TELEGIORNALE IN DIALETTO, ECCO L’ORGOGLIO DI MONTAGUTO.COM


di Michele Pilla

A distanza di cinque anni dalla sua prima uscita, il Montaguto Tg, telegiornale in dialetto montagutese, è stato citato, con nostro sommo orgoglio, da Tg5 e Tg3. Lo spunto dei due servizi firmati da Maria Luisa Cocozza e Luciana Parisi è giunto da “Stupor mundi”, direttamente dalla Sicilia, che è l’ultimo di una serie di tiggì “innovativi”. Innovativo perchè parte dal concetto di locale e si estende al nazionale e finanche al mondiale.

Già, perché qualcuno di questi prodotti, come il nostro, è in formato Web, ovvero consultabile da ogni angolo del pianeta. E dunque, glocal: globale pur essendo locale. Sembra un ossimoro ma in realtà è una filosofia. Una filosofia, questa, che ha una doppia accezione: quella made in Sud e quella targata Lega. Sì, perché c’è una sostanziale differenza tra il tiggì padano e quelli, sempre più numerosi e sicuramente più vecchi, prodotti in Puglia, Campania e Sicilia: mentre al Nord si tende a marcare le differenze in vista di una “secessione” fin troppo anacronistica, al Sud si tenta di emergere. E se Telepadania si avvale di deputati ed esponenti del Carroccio, e dunque non ha difficoltà a reperire mezzi e spazi su scala nazionale, i tiggì “minori”, invece, non hanno a disposizione grossi strumenti e dunque fanno fatica ad arrivare al grande pubblico, pur producendo telegiornali di ottima qualità.
Nello specifico, il Montaguto Tg è stato ideato per mettere in risalto il proprio contesto di usi e costumi locali in rapporto a quello nazionale: tant’è che si parla soltanto di eventi inerenti il piccolo paese irpino, Montaguto, ai margini della Campania (in tutti i sensi). Basti pensare alla vergognosa gestione della frana che, nel 2010, tagliò in due l’Italia ferroviaria, interrompendo i collegamenti su rotaia tra Roma e Lecce. Ma Montaguto è anche uno dei pochi, in Italia, a possedere un sito Internet in Glocal (italiano e dialetto): un sito nato nel 2006 in un paese in cui ancora l’Adsl non era giunta (il gap è stato colmato soltanto a inizio 2012). 
Una delle nostre più grandi soddisfazioni è stato l’incontro col compianto Biagio Agnes, che volle complimentarsi con la nostra redazione per questo prodotto. Quando fui invitato alla redazione de “Il giornalista”, il giornale della scuola di Salerno da lui diretta (che propose, a firma di Stella Colucci, un ottimo servizio sul Montaguto TG), Agnes mi disse: «In paesi così piccoli fare giornalismo è un’impresa. Ecco, quello che avete realizzato è vero giornalismo».
E allora non si parli di federalismo catodico, bensì di un modo originale per uscire fuori dal guscio, a 150 dall’Unità d’Italia, ma che non vuole avere assolutamente alcun tipo d’idea separatista. Queste cose le lasciamo ad altri. Anzi, auspichiamo che in tal modo l’Italia possa davvero rendersi conto di quanto di buono ci sia al Sud e magari far sparire un po’ di quelle divisioni che, nel corso degli anni, si sono inevitabilmente venute a creare. Perché il dialetto, si sa, è la lingua del popolo.

2012-03-26 02:20:04

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