STORIA | La storica fotografia che salvò Montaguto dalle bombe


Ci sono foto che raccontano la storia. E poi ci sono foto che la storia la fanno e, in qualche caso, la cambiano. Quella che vi mostriamo oggi è una vera e propria icona, un simbolo, un’immagine che, di fatto, ha salvato Montaguto nel vero senso della parola.

Siamo nel 1943, in piena guerra. Di lì a poco Foggia sarebbe stata praticamente rasa al suolo dai bombardamenti degli anglo-americani – oltre 20mila i morti accertati. Anche il nostro paese era destinato a quella sorte.

Montaguto, infatti, era stato occupato da un battaglione dell’Esercito tedesco, che intendeva fermare o quantomeno ritardare l’avanzata alleata verso Napoli. La posizione del nostro paese, infatti, ben si prestava a fermare l’avanzata degli anglo-americani nella vallata, per mezzo di pezzi di artiglieria pesante. Sarebbero stati dunque proprio gli alleati a bombardare Montaguto per eliminare la resistenza alla loro avanzata.

Dunque, i tedeschi avevano occupato Montaguto e la loro presenza lì avrebbe significato la distruzione del paese del Generale Di Nisio.

Poi però accadde qualcosa, qualcosa destinato a cambiare le sorti della storia. Il paese, infatti, annoverava tra i suoi abitanti il Generale di Corpo d’Armata Ismaele Di Nisio, un alto ufficiale dell’Esercito Italiano il quale, nella propria abitazione, custodiva gelosamente una foto incorniciata appesa a una parete di casa sua in corso Umberto I.

Ebbene, il giorno in cui arrivarono i tedeschi il quadro faceva bella mostra di sé nel salotto di casa Di Nisio. All’interno della cornice ci sono tre uomini in divisa, tre militari, e poco più sotto tre righe vergate a penna.

“Il maresciallo Rommel in una visita al Generale Di Nisio nell’oasi di Siwa”.

Siwa è un è un’oasi del deserto libico, appartenente all’Egitto, a circa 300 chilometri dalla costa del Mar Mediterraneo. Il Feldmaresciallo Erwin Rommel, la “Wüstenfuchs” – volpe del deserto, si recò in visita all’oasi di Siwa, dov’era presente anche la 136ª Divisione corazzata “Giovani Fascisti” con il Generale di Divisione Ismaele Di Nisio, di origini montagutesi.

Quando gli ufficiali nazisti si ritrovarono al cospetto di quella foto, si misero sugli attenti e riferirono al comandante ciò che avevano visto. Il comandante decise allora di lasciare il paese, quel paese che custodiva così gelosamente quella foto così importante.

Erwin Rommel, la “Wüstenfuchs” – volpe del deserto, era in qualche modo presente a Montaguto e ciò costituì un ottimo motivo per lasciare in pace gli abitanti di quel piccolo borgo a cavallo tra Campania e Puglia.

I militari andarono via in un’ora: la loro presenza lì, infatti, avrebbe scatenato i bombardamenti americani. Il battaglione fu sorpreso poco dopo dagli aerei degli alleati sulla salita delle monache, tra lo scalo di Savignano e Camporeale, e completamente annichilito dalle bombe.

La foto donata dal maresciallo Rommel al Generale Di Nisio ha dunque contribuito a fare la storia, a modificarla, a riscriverla. E, di fatto, ha salvato Montaguto dalle bombe.

(Si ringraziano per le info il prof. Vincenzo Iovino e l’amico Marco Bruno)

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