Triste notizia da Ariano Irpino: non ce l’ha fatta Giovanni Maraia, l’uomo delle grandi lotte


Una tristissima notizia ci giunge da Ariano Irpino. Come informa l’amico e collega Gianni Vigoroso di Ottopagine e Ottochannel 696, si è spento Giovanni Maraia, stroncato da una grave malattia, che lo ha costretto a vivere un difficile calvario negli ultimi anni, senza però mai distaccarsi del tutto dal suo impegno sociale e politico.

Ex segretario provinciale del partito di Rifondazione Comunista e da alcuni anni in forza all’associazione Ariano in Movimento a cui ha dato il meglio di se negli ultimi anni, restando vigile sulle principale questioni riguardanti Ariano, il territorio della Valle dell’Ufita e il resto dell’Irpinia.

Giovanni non ce l’ha fatta a vincere la battaglia più importante, quella per la vita, lui che di lotte ne ha condotte davvero tante, ogni giorno, nel rispetto della legalità e al fianco dei cittadini, degli ultimi in modo particolare.

Lo avevamo sentito al telefono qualche giorno fa sulla questione del Giorgione, seguita da Maraia in un letto d’ospedale a Benevento. Era preoccupatissimo sulle operazioni di rimozione dell’amianto da quella struttura e aveva interessato tutti gli organi preoposti a vigilare affinchè tutto potesse svolgersi senza pericoli per la pubblica incolumità. Lui che su queste delicate questioni è intervenuto sempre con ferma determinazione e coraggio. Fu grazie ad un suo esposto, se si diede avvio all’inchiesta sull’Isochimica ad Avellino, il cui processo è ancora in atto.

Ma il nome di Giovanni Maraia è presente in ogni lotta, in difesa dell’ambiente, del lavoro e in altre delicate emergenze. Chi non ricorda il suo impegno politico, a Difesa Grande sin dal 1995, culminato con le proteste clamorose del 2004, in quella lotta di popolo della città, capeggiata proprio da lui  in prima linea, a bivio di Villanova, insieme agli ambientalisti e alla gente. Come pure a Savignano e allo scalo di Montaguto-Panni. Con Antonio Ninfadoro tra non poche difficoltà, grazie ad un’altra delle sue lotte, consentì il rientro in patria dei curdi morti asfissiati in un tir a Mirabella lungo l’A16 Napoli Bari, dopo aver sollecitato le più alte cariche politiche e dello Stato.

In Procura prima ad Ariano e poi a Benevento e ad Avellino, ci sono innumerevoli esposti a sua firma contro tantissime delicate questioni tutt’ora in atto che aspettano ancora risposte e giustizia.

Ariano perde una voce importante, una delle istituzioni politiche più rappresentative, un grande battagliero che non temeva nessuno e come diceva qualche giorno fa un pastore a Difesa Grande, un uomo giusto che ha lottato tanto per il diritto alla salute e per quel quel male che alla fine purtroppo ha avvolto egli stesso. Una notizia che addolora la città e l’Irpinia intera nel cuore dell’estate.

Fonte: Ottopagine.it

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