VIAGGIO NEL CUORE DELLA FRANA E A MONTE. ‘E’ UNA CORSA CONTRO IL TEMPO’


“E’ una corsa contro il tempo, bisogna sedare la bestia”. Che, tra l’altro, è in continuo movimento. Angelo Pepe, l’ingegnere che coordina le operazioni della Protezione Civile, è completamente assorbito dalla mission. Ha spiegato che si sta effettuando un’aggressione di drenaggio orizzontale del piede di frana. “Il lago su in cima è stato quasi del tutto prosciugato”, ha concluso. Siamo andati a controllare ed effettivamente è così. Il laghetto più piccolo, sempre a monte, è controllato da un sifone. (CONTINUA ALL’INTERNO CON FOTO)

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Intanto, a valle, continuano gli scavi. I militari lottano giorno dopo giorno per tentare di frenare la massa di terra che spinge. Si muovono mediamente due metri, due e mezzo di terra al giorno. Mobilitando circa quattro/cinquemila metri cubi al giorno su tutto il fronte. come si vede dalle immagini è stata liberata la scarpata del binario, ma c’è ancora molta terra da eliminare. I terrazzamenti sono complessivamente nove, di cui sette realizzati dalla ditta Pancione (e sono alti al massimo due metri e mezzo) e due da Rfi (altezza di circa sei metri).
La situazione è questa: sul versante di Montaguto operano attualmente 3 scavatori civili e 4 militari, che dispongono di 6 camion. Sono invece otto, sull’altro versante, i camion civili della ditta Botta Eurocostruzioni di Eugenio Pancione, che muovono mediamente quasi seimila metri cubi di terra, frutto di 40 viaggi con 8 camion. Ogni camion trasporta all’incirca 18 metri cubi di materiale. Il problema grosso, però, è l’esaurimento di depositi per la terra. Sul versante di Greci, a Tre Confini, è quasi esaurito e dunque si attendono direttive per capire dove andare a scaricare. Sul versante Montaguto, invece, si sversa verso la ferrovia. Durante il pomeriggio trascorso sul piede della frana, ci siamo accorti che la terra scavata è più che umida. In alcuni tratti è quasi fangosa, mentre in altri è secca e compatta. In molti punti, però, vi sono diverse spaccature, segno evidente del movimento dell’intera massa. I camion sono quindi costretti a livellare ogni giorno le terrazze. Sia sul versante di Montaguto che su quello di Greci abbiamo visto in azione i mezzi dei militari, quelli civili e quelli di Rfi, che però non lavoravano sul binario, bensì nel deposito della terra.

Michele Pilla

2010-05-12 18:57:01

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