FOTO | Valleverde, tante foto e molte curiosità

Le nostre M&M, le mitiche sorelle De Mita (Monica e Marianna) come al solito non si sono smentite e, durante la processione di Valleverde, hanno lavorato alacremente. Il frutto del loro impegno è sintetizzato nel titolo! Oltre a guardare la splendida galleria di foto che hanno realizzato, leggete un po’ quante chicche sono uscite fuori…
“Carissimi lettori, ci è stato difficile effettuare riprese audiovisive, ma non per questo ci siamo scoraggiate. Girando tra la gente abbiamo colto questa e quella notizia. Il pellegrinaggio verso il Santuario di Valleverde non è soltanto un culto, ma anche un momento di socializzazione e condivisione di momenti…

pallinoverde GUARDA LE FOTO DEL PELLEGRINAGGIO DEL 2009

Tutti sanno che questo pellegrinaggio viene fatto da molti anni, sempre con la stessa metodica, una tradizione dalle profondi radici. La storia ha inizio nel 1265. A un contadino chiamato Nicolò, in sogno, mentre si trovava con il suo asino nei boschi di Mengaga a Bovino, apparve improvvisamente una bella signora, stanca ed affaticata, la quale chiese dell’acqua da bere. Nicolò si rifiutò perché troppo impegnato nelle sue faccende, ma la signora lo incitò ad accontentarla. Quando Nicolò tornò con la brocca piena d’acqua si rese conto che il suo asino era già carico di legna e pronto a partire. A quel punto la signora disse: “Sono la Madre del Figlio di Dio. Provengo dalla lontana Spagna, da una località chiamata Valverde, lì esiste un mio Santuario. Gli abitanti di quella regione si sono dimenticati di me; si sono dati al vizio e al peccato. Ho deciso quindi di abbandonarli e venire qui a Bovino. Voglio che qui si costruisca una Chiesa intitolata a Santa Maria di Valleverde”. Lì per lì il giovane non diede peso a ciò che apparentemente non era null’altro che un sogno fino a quando questo sogno divenne sempre più frequente. La terza volta la Vergine era molto triste per la poca attenzione da parte di Nicolò al suo “invito”. Nicolò decise quindi di recarsi dal Vescovo per raccontare l’accaduto. Il Vescovo si recò con Nicolò al bosco di Mengaga. Qui il Vescovo si rese conto che con i fiori e gli steli d’erba era stato tracciato il perimetro della Chiesa voluta dalla Madonna. La chiesa fu costruita in quattro mesi e subito divenne meta di pellegrinaggi dai paesi limitrofi.

Il 27 maggio 1987 Papa Giovanni Paolo II benedisse il Santuario.

Nello specifico il pellegrinaggio Montaguto-Valleverde avviene la terza domenica di maggio e ha inizio durante la notte considerato il tragitto di non facile percorribilità fra i monti dauni ed irpini e di non poca distanza: circa 18 chilometri. Dinanzi alla Chiesa del Santuario dedito alla Madonna di Valleverde, siamo riuscite a scorgere i volti dei pellegrini segnati dalla stanchezza di un viaggio fatto a piedi, nonostante tutto felici e sereni di essere li, in quel Santuario ricco di devozione e colmo di speranze da affidare alla Madonna. Qualcuno ha cercato di rifocillarsi sotto l’ombra di uno dei grandi alberi che circondano il Santuario, mangiando quei panini preparati da casa e recuperando quanto possibile un po’ di forze. Eh già. il riposo è stato necessario ed essenziale per coloro i quali avrebbero fatto il ritorno a piedi dal Santuario verso Montaguto, percorrendo nuovamente quei 18km di separazione tra l’uno e l’altro posto, tra insidie varie, sotto il sole, tra tratturi montuosi, statale e campi. Ciò che lascia sbalordito chiunque è che la linfa vitale di questo avvenimento, non sono tanto i giovani comunque numerosi, ma i “veterani” di questa splendida tradizione del paese. Nonostante gli anni, nonostante la stanchezza di una vita per molti non facile, non si arrendono e continuano a intraprendere serenamente questo viaggio fatto in andata e ritorno per un totale di circa 36 chilometri.

Questo anno a far parte dei pellegrini c’era anche il nuovo Parroco della Chiesa di Montaguto, Padre Giorgio, giunto solamente da pochi giorni in paese. Anche se non ancora molto sciolto nel linguaggio, i suoi occhi parlano da soli. Era felice di condividere quel momento con i suoi nuovi parrocchiani, di conoscerne alcuni giunti in occasione del pellegrinaggio da zone vicine come Foggia o Ariano, gente originaria ma non residente in paese ma ancora legata profondamente ad esso. Tra una chiacchiera e l’altra ci ha addirittura detto di aver già visitato il sito di Montaguto! Da alcuni pellegrini abbiamo saputo che il viaggio di andata è stato fatto senza scorta alcuna, così, percorrendo una statale con la paura che un’automobile, un camion o una moto, accidentalmente, nel buio della notte potesse travolgere qualcuno.

Ci è capitato di udire tra uno scatto fotografico e l’altro persone con un accento non locale, che parlavano della bellezza di questo evento, un evento che ai montagutesi sta molto a cuore. Si elogiava questo pellegrinaggio fatto in andata e ritorno tra i tratturi, strade malandate, tra la pianura ma anche in scalate di una certa pendenza, senza tregua se non due piccole soste, non un ora di sonno, ma giusto qualche attimo per riposare e riprendere il cammino. Attorno le ore dodici viene concessa la benedizione dal Sacerdote nel Santuario per i pellegrini che avrebbero affrontato il ritorno a piedi, i quali hanno ripreso, sempre serenamente, il cammino verso Montaguto.

All’arrivo in paese c’è stata la processione con la Statua della Madonna, i fuochi pirotecnici e la messa conclusiva della domenica”.

Marianna e Monica de Mita

2009-05-20 20:44:44

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