VITTORIA! MA ADESSO NON FERMIAMOCI QUI…


Centosettanta giorni dopo la chiusura del 21 gennaio scorso, si rivedono anche le auto sulla variante della SS90. Una strada con tutti i crismi, come voleva la Protezione Civile, e così è stato. Un lavoro mostruoso, durato circa 70 giorni. Abbiamo dovuto attendere poco più di quattro anni, precisamente 1559 giorni da quell’infausto 17 aprile 2006. Ma finalmente è fatta. La frana fa un po’ meno paura, si è sgonfiata, ha perso vigore, anche se stanotte sembra essersi mossa. Si ritorna a viaggiare, finalmente. Adesso l’Irpinia sembra più vicina. Adesso Montaguto torna a far parte della sua provincia. Ariano tornerà a una distanza consona. La speranza è che la Ciccotonno torneremo a guardarla soltanto dal nostro paese, ricordandola come una strada che ci porti a Savignano. Ci siamo. 10 luglio 2010: il miracolo si è compiuto. Esercito, operai e, soprattutto, Protezione Civile: la dimostrazione che, quando vuole, l’Italia è capace di tutto. Settanta giorni di lavoro, che sarebbero potuti essere molti di meno nel 2006, se si fosse fatto qualcosa di concreto. La mente non può non tornare all’atterraggio di Bertolaso nel mese di maggio, quando promise che a ottobre si sarebbe risolto tutto…

Lo stesso Bertolaso oggi l’ha ammesso, dimostrando correttezza e onestà intellettuale. Non si può non pensare al dottor Michele Palmieri, geologo, primo sub commissario, capo della Protezione Civile campana, che nulla ha mai cercato di fare. Non si può non pensare a Bruno Orrico, suo sostituto, e a Roberto Lupoli, responsabile unico di procedimento. Non si può non pensare, in negativo, a loro. Ma il pensiero corre anche a Mario De Biase, la svolta positiva della faccenda, a Giancarlo Giovino, alla ditta Eurocostruzioni. E, ovviamente, ad Angelo Pepe, a Nicola Dell’Acqua, a Ezio Bottoni, alla ditta Tre Erre e a tutti quei soggetti che invece si sono messi d’impegno per risolvere questo problema. Quella di oggi è una data sparti-acque: l’Italia, se messa sotto pressione, funziona eccome. Adesso, però, non restiamo a guardare. Questo non è un traguardo, ma un punto di partenza. Non fermiamoci. Altrimenti, come detto da Bertolaso, sarà stato solo un altro inutile spreco di soldi. Mettiamo in sicurezza l’area e rilanciamo l’intera zona. Si può fare. L’Italia ‘distratta’, quando si sveglia, ha i mezzi per fare tutto.

Michele Pilla

2010-07-10 17:17:06

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