FOTO E VIDEO | Dalla Valle del Cervaro al Gargano sulle tracce di San Michele, lo splendido tour di Gianni Vigoroso

Sulle tracce di San Michele Arcangelo, tra grotte, cammini e leggende. La Valle del Cervaro guarda al turismo religioso, come ricetta indispensabile per combattere lo spopolamento nei piccoli comuni, che in alcune zone in modo particolare significa purtroppo estinzione. La scommessa si gioca al confine tra Campania e Puglia e vede come protagonista in maniera attiva la comunità di Orsara, guidata dal sindaco Tommaso Lecce e dalla sua giovane e dinamica amministrazione comunale. Dai Monti Dauni al Gargano. Ecco il video e foto reportage del collega Gianni Vigoroso.

di Gianni Vigoroso – Canale 696 e Ottopagine

Sulle tracce di San Michele Arcangelo, tra grotte, cammini e leggende. La Valle del Cervaro guarda al turismo religioso, come ricetta indispensabile per combattere lo spopolamento nei piccoli comuni, che in alcune zone in modo particolare significa purtroppo estinzione. La scommessa si gioca al confine tra Campania e Puglia e vede come protagonista in maniera attiva la comunità di Orsara, guidata dal sindaco Tommaso Lecce e dalla sua giovane e dinamica amministrazione comunale.

Un paese situato a pochissima distanza da Montaguto, con gli abitanti da sempre fratelli tra loro, tanto da sentirsi campani anche attraverso la lingua, con una spiccata influenza irpina rispetto a quella foggiana.

Giornalisti e blogger provenienti da varie parti d’Italia Lazio, Lombardia, Calabria, Friuli Venezia Giulia hanno preso parte ad un interessante press tour partito dalla Valle del Cervaro e conclusosi sul Gargano. A rappresentare la Campania Ottopagine, Canale 696, Cittadiariano.it e Montaguto.com.

Altri tasselli importanti della storia di questo comune, oltre alla suggestiva grotta di San Michele Arcangelo, meta di pellegrinaggio, la chiesa di Santa Maria Annunziata, esempio di architettura bizantina dell’XI secolo, la Parrocchiale di San Nicola di Bari, che conserva importanti opere, tra cui un notevole crocifisso scolpito in pietra e dipinto del XV secolo, l’antico Forno a paglia, ancora rinascimentale,

Il tour si è poi spostato nei luoghi limitrofi, a partire dalla visita del Palazzo di Torre Guevara, eretto nel 1680 in cui soggiornarono i Guevara e che accolse nel corso degli anni Re e Regine.

Il palazzo ha un impianto rettangolare di sessanta metri per venti, con tre piani coronati da un imponente cornicione. E’ caratterizzato da una spessa muratura in pietra, con volte a botte.

Rinviata causa pioggia la processione in onore di San Michele Arcangelo. Secondo qualche anziano, non era mai accaduto negli anni. Toccante e particolarmente suggestiva la celebrazione religiosa la sera della veglia. Un evento che si celebra in memoria della prima apparizione dell’Arcangelo sul Monte Gargano, avvenuta l’8 maggio del 490 dopo Cristo, che prevede la tradizionale processione con la statua del patrono per le vie del Borgo, accompagnata dai canti dedicati e dall’intera comunità.

Il tour ha poi visitato Torre Alemanna. Si tratta di un insediamento che dista 18 km dal centro di Cerignola che prende il nome dalla parte più rappresentativa dell’intero monumento, ossia dalla torre che spicca con i sui 24 metri di altezza nel cuore della borgata di “Borgo Libertà”. La torre fu edificata tra il XIII e il XIV secolo dai Cavalieri dell’Ordine religioso – militare di Santa Maria dei Teutonici in Gerusalemme, meglio noti come Cavalieri Teutonici. Gli ambienti dell’ala sud del Palazzo dell’Abate costituiscono oggi le sale espositive del Museo delle Ceramiche di Torre Alemanna.

E’ stata la volta poi  del Gargano, sulle tracce del cammino micaelico lungo cui si muovono i passi dei pellegrini soprattutto nel mese di maggio per l’apparizione e nel mese di settembre per la festa in onore di San Michele Arcangelo.

La prima tappa, San Marco in Lamis, con la visita alla statua di San Michele Arcangelo situata in piazza Antonio Gramsci lungo la via dei pellegrini. Il gruppo ha proseguito  il cammino verso il Convento di San Matteo, lungo la Via Francigena, nome legato all’ininterrotto scorrere dei pellegrini dalla fine del secolo V, epoca delle apparizioni di San Michele Arcangelo, ai nostri giorni. Il convento, di sagoma quadrangolare simile a quella di un massiccio castello medievale, è nato nel secolo VIII come monastero benedettino. Nel Cinquecento, il convento passò ai monaci francescani, tuttora presenti, che lo hanno reso uno dei luoghi sacri più noti dell’Italia Meridionale.

Di notevole interesse anche il santuario di Santa Maria di Stignano, sull’antica Via Francigena, luogo di culto e di pellegrinaggi.

A San Giovanni Rotondo, prima di visitare i vari luoghi in cui è vissuto padre Pio, la chiesa di Santa Maria delle Grazie con il Convento ed il Santuario di San Pio,  ci si è immersi nel centro storico alla scoperta di angoli caratteristici e ancora poco conosciuti.

Poi uno dei momenti più intensi legati alla figura e alla presenza di San Michele Arcangelo nel territorio foggiano con la visita alla città di Monte Sant’Angelo, il cui Santuario di San Michele Arcangelo è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Il gruppo, ha visitato  il luogo venerato dal 492 anno in cui secondo la tradizione avvenne la prima apparizione di San Michele. Un primo santuario venne costruito nel 493 sulla grotta dove avvenne l’apparizione per poi svilupparsi negli anni successi e diventare uno dei tre maggiori luoghi di culto europei intitolati a San Michele. Il Santuario di San Michele Arcangelo divenne anche una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità, meta obbligata che conduceva in Terra Santa. Visitata anche la Chiesa di Santa Maria Maggiore.

Infine, Cagnano Varano dove è stato possibile entrare nella grotta di San Michele, situata in un suggestivo luogo dello spirito, affascinante cavità naturale abitata fin dal Paleolitico, oggi importante meta di fedeli.

Secondo la leggenda, l’Arcangelo entrò nella grotta seguito da un grosso toro che restò incastrato nella roccia. Quando il padrone del toro riuscì a liberarlo, questi rimase abbagliato dalla fonte di luce dell’Arcangelo. Subito dopo l’accaduto, l’uomo raccontò la vicenda ai compaesani che si recarono alla grotta, trovando San Michele, assetato, genuflesso e con le mani posate a terra nel punto dove miracolosamente affiorò una sorgente d’acqua. Rivolto a sud, l’ingresso della grotta è tamponato da un muro su cui si apre la porta di accesso. All’esterno, si trovano un pozzo e un campanile a vela, in un piccolo giardino, mentre all’interno trionfa l’altare maggiore con la statua dell’Arcangelo e gli altari minori, decorati da meravigliosi affreschi.

Commenti

comments

Lascia un Commento