggiornato, visitato e "vissuto", in zona, quanto a notizie, commenti e foto. Un sito che è diventato una comunità virtuale. Ora, provate, dopo cinque anni, a staccare la spina a quel sito. Che cosa succederebbe? Che almeno cinquecento persone potrebbero rimanerci male. Cinquecento persone che non possono essere presenti in paese ma che seguono, quotidianamente, tutti gli avvenimenti in tempo reale.

In Italia e all’estero. Ma a restarci male non sarebbero solo loro. Il sito è la fortuna di taluni figuri che, altrimenti, non saprebbero di cosa parlare e, dunque, quotidianamente creano problemi a chi su tale sito ci lavora con costanza e passione. Ordunque, questo è un commento amaro di chi ha deciso di prendere una posizione dopo numerosi attacchi che, purtroppo, non sono neanche arrivati dai diretti interessati. Da quando è partito, Montaguto.com ha subìto più attacchi della Sony, e non sono attacchi virtuali. Il network della casa giapponese è stato presa d’assalto da virus virtuali, mentre a Montaguto i virus sono reali. In certi casi, chiamarle persone sarebbe persino un complimento.
Facciamo un esempio: è di un mese fa la notizia di una lettera inviata a tutti i consiglieri comunali, in cui si lanciavano accuse e si facevano nomi e cognomi delineando fatti ben precisi (LEGGI QUI). Poiché la lettera era anonima, ne abbiamo dato notizia – una notizia che peraltro era già circolata abbondantemente in paese – prendendone palesemente le distanze. Ecco il testo del nostro articolo: "In paese da qualche giorno non si parla d’altro: di un fantomatico ‘Comitato cittadini di Montaguto’, di cui nessuno sa altro oltre la sigla. Tale comitato si è fatto notare per delle accuse pesanti lanciate ad alcuni cittadini. Accuse che però restano catalogate come ‘diffamazione’, in quanto anonime. La redazione di Montaguto.com prende le distanze da tutto ciò e si augura che venga fatta piena luce sull’accaduto".
Ecco, noi scriviamo: diffamazione. Evidentemente, però, a qualcuno tale articolo non è andato giù, e così è iniziata una sorta di guerra fredda nei nostri confronti. C’è chi afferma che non avremmo dovuto pubblicare notizie false, come se fossimo noi ad aver detto certe cose. E secondo voi, prendiamo ordini su cosa scrivere, come e quando? Addirittura, c’è qualcuno – dall’elevato retaggio culturale, che sa addirittura accendere un computer! – che si permette di dire che il sottoscritto "marca male". Orbene, tale persona neanche ha il coraggio di alzare il telefono e comunicarlo, bensì si permette di raccontarlo in giro e mandare ad "avvisare" il sottoscritto. Con un sorriso, mi viene da pensare che queste persone, dapprima prendono le distanze da quanto affermato dal fantomatico comitato in questione, dopodiché si comportano esattamente allo stesso modo.
Ma vi farò un esempio ancor più preciso: se io, laureato in comunicazione e senza esperienza di vita dei campi, mi avvicino a un contadino con l’intenzione di spiegargli come raccogliere la rucola, ben farà a mandarmi via, magari con una risata. Allo stesso modo, se il medesimo contadino in questione, senza esperienza di comunicazione, intende insegnarmi cosa e come scrivere, potrei avere la stessa reazione. Ora, nulla toglie che un laureato in comunicazione possa avere esperienza nei campi e sapere come raccogliere la rucola, così come un contadino possa conquistare una laurea in comunicazione e saper scrivere. Nel caso in cui, però, ciò non si verifichi, ben farà il comunicatore a occuparsi di scrittura e il contadino a occuparsi di rucola e affini.
Il guaio è che, spesso, figure e compiti si intrecciano, e c’è chi, pur senza avere le giuste competenze, intende metter bocca ovunque. Questo editoriale è un avviso a chi, senza spina dorsale, ogni volta gode nel metter bocca ovunque senza rivolgersi al diretto interessato. Il quale, per inciso, ha iniziato a stancarsi delle voci. E, soprattutto, non tollera che gli si dica cosa scrivere.
Volendo fare qualche esempio pratico sull’utilità di Montaguto.com, si ricorda qualcuna delle diverse battaglie pro-Montaguto. Tra le tante, quella per l’Adsl, quella per la frana e quella, nel 2009, per le elezioni amministrative (LEGGI QUI e LEGGI QUI). Il sottoscritto ci ha messo più volte la faccia, proponendo peraltro alla giunta comunale l’istituzione di un ufficio stampa GRATUITO. Cosa, questa, che però non è mai andata in porto. Tutte le altre faccende sono ben visibili sul sito, sempre aggiornato a favore di quella maggioranza di montagutesi che sono fuori e che, con questo servizio, riescono a tornare in paese ogni volta che vogliono. Eppure, pare che tutto ciò non basti, nonostante il lavoro e lo sforzo compiuto ogni giorno dalla redazione, che deve beccarsi ogniqualvolta la propria dose giornaliera di insulti. C’è chi dice che il sottoscritto fa il giornalista per Montaguto pur non vivendo Montaguto. E questo sarebbe uno sbaglio? Non è bello vedere che c’è chi, pur potendo pensare ai fatti propri, partecipi in qualche modo alla vita montagutese? No, in questo caso no. Beh, è arrivata l’ora di finirla, o quanto meno di dire le cose faccia a faccia. Ma a volte, come insegnano le lettere anonime, è più facile nascondersi dietro un dito. Noi non lo facciamo e preferiremmo evitare di dare importanza a taluni figuri, ma quando si passa ad attacchi personali e "sottotraccia", allora rispondiamo per le rime.
Detto ciò, tutti coloro che avranno di che lamentarsi di questo articolo sono pregati di contattare direttamente l’autore, Michele Pilla, senza sotterfugi. Il bello di Montaguto è che le cose si vengono a sapere comunque. Abbiate almeno il coraggio di esporvi.
Ps: evitiamo il toto-politiche, a tre anni dalle amministrative. I responsabili di questo sito non si candideranno alle elezioni del 2014.
Michele Pilla
direttore di Montaguto.com

2011-05-04 17:03:29

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