VIDEO | Zia Luigina Macchia e il lavatoio pubblico alla fontana: «I panni preferisco lavarli qui all’aperto»


A Montaguto, in piazza IV novembre, c’è la Fontana Nuova, uno dei simboli del paese, costruita nel 1876 per contrastare la penuria d’acqua nonostante ci fossero già quattro fontane. È la prima fontana “importante” in cui ci si imbatte raggiungendo Montaguto, se si eccettua quella che si trova nel bosco, nei pressi dell’area sportiva ed attrezzata per scampagnate, e la fontana di pietra, sulla provinciale 26.

Accanto a questo “monumento” di Montaguto c’è l’antico lavatoio pubblico coperto, risalente al 1753 dove, con un po’ di fortuna, la mattina presto si può incontrare ancora oggi qualche donna che lava i panni com’era usanza un tempo. La Fontana Nuova si trova all’ingresso del borgo. E infatti lo scorso anno abbiamo incontrato zia Luigina Macchia, 88 anni compiuti, che ancora utilizza il lavatoio pubblico per detergere asciugamani, tovaglie, abiti e quant’altro, con l’aiuto di guanti e dello “struculaturo”. Al mattino si reca in piazza con un cesto di panni e con la “strumentazione” del caso. Non è l’unica, comunque.

«Quistu lavatoio è antico antico», ci dice in dialetto. «Prima non esistevano le lavatrici. Si veniva per chiacchierare e per lavare. Chi non lavorava, pagava 10 lire per lavare qui, perché il comune non aveva soldi».

Zia Luigina lava instancabilmente, e anche il sapone è quello di un tempo: utilizza infatti “la preta”, il cosiddetto sapone di Marsiglia. «Ormai lavano tutti col detersivo, mentre io uso questo». Un modo per mantenere antica la memoria. Le chiediamo se conosce altri lavatoi in zona: «A Bovino. Lì però era in un edificio al coperto e ognuno aveva la propria vasca, anche se ora non so se è più così. È da parecchio che non ci vado».

Qualcuno le ha anche dedicato un ritratto. «Oggi è più complicato, eppure mi piace perché qui c’è una “rascia” d’acqua bella, fresca».

Un modo, questo, per tener vive le tradizioni e mantenersi in forma.

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