‘VAGHI RICORDI DI UN EMIGRANTE’: SPLENDIDA POESIA DI L. CIFALDI


Pubblichiamo una splendida poesia di Luciano Cifaldi, letta durante la presentazione del libro "Quando in America si parlava montagutese". Montaguto, infatti, conserva una sorta di cordone ombelicale nei confronti di tutti i suoi figli che, per un motivo o per un altro, sono costretti a lasciarlo. E le parole di Luciano sono incredibilmente toccanti, emozionanti e fanno vivere quasi con angoscia il momento del distacco. Complimenti per questo splendido scritto, pieno di sentimento.

VAGHI RICORDI DI UN EMIGRANTE
di Luciano Cifaldi
Ti voglio bene paese mio, ti voglio bene come fossi
un bambino appena nato, anche se di anni ne hai tanti,
quante volte per le tue strade ho camminato
che persino delle pietre mi sono innamorato
Tanti tuoi figli, paese mio, nonostante ti amassero
hanno dovuto lasciarti, sperando di trovare
forse oltreoceano oppure al Nord Italia
una vita migliore, lontano dalla miseria e dalla povertà
Uno di quei figli, paese mio, ero io; ricordo che partii di notte e,
a malincuore, mi venne il magone in gola, piansi per il distacco,
a farmi compagnia solo una valigia mezza vuota legata con lo spago,
piena soltanto di speranza e voglia di scoprire un altro mondo.
In una stazione del nord, forse Bologna, si scendeva dal treno
per una nuova coincidenza, ognuno tirava fuori dalla propria
valigia quel poco che aveva da mangiare:
chi pane e formaggio, chi solo pane e chi proprio niente!
Mia madre soffrì nel vedermi partire, però preparò una bella pizza al pomodoro
e mi raccomandò di non mangiarla in una sola volta, altrimenti il resto del viaggio
l’avrei fatto a digiuno; l’avvolse in una pagina di giornale e quando andai ad aprirla
la scritta del giornale si leggeva sulla pizza, era buona lo stesso, forse però era solo fame
Ci chiamavano terroni, marocchini, mangia sapone e tanti altri nomi,
ci venivano offerti i lavori più disparati, spinti però dalla speranza
di quel futuro migliore ci si doveva accontentare anche se
il nostro cuore era pieno di nostalgia e amarezza,
sempre ti ho amato dolce paese mio e sempre ti porterò nel cuore.
Luciano Cifaldi

2011-08-14 20:33:14

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